Un condizionatore naturale capace di abbassare la temperatura fino a dieci gradi, sfruttando il principio dell’evaporazione dell’acqua

È l’albero bioclimatico che potrebbe essere installato nei prossimi mesi in Piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, uno dei punti più caldi e trafficati della Capitale. L’iniziativa, attualmente al vaglio del Campidoglio, punta a offrire una risposta innovativa al problema delle ondate di calore che ogni estate colpiscono Roma.

Donato al Comune in occasione del Giubileo, il progetto è stato elaborato dalla Professoressa Wittfrida Mitterer, direttrice del Master in Bioarchitettura della LUMSA Master School insieme all’architetto tedesco Martin Haas dello studio Haas Cook Zemmrich di Stoccarda, con il contributo di Transsolar Klima Engineering, dell’Università LUMSA e della Fondazione Bioarchitettura. Inizialmente pensato per Piazza San Pietro, l’intervento è stato successivamente inserito nel piano di riqualificazione dell’area antistante la stazione Termini, come riportato nella documentazione progettuale.

Il funzionamento dell’albero bioclimatico si basa sul raffrescamento adiabatico, una tecnologia che sfrutta l’evaporazione dell’acqua per sottrarre calore all’aria. All’interno della struttura è previsto un cilindro in laterizio riciclato mantenuto costantemente umido: quando l’aria calda lo attraversa, l’acqua evapora e assorbe energia termica, generando un flusso d’aria più fresca che viene diffuso nell’area circostante. Secondo i progettisti, l’installazione potrebbe contribuire ad abbassare la temperatura dell’aria fino a circa dieci gradi, migliorando il microclima della piazza rispetto alle aree limitrofe.

Albero climatico – Fonte: bioarchitettura.org

Il sistema, già impiegato anche nella Fortezza della Zisa di Palermo, si basa su un principio di raffrescamento naturale le cui origini risalgono all’antico Egitto. Nei palazzi faraonici, infatti, l’aria calda penetrava attraverso strette aperture collocate nella parte alta delle pareti e, scendendo all’interno degli ambienti, si raffrescava contribuendo a mitigare le temperature.

Oggi questo principio viene reinterpretato in chiave contemporanea dall’albero bioclimatico destinato a Piazza dei Cinquecento, anche se inizialmente pensato per Piazza San Pietro. La scelta non è casuale. L’area, recentemente riqualificata nell’ambito degli interventi per il Giubileo, rappresenta uno dei principali nodi di accesso alla città con migliaia di romani e turisti che transitano quotidianamente davanti alla stazione Termini. Il progetto di riassetto urbano della piazza, che ha introdotto nuove aree funzionali, pensiline per i capolinea degli autobus e una diversa organizzazione delle postazioni taxi, non ha però previsto un significativo incremento delle superfici verdi.

Gli alberi mostrati nei rendering del concorso internazionale destinato a ridisegnare la piazza non sono mai stati messi a dimora e le poche piante presenti risultano insufficienti a fornire ombra e mitigazione climatica. Il risultato è uno spazio fortemente esposto all’irraggiamento solare, caratterizzato dal fenomeno dell’isola di calore: le temperature rilevate al suolo superano mediamente i 51 gradi, con punte che raggiungono i 54. Di fronte a questa criticità, e con l’obiettivo di offrire condizioni più confortevoli ai cittadini e ai viaggiatori che ogni giorno attraversano il principale hub ferroviario della Capitale, il Comune ha iniziato a valutare soluzioni alternative per il raffrescamento degli spazi pubblici, e la più innovativa è proprio quella dell’installazione di un grande albero bioclimatico, capace di migliorare il microclima della piazza. L’investimento previsto ammonta a circa 500 mila euro. Prima dell’avvio dei lavori saranno però necessarie ulteriori verifiche tecniche ed economiche da parte dell’amministrazione capitolina.

Non mancano come sempre le polemiche. Per molti la priorità dovrebbe essere l’aumento delle alberature tradizionali e delle superfici verdi, piuttosto che l’introduzione di strutture artificiali, ma i sostenitori del progetto sottolineano come l’albero bioclimatico possa rappresentare una soluzione complementare, capace di offrire un sollievo immediato in aree urbane dove la piantumazione di nuovi alberi richiederebbe tempi più lunghi, permettendo allo stesso tempo di sperimentare nuove strategie di adattamento climatico nelle aree urbane maggiormente esposte agli effetti del riscaldamento globale.

Se il progetto verrà approvato, Roma potrà diventare una delle prime città europee a sperimentare su larga scala una soluzione di bioarchitettura urbana pensata per mitigare gli effetti del cambiamento climatico negli spazi pubblici più esposti al caldo estremo.

Laura Spadella