L’archeostazione di Roma concorre tra le stazioni più belle del mondo per uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali dedicati all’architettura contemporanea
La stazione Colosseo-Fori Imperiali della Metro C è candidata al Prix Versailles 2026, il premio mondiale di architettura e design organizzato ogni anno presso la sede dell’UNESCO a Parigi. Roma parteciperà alla competizione con quella che è ormai considerata una delle opere infrastrutturali più innovative realizzate negli ultimi anni nel centro storico della città. A darne notizia è stato l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patanè. Si tratta di uno dei riconoscimenti internazionali più prestigiosi nel campo dell’architettura contemporanea. Lo snodo romano concorrerà nella categoria Passenger Stations, dedicata alle stazioni ferroviarie e metropolitane, per entrare nella World’s Most Beautiful Stations List 2026, la selezione delle stazioni più belle del mondo inaugurate tra il 1° gennaio 2025 e il 30 giugno 2026.
La candidatura è arrivata direttamente dal Comitato di selezione del premio. Lo scorso 18 agosto il segretario generale del Prix Versailles, Jérôme Gouadain, ha comunicato a Roma Capitale l’intenzione di includere la stazione Colosseo-Fori Imperiali tra le opere in corsa, chiedendo una conferma ufficiale entro il 2 settembre. L’adesione è stata formalizzata dall’Assessorato alla Mobilità Sostenibile e Trasporti, che ha trasmesso tutta la documentazione richiesta dal regolamento del concorso.

Fonte: L.S.
Situata nel cuore di uno dei complessi archeologici più importanti al mondo, la nuova fermata va oltre la sua funzione di nodo di interscambio: è un’archeostazione, un vero e proprio museo sotterraneo, dove il viaggio in metropolitana si intreccia con la storia millenaria della città eterna. Lungo i percorsi di accesso, i reperti emersi durante gli scavi sono oggi visibili ai passeggeri attraverso teche e vetrate. I ritrovamenti, tra pozzi ed edifici, risalgono ad un arco cronologico compreso tra il V e il I secolo a.C. e restituiscono un prezioso spaccato della vita sul colle della Velia: resti di domus, terme private, oggetti votivi, statuette e numerose testimonianze della quotidianità nell’antica Roma. Un patrimonio archeologico che non è stato semplicemente recuperato e trasferito altrove, ma integrato nel progetto della stazione, diventando parte stessa dell’architettura. Così, quello che normalmente sarebbe un semplice tragitto sotterraneo, si trasforma in un viaggio nel tempo.
Inaugurata il 16 dicembre 2025, la stazione, lunga 240 metri e profonda 32, nasce da un progetto diventato un modello internazionale per la capacità di coniugare una grande infrastruttura di mobilità con la complessità di un sito archeologico. Qui il cantiere si è trasformato in un vero e proprio laboratorio, dove archeologi, architetti e tecnici hanno lavorato insieme per studiare, preservare e valorizzare le testimonianze riportate alla luce durante i lavori. Un intervento che dimostra come innovazione, mobilità sostenibile e tutela del patrimonio possano procedere nella stessa direzione.
La stazione si sviluppa su quattro livelli sotterranei, per una superficie di circa 5.500 metri quadrati. Gli allestimenti museali sono stati curati dal Parco Archeologico del Colosseo e progettati dal Dipartimento di Architettura e Progetto della Sapienza, mentre il progetto architettonico porta la firma dello studio Marzullo. L’opera è stata realizzata da Roma Capitale attraverso Roma Metropolitane e il Contraente Generale Metro C guidato da Webuild e Vianini Lavori.
A meno di un anno dall’apertura, la stazione ha già registrato risultati significativi. Secondo i dati diffusi da Atac, la presenza del nuovo nodo di scambio ha contribuito a portare la frequentazione della Linea C a circa 51 mila validazioni giornaliere, mentre i visitatori complessivi hanno raggiunto quota 2 milioni. Un successo che, secondo l’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè, dimostra come sia possibile realizzare infrastrutture moderne nel cuore della città antica senza sacrificare il patrimonio archeologico. «Colosseo-Fori Imperiali è la prova che a Roma si può costruire una metropolitana senza scegliere tra archeologia e trasporto: i ritrovamenti emersi durante gli scavi sono diventati il cuore stesso del progetto», ha dichiarato.

Fonte: L.S.
Il percorso verso il Prix Versailles si articolerà in due fasi. In una prima selezione, il Comitato del prestigioso riconoscimento, presieduto dal segretario generale, individuerà non più di otto stazioni nel mondo da inserire nella lista annuale. Successivamente, una giuria internazionale di nove membri decreterà il vincitore del primo premio ed assegnerà altri due premi speciali per gli interni e gli esterni. La lista delle stazioni selezionate sarà resa nota il 28 settembre 2026, mentre i vincitori saranno annunciati il 10 dicembre nella sede dell’UNESCO a Parigi.
La candidatura porta così la Metro C Colosseo-Fori Imperiali sotto i riflettori internazionali. Un riconoscimento che, ancora prima dell’esito della selezione, valorizza un progetto capace di trasformare una grande infrastruttura di trasporto in un luogo dove mobilità, archeologia e architettura contemporanea convivono nel cuore della Roma antica.
Laura Spadella