Dal 18 settembre con la Mostra: “Il tempo dell’ascolto”
WALTER MARIN
Affidarsi a un artista per rappresentare l’immagine di un evento, vuol dire attribuire
all’ avvenimento una connotazione potente e un segno inconfondibile. Tanto più se
il personaggio a cui ci si rivolge è un uomo profondamente “autentico”, che
ha trovato soluzioni definitive per esprimere il suo universo personale in modo
estremamente compiuto, maturo e totalizzante. Esattamente come nel caso di Walter Marin.
La musica che rappresenta attualmente il campo d’azione (e d’indagine) di questo
autore, viene a costituire il paradigma assoluto del suo sentire: emozioni, vocazioni,
attitudini, rappresentano la sua intima essenza. Sfruttando una non comune
capacità formale, i suoi quadri sono popolati da una ampia gamma di musicisti, vere
e proprie personificazioni totemiche di una variegata quotidianità cui lo stesso
artista partecipa in modo intenso e vibrante. Un percorso dal quale emergono una
serie di rimandi di alta qualità tra cui spiccano una capacità grafica degna di
Vespignani e un’evidenza espressiva michelangiolesca, saldate insieme da
un’intonazione astratta (nell’occasione trattata come dissonanza), evidentemente
ereditata dal suo maestro Emilio Vedova.
Nei suoi quadri è presente un doppio spartito, quello più realistico evocato dalle
immagini rappresentate e quello intrinseco all’armonia compositiva delle opere
nelle quali i contrappunti pittorici alludono a soluzioni moderne che potremmo
considerare “dodecafoniche”.
In definitiva, quelli propostici da Marin sono dei veri e propri ossimori figurati:
ombre sfumate e scansioni proposte in modo iperrealistico. Un bilico tra fantasie
oniriche e realizzazioni rese crude dalla evidenza narrativa.
Ne consegue che il timbro artistico posto in questa centoduesima edizione della
Sagra dell’uva a San Marino rimarrà particolarmente impresso e, anche in futuro, si
distinguerà con grande evidenza nel novero delle edizioni che andranno a
costituirne la storia.
PINO PURIFICATO
Come ogni anno, il Comune di Marino assegna all’arte il compito di interpretare il significato culturale della sua Sagra dell’Uva. Per questa 102ª edizione, la scelta si è orientata verso Walter Marin, artista dei nostri tempi, la cui sensibilità e riconoscibilità hanno già oltrepassato i confini di una conoscenza nazionale e internazionale. La sua ricerca nasce dal dialogo continuo fra suono e immagine nei grandi ritratti dedicati ai protagonisti del jazz e del rock progressivo, con un’attenzione ai musicisti del Banco del Mutuo Soccorso. Il colore diventa ritmo, il segno acquista il respiro dell’improvvisazione e la materia restituisce tutta l’energia della creazione musicale.
Per accompagnare il pubblico in questo universo espressivo, la mostra sarà attraversata da una colonna sonora scelta dallo stesso artista. Le musiche che appartengono al suo percorso creativo accompagneranno il visitatore lungo l’intero allestimento, offrendo una preziosa occasione per entrare nel laboratorio interiore dal quale prendono vita le sue opere.
Walter Marin appartiene a quella rara categoria di artisti che vivono la pittura come un’esperienza totale. Ogni tecnica diventa occasione di ricerca, ogni materiale contribuisce alla costruzione di un linguaggio personale nel quale gesto, luce e colore trovano una sintesi di grande intensità.

Fonte: Galleria Purificato-Zero
Dopo gli studi di architettura frequenta l’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove è allievo di Emilio Vedova. Da quella esperienza eredita il rigore della ricerca e il coraggio della sperimentazione, sviluppando nel tempo una cifra stilistica del tutto autonoma.
La sua attività attraversa grafica, pittura, acquerello, affresco e olio su tela, accogliendo nella materia pittorica resine, stucchi, legni, dorature e altri elementi che arricchiscono la superficie dell’opera senza mai alterarne l’equilibrio compositivo.
La mostra di Marino rappresenta così un’occasione privilegiata per conoscere uno degli interpreti più originali della pittura contemporanea italiana, chiamato a inaugurare un progetto culturale che affida all’arte il compito di accompagnare e interpretare una delle più importanti manifestazioni popolari del nostro Paese.

Fonte: Galleria Purificato-Zero
La realizzazione di questo progetto nasce da una convinta sintonia fra il Comune di Marino e la Galleria Purificato.Zero, che ha condiviso fin dall’inizio la volontà di costruire un percorso capace di unire qualità artistica, identità del territorio e partecipazione culturale.
UN PERCORSO CULTURALE
Ogni grande festa nasce molto prima del giorno in cui le piazze si riempiono di persone.
Nasce in un’attesa. In un gesto che si ripete. In un ritmo che torna ogni anno e che ogni comunità riconosce come proprio.
È da questo ritmo che prende avvio la Sagra dell’Uva di Marino.
Prima delle bande, dei cortei, del vino che torna protagonista e della partecipazione popolare, sarà il Museo Umberto Mastroianni ad aprire la manifestazione con la mostra di Walter Marin. Una scelta che non rappresenta soltanto l’inaugurazione di un evento espositivo, ma l’inizio di un preciso percorso culturale.
L’edizione di quest’anno affida infatti alla musica un ruolo centrale. Non come semplice accompagnamento della festa, ma come linguaggio colto capace di attraversarne il significato più profondo. Una scelta che trova naturale corrispondenza nella ricerca di Walter Marin, artista e musicista, la cui pittura sembra costruirsi secondo il tempo del ritmo, della pausa e dell’armonia.
Per questo la mostra sarà accompagnata da un progetto sonoro pensato dallo stesso artista. Non una colonna musicale destinata a fare da sfondo alle opere, ma un vero percorso d’ascolto composto dalle musiche che hanno riempito lo studio di Walter Marin mentre il ritmo del colore prendeva forma.
Il visitatore entrerà così nello spazio più intimo del processo creativo, dove pittura e musica cessano di essere linguaggi separati e rivelano una comune origine.
È questa l’idea che accompagna il progetto curato quest’anno alla Galleria Purificato.Zero: non limitarsi a organizzare una mostra, ma costruire un’esperienza nella quale l’arte possa essere vissuta nella sua interezza, mettendo in relazione opere, luoghi, suoni e memoria.

Fonte: Galleria Purificato-Zero
Negli molti anni la Sagra dell’Uva ha deciso di voler dialogare con alcune delle personalità più autorevoli dell’arte contemporanea, da Ernesto Lamagna a Enrico Benaglia. La presenza di Walter Marin rappresenta oggi un nuovo passaggio di questo percorso, confermando la volontà di coniugare la forza della tradizione con una progettualità culturale sempre più consapevole.
Ogni istituzione cresce quando sceglie di investire nella continuità delle idee, nella qualità delle collaborazioni e nella capacità di trasformare un evento in un patrimonio condiviso. È una strada che richiede fiducia, visione e il coraggio di guardare lontano.
La 102ª Sagra dell’Uva ha scelto proprio questa direzione.
La festa, quest’anno, comincia nel silenzio di un Museo. Da lì il ritmo si diffonderà nelle strade, accompagnerà la musica, attraverserà la città e ritroverà il suo pubblico. Ma avrà già raccontato, prima ancora di ogni parola, quale idea di cultura intende consegnare al futuro.
Francesco Zero
Galleria d’Arte Purificato.Zero
Francesco Zero 3481800776
www.purificatozerogallery.comfrancescozero.com