Questi due epiteti raccolti e fatti propri da Vannacci riassumono le ragioni della sua forza

Il protagonista indiscusso dell’estate sotto il profilo politico non v’è dubbio che sia stato, ancora una volta, Roberto Vannacci. Similmente a quanto accadde nell’estate di tre anni fa quando, proprio nel mese di agosto, “Il mondo al contrario” sconquassò la società italiana, monopolizzando il dibattito pubblico del nostro paese, il leader di Futuro Nazionale ha sapientemente saturato la sfera social. In maniera mirabile ha saputo conquistarsi ulteriore spazio rispetto a quello già sconfinato guadagnato nei mesi e, da ultimo, negli anni precedenti. Arguzie, provocazioni e attacchi hanno fatto agevolmente breccia sui social, catturando l’attenzione di molti e facendo guadagnare al generale il proscenio politico in questa fase.

Le armi usate da quest’ultimo sono in buona sostanza sempre le stesse. Egli ha infatti l’acume di ribaltare qualsiasi critica, contumelia o vituperio gli vengano rivolti in un punto a suo favore, indugiando in maniera compiaciuta sulla stessa espressione ingiuriosa di cui è via via destinatario e dando mostra di appuntarsela sul petto, mettendone in luce la natura intrinsecamente positiva, sfuggita a coloro che avevano inteso servirsene per scoccare strali e deturparne l’immagine e la credibilità.

Fonte: Avvenire

In occasione degli auguri di Ferragosto si è esibito in maniera assai astuta insieme alla moglie in un numero di questo tipo, presentandosi come il “kebabbaro turco”, per essere seguito dalla moglie, la quale, a sua volta, si è definita la “zingara rumena”. La tecnica mirabile con cui si impiegano le formule ingiuriose con cui alcuni oppositori, in un registro vernacolare, li hanno apostrofati, ha successo, fra le altre cose, nell’ottenere la simpatia delle persone, nel presentarsi (scherzosamente) come vittime di insulti razzisti e nel mettere in luce la doppiezza dei suoi avversari antirazzisti che usano termini a sfondo etnico-razziale per colpire un avversario politico, così disinnescandoli.

Molte delle sue tecniche sono peraltro molto simili a quelle usate in precedenza dalla stessa Giorgia Meloni, la quale, per temperamento e stile, non poco assomigliava, in mezzo a palmari differenze, a Vannacci prima della conversione sulla via per Palazzo Chigi. Il fare astutamente il marameo ai partiti di governo e persino lo sfidare i partiti del proprio schieramento, come nella fase del Governo Draghi a cui questi partecipavano, quantunque in maniera ben più morbida e garbata di quanto non stia facendo Futuro Nazionale con FDI, è stata una delle ragioni principali del successo dell’attuale premier, oltre alla totale assenza di figure e progetti politici minimante credibili sul palcoscenico politico italiano, peraltro piuttosto malandato e incline a rappresentare farse poco credibili e non particolarmente godibili e spassose.

Alberto Fioretti