A fronte degli ultimi sondaggi il fattore Vannacci dovrà essere trattato dalla maggioranza come un problema politico reale
Nel week-end del controesodo di fine agosto bisogna dare la notizia che, mentre molti nostri connazionali erano ancora in vacanza, Futuro Nazionale è diventato il quarto partito. Lo dimostra l’ultima rilevazione sulle intenzioni di voto di BiDiMedia e allora, a bocce ferme, oggi forse si capisce meglio perché con un certo qual fervore Edmondo Cirielli, viceministro agli Esteri di Fratelli d’Italia, partecipando a Ischia a un evento di Gioventù Nazionale, ha esclamato: «Mi auguro che si potrà governare insieme a Vannacci. Se loro vogliono governare con noi, non vedo perché dovremmo escluderli». Sembra che il deputato campano abbia fatto tutto da solo, senza consultarsi con nessuno. Fatto sta che dopo neanche una mezz’ora dal suo exploit la doccia gelida è arrivata con una nota da parte del partito di via della Scrofa: «Parole pronunciate a titolo personale. Non è la posizione di FdI». A quel punto, dopo un confronto telefonico con i vertici, Cirielli ha fatto un’inversione a U di quelle memorabili, ammettendo che si era trattato di «considerazioni semplificate e personali, ma comunque del tutto teoriche e ipotetiche». Poi per essere ancora più disciplinato, il deputato salernitano, che è tuttora anche un generale di brigata della riserva dei Carabinieri, ha infine sottolineato che: «L’ipotesi di un’alleanza elettorale con Vannacci non è in agenda e non se ne è mai parlato nel mio partito».
Nel frattempo, l’ex generale gongola (come dargli torto?) e si gonfia il petto quando dice: «Io non credo ai sondaggi, ma da quando ci attaccano li guardo. Mentre qualcuno ci spiega che saremmo irrilevanti, gli italiani continuano a sceglierci. Non è un fuoco di paglia. Non è una protesta passeggera. È una domanda politica sempre più chiara: identità, sicurezza, sovranità, libertà e interesse nazionale. E mentre loro parlano, noi continuiamo a crescere».

Il presidente di Futuro Nazionale Roberto Vannacci – Fonte: la Repubblica
Torniamo però al sondaggio di BiDiMedia, realizzato per L’Aria che Tira di La7. La nuova indagine mostra che rispetto alla rilevazione precedente, con il suo 8% FnV di Vannacci veleggia ormai ben oltre la Lega (scesa al 4,8%) e supera persino gli azzurri di Forza Italia (che, data al 7,3%, guadagna perciò +0.1%). Scende un po’, al 25,4%, FdI che pur restando il primo partito italiano, perde -0,8%; mentre Noi Moderati raggiunge l’1%.
Per quanto riguarda l’opposizione subisce una flessione il Pd, primo partito della coalizione di centrosinistra dato al 21% (-0,4%); mentre sale al 12,6% il M5s (con +0,6% è il secondo partito in crescita dopo FnV). Avs tiene al 6,5% (-0,1%); mentre sono in calo sia Azione (2,8%), sia Italia Viva (2%). Sud Chiama Nord sale a 1,3% e Potere al Popolo va a 0,9%. Tra le forze minori Udc e Ora! sono entrambe a 0,7% e rimangono stabili Progetto Civico Italia (1%), Avanti PSI (0,6%) e Rifondazione Comunista (0,5%).
Ancora più interessante, però, è prendere in mano la calcolatrice, ragionando sulla consistenza in percentuale delle possibili coalizioni che si presenteranno alle politiche 2027. Ad oggi il centrosinistra si conferma in vantaggio sull’attuale maggioranza. Se si andasse a votare adesso, secondo BiDiMedia, il campo largo (Pd, M5s, Avs, Iv e +Europa) otterrebbe il 44,7% dei voti. Il centrodestra (FdI, FI, Lega e Nm), invece, sfiora il 38,5-39%, ma con FnV balzerebbe al 46,5% se non al 47,2%.
Non vi è dubbio, perciò, che all’interno del centrodestra il fattore Vannacci dovrà essere trattato come un problema politico reale, tale da suscitare non pochi nervosismi e diversità di vedute tra le forze di maggioranza. Del resto, Vannacci è un elemento che ha già dimostrato di saper creare tensioni all’interno della Lega, ma non era stato previsto che potesse condizionare così tanto le alleanze in vista della campagna elettorale 2027.
Una brusca presa d’atto che Vannacci è una mina vagante per l’intero centrodestra è arrivata chiara e tonda in Calabria, con il cambio di casacca di Mimmo Giannetta (ex fedelissimo del governatore azzurro Occhiuto), che si è candidato con FnV alle suppletive calabresi del 26 e 27 settembre per un seggio alla Camera (lasciato dall’attuale sindaco reggino Francesco Cannizzaro), costringendo FI a correre ai ripari paracadutando per la campagna elettorale a Reggio Calabria in fretta e furia Fabio Roscioli, l’avvocato della Fininvest che dei forzisti è il tesoriere nazionale, ma privo di un radicamento riconoscibile sul territorio reggino.
«Con Vannacci è stata empatia» punge intanto l’ex azzurro Giannetta. Tajani gli risponde da remoto: «Ma come si fa ad andare d’accordo con uno che fa la guerra al governo?». E a proposito del sondaggio che quota Fn davanti agli azzurri, Tajani minimizza: «E’ un sondaggio. Quando capirò quali sono i programmi, le cose che ha fatto questo nuovo movimento, allora potremo giudicare».
Daniela Binello