Un film sul “per sempre” che merita di essere visto subito, senza scadenza
Ci sono film che promettono un finale e poi lo rimandano con garbo. 7 anniversari, proiettato oggi alla 21ª Festa del Cinema di Roma, dove concorre nella sezione Opere Prime, segna l’esordio di Sabrina Iannucci con un patto da contratto a tempo determinato. Teo, fattorino creativo e solitario, propone a Emma, che teme la gabbia dell’amore per sempre, di lasciarsi tra sette anni, qualunque cosa accada. Una clausola di rescissione sentimentale. Funziona, perché il film capisce che il tempo è il vero antagonista.
La domanda è universale e la risposta mai banale: si può amare pienamente proprio perché si sa che finirà? Iannucci evita gli schemi del racconto romantico e lavora per sottrazione. Macchina a mano nei momenti inquieti, piani sequenza che inseguono il quotidiano, toni morbidi e malinconici, con lo spettatore quasi intruso in casa d’altri. Una storia giovane ma non di giovani perché a trent’anni giovani non si è più, e il film lo mostra con chiarezza e con poesia. Da adulti l’amore non basta, servono affitti, lavoro e coraggio.

Fonte: Andromeda Film
A reggere tutto sono Benedetta Porcaroli e Lorenzo Zurzolo, giovani attori che qui dimostrano un talento solido. Lei è Emma, razionale e ironica, con una fragilità che affiora a tratti, lui è Teo, nerd dagli occhi tristi che si accende quando trova le persone giuste. L’intesa è credibile, mai compiaciuta, e fa dimenticare la scadenza proprio quando ci si affeziona.
Il cinema, poi, non resiste a celebrare se stesso e stavolta rende omaggio ai doppiatori, voci invisibili dei film stranieri, il cui lavoro difficile e appassionante diventa un piccolo tributo. Chi vive di voci altrui, in un film sull’autenticità dei sentimenti, ha il suo perché.
Merito anche dei produttori, Filippo e Francesco Montalto di Andromeda Film hanno scommesso su una esordiente e Gianni Russo e Gabriele Costa di Piano B Produzioni hanno costruito la coproduzione con il Portogallo, riuscendo a coinvolgere la Lisboa Film Commission. Lisbona, con la sua luce, entra nel film e non resta cartolina.
Un film sul “per sempre” che merita di essere visto subito, senza scadenza.
Alessandro Tartaglia Polcini
