Un “restyling” che rientra nel programma “100 parchi per Roma” e che, ci auguriamo, non sia l’ennesima bufala data in pasto alla cittadinanza
Torniamo a occuparci di un’area verde capitolina di cui, lo scorso aprile, avevamo già denunciato lo stato di abbandono dopo i lavori svolti per rinforzarne la parete collinare. Il Parco in questione è il Giovanni Paolo I all’Aurelio che corre lungo via Gandino e via Moricca.
Si tratta di un quadrante verde che, per i più grandi d’età, resterà per sempre identificato come “Villa Veschi”, perché, un tempo, faceva parte di uno spazio assai più ampio che includeva anche la proprietà omonima.
Qualche mese fa, avevamo trattato i lavori di messa in sicurezza inerenti la parete di creta che rischiava di venir giù, portando con sé le abitazioni sopra edificate. Facendo una breve ma doverosa sintesi, questo imponente cantiere aveva preso il via nel marzo 2024 per la “modica” cifra di 1.033.844,44 euro. Sono stati effettuati terrazzamenti ora quasi scomparsi alla vista dei passanti per via della vegetazione cresciutaci sopra.

La fine di questi cantieri era stata fissata per maggio 2025 ma, com’è consuetudine nel Bel Paese, si è andati assai oltre la data stabilita. Naturalmente, sul momento tutto appariva sicuro e accettabile alla vista. Le cose hanno cominciato ad assumere un aspetto differente col passare dei mesi: la vegetazione che, come detto prima, iniziava a riprendere possesso di quel monte modificato ma soprattutto i resti del cantiere abbandonati come segno di degrado e menefreghismo per gli abitanti del circondario.

Da qualche tempo, è stato fissato un nuovo cartello lavori con le informazioni per la cittadinanza. Si tratta, in pura linea teorica, di cantieri che rientrano nel cosiddetto progetto “100 parchi per Roma” e che, evidentemente, vede anche quello di Giovanni Paolo I nella lista.
Una notizia che lascerebbe ben sperare se non fosse per il fatto che già un parametro risulta sbagliato, ossia la data di inizio lavori: 21.05.2026. Considerando che stiamo nella seconda metà di giugno e ad oggi non si è vista l’ombra di un operaio né di un macchinario, viene da pensare che si tratti della solita “sparata” burocratica a cui però, forse, la gente ormai non crede più. Ma andiamo avanti.

La spesa per questa “ripresa” (al momento fantomatica) dei lavori è di 1.431.348,30 euro. Dunque, sommando la cifra precedente per il terrazzamento, alla collettività viene caricata una somma di ben 2.465.192,74 euro. Anche ipotizzando che questi soldi giungano da finanziamenti non meglio identificati, sempre di carattere pubblico (e quindi nostro) restano.
La data di fine cantiere è stata fissata per il 20.05.2027. Maggio è il mese della Vergine Maria e c’è veramente da sperare in un miracolo, almeno per questa seconda data, visto che la prima è già saltata e, per usare un’espressione pittoresca partenopea, verrebbe proprio da esclamare “Vulesse ‘A Marònna!”
Ma a cosa porterebbero esattamente questi lavori? L’idea è quella di una riqualificazione dell’area con la realizzazione di percorsi interni ben delineati e curati. Un “restyling” insomma del Parco che, per carità, certamente aumenterebbe il prestigio del quadrante ma, visti i precedenti, c’è da chiedersi se non sia solo fumo negli occhi e se, ammesso e non concesso che questo sogno diventi realtà, non venga poi abbandonato a sé stesso come tradizione capitolina vuole.
Solo il tempo potrà sentenziare. Per il momento, a noi comuni e poveri mortali, è stata data come elemosina l’informazione di un vago progetto posto su un cartellone in bella mostra tanto per dare un po’ di colore alla nera cancellata che cinge l’intero Parco.
Stefano Boeris
