Il periodo migliore per visitare il luogo è da maggio a luglio quando lentamente i miliardi di fiori si dischiudono

Ci sono posti le cui pietre, vallate, alberi e fiori parlano. Siamo in Umbria e precisamente a Castelluccio di Norcia, nella terra di confine tra il cuore verde d’Italia e le Marche. Immerso nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini, un’area protetta di 72000 ettari che ospita animali quali il lupo, il camoscio d’Abruzzo, l’aquila reale ed il falco pellegrino, ed ai margini del lago di Pilato, sotto l’occhio vigile del monte Vettore, nei pressi della grotta della Sibilla, un luogo lontano da tutti e da tutto dove il silenzio regna sovrano.

Il paese che lentamente si sta spopolando, sono rimasti attivi solo due agriturismi ed un ristorante, è stato vittima del violento sisma del 2016 che ha completamente distrutto sia la chiesa di Santa Maria Assunta sia il campanile, è tornato alla ribalta delle cronache per la sua fioritura, ovvero quella distesa immensa di papaveri, iris, fiordalisi e margherite che attraversano tutta la piana dando vita ad uno spettacolo degno di quadri d’autore.

Fonte: SibilliniWeb

Il periodo migliore per visitare il luogo è da maggio a luglio quando lentamente i miliardi di fiori si dischiudono. Una magia che puntuale ogni anno ritorna. Dai reperti storici documentati sembra che qui la presenza dell’uomo risalga fin dall’epoca romana, testimonianza confermata dal ritrovamento di oggetti in terracotta presso la Fonte di Canastra.

Il nucleo attuale risale al XIII secolo, fu un importante castello nell’orbita di Norcia per difendere i confini.
I piani di Castelluccio, a 1350 metri di altitudine, si dispiegano per 15 chilometri e sono rappresentati principalmente dal Pian Grande e dal Pian Perduto.

Fonte: SciMarche.it

A poca distanza dal borgo si trova una particolarità naturalistica: il Bosco d’Italia. Nato nel 1961 per volontà dell’allora Ministro dell’agricoltura Mariano Rumor, è una pineta a forma della penisola italiana, realizzata piantando pini neri ed abeti rossi per celebrare il centenario dell’Unità d’Italia. Fiore all’occhiello del luogo è la lenticchia  di Castelluccio IGP (identificazione geografica protetta), viene coltivata a 1450 metri all’interno del Parco Nazionale dei monti Sibillini, è famosa a livello internazionale per le sue peculiarità, piccole dimensioni ed una grande resistenza alle basse temperature ottima per la realizzazione di vellutate e zuppe.

I cieli azzurri del borgo e le altitudini libere sono meta ideale per gli amanti del parapendio e deltaplano.

Il decollo avviene dai pendii circostanti per poi sorvolare l’immenso Pian Grande

Sonia Terzino