Presentato a Lucca, nella serata di Halloween, il nuovo film horror diretto da Federico Zampaglione

Il 31 ottobre l’orrore è sbarcato a Lucca Comics & Games 2026 con la proiezione, nella sezione Notti Horror, del nuovo lavoro cinematografico del cantante dei Tiromancino. Presentato in anteprima mondiale alla ventiseiesima edizione del Tubi FrightFest di Londra, durante il prestigioso Saturday Night Gala, il film ha conquistato il pubblico, sempre più attento al cinema di genere e, in particolare, al filone horror.

Le prime recensioni sono state decisamente positive. MovieHooker lo ha definito «Tragico, straziante, disturbante e terrorizzante», Soundsphereh «Un incubo claustrofobico impressionante» e Projected Figures «Una storia di fantasmi spaventosa e sempre più disorientante».

The Nemeless Ballad, prodotto da Somic Film e Minerva Pictures, è uscito nelle sale italiane il 5 novembre, distribuito da Filmclub Distribuzione in collaborazione con Scream Hub. Molto convincente l’attore protagonista, Jamie Ward, che ha un rapporto particolarmente stretto con la musica. Una vicinanza che gli permette non soltanto di interpretare, ma anche di vivere un ruolo così particolare e profondo.

Il film è stato girato a Fara In Sabina, vicino a Roma, precisamente a Villa Pacieri, dove il regista e il direttore della fotografia Yuri Santurri hanno costruito uno spazio inizialmente realistico, destinato però a diventare progressivamente più chiuso, sinistro e destabilizzante.

Fonte: F.C.

Nelle note di regia, Zampaglione ha raccontato: «Questo film è probabilmente il mio lavoro cinematografico più personale. Nasce dall’incontro tra due anime che hanno accompagnato tutta la mia vita: la musica e il cinema horror. Ho sempre pensato che una canzone possa contenere qualcosa di misterioso, capace di guarirci ma anche di divorarci. Con la sceneggiatrice Barbara Baraldi abbiamo lavorato su una paura che non arrivasse soltanto dall’esterno. Le presenze che circondano il protagonista sono anche il riflesso delle sue ferite, delle dipendenze e di un passato del quale non riesce a liberarsi. Il soprannaturale entra nella storia, fino a confondere realtà, memoria e allucinazione».

Incontrando a Lucca il regista e Giglia Marra, attrice protagonista, ho raccolto le loro testimonianze sui temi affrontati dal film.

La solitudine e, talvolta, la disperazione possono nascondersi dietro il successo, che rischia di distorcere la percezione della vita, soprattutto quando arriva in un momento in cui non si è emotivamente preparati. Qual è la vostra esperienza?

ZAMPAGLIONE – “Quando arriva il successo, la realtà cambia, tu cambi, ti ritrovi a essere una persona che non conosci, una versione di te stesso che non riconosci. Tutto è falsato. Il successo inseguito attribuisce alla vita una serie di significati e di valori; quando arriva, la vita assume significati diversi. Spesso ci si ritrova in uno stato di angoscia, che rappresenta la paura del domani. Ci si interroga: come sarà la mia vita se non riesco a mantenere le aspettative? Se sei una persona che mette in gioco tutto sé stessa, la mente può perdersi e finire in un angolo. Puoi avere bisogno di qualcosa che ti aiuti a calmarti. La musica può dare tantissime gioie, ma può anche distruggerti. Gli altri, da fuori, non sempre sono in grado di interagire con te, perché sei dentro la tua ossessione. Se ti guardano dall’esterno, vedono una persona immersa nel proprio mondo creativo. E questo genera solitudine”.

MARRA – “Assolutamente sì, il successo a volte porta solitudine. Tutti gli artisti vivono questo senso di oppressione. Il successo va gestito, bisogna avere radici ben salde e spesso le esperienze maturate durante la gavetta aiutano. Il successo può avere una faccia oscura, che ti isola”.

L’amore è un sentimento che cura sempre?

ZAMPAGLIONE – “Sì, l’amore cura, lenisce le ferite, aiuta, ma non sempre. Nessuno può essere salvato da sé stesso”.

MARRA – “L’amore non riesce sempre a salvare tutto!”.

Francesca Chiarantano