Lo sguardo dei nuovi partiti nascenti è tutto rivolto al passato per cercare di attrarre i cittadini delusi dal bipolarismo del corpaccione politico italiano
Non sarà presa nessuna iniziativa per sciogliere Futuro Nazionale, perché le enunciazioni di Roberto Vannacci e dei suoi «rientrano nella libertà di pensiero». Lo ha detto la sottosegretaria all’Interno, Wanda Ferro del partito meloniano, rispondendo all’interpellanza urgente del Pd presentata alla Camera dal deputato Roberto Morassut. Il quesito, rivolto al ministro Piantedosi, chiedeva al governo se intendesse accertare eventuali violazioni delle leggi Scelba e Mancino da parte del leader e degli esponenti di punta di Futuro Nazionale, a fronte dei continui richiami in pubblico da parte di Vannacci alla X Flottiglia Mas capitanata da Junio Valerio Borghese, alleata dei nazisti dopo l’armistizio del 1943, nonché per i passaggi del suo libro “Il mondo al contrario” da tempo oggetto di analisi giuridiche «in relazione alla possibile configurabilità del reato di apologia del fascismo».
L’interpellanza faceva riferimento anche alla possibile incompatibilità dell’attività politica di Vannacci e del suo partito con i principi dell’ordine democratico sanciti dalla Costituzione e dalla legislazione antifascista, citando, tra gli altri, il concetto di remigrazione e alcune proposte in materia di ordine pubblico. «La storia non si ripete sempre con le stesse forme – ha concluso Morassut – ma può ripetersi con comportamenti che possono innescare processi simili».

Fonte: Il Messaggero
La legge Scelba del 1952, ha ricordato Wanda Ferro, è stata applicata due volte, così come anche la legge Macino del 1993, «ma certe manifestazioni di pensiero radicali, secondo una consolidata giurisprudenza, rientrano nella libertà di espressione garantita dall’articolo 21 della Costituzione». Quanto a notizie di stampa sulle indagini nei confronti dei militari in servizio che sarebbero attivi in Futuro Nazionale, «il ministero della Giustizia in seguito a un esposto ha iscritto un procedimento penale trasmesso alla Procura di Roma» ha infine concluso la sottosegretaria.

Fonte: Gli Stati Generali
Intanto a Torino, dove l’ex generale era stato invitato come relatore a un corso di formazione di Fsp, una delle sigle sindacali più rappresentative della Polizia di Stato, Vannacci è stato contestato nel corso di un presidio antifascista a cui hanno partecipato gli attivisti di Askatasuna e di altri centri sociali. Su uno striscione campeggiava la scritta “Nessun generale per nessuna guerra, Vannacci fuori da Torino”. C’è stato poi anche un lancio di uova contro il blocco degli agenti. «Nessuno mi fermerà, vado avanti più forte di prima. Askatasuna se ne farà una ragione e i vari altri puzzolenti pure» rispondeva sui social contro le proteste il leader di FnV, mentre il direttore editoriale del Giornale, Vittorio Feltri, anche lui invitato al corso di Fsp, dichiarava il proprio appoggio all’ex generale con l’espressione «Viva Vannacci».
C’è grande attesa, intanto, per la messa in onda lunedì alle 13 della videointervista a Beppe Grillo nell’ambito di Pulp Podcast, il programma online condotto da Fedez e Mr. Marra. Da alcune anticipazioni, per quel che si sa, Grillo si sta preparando a scendere in campo con un nuovo soggetto politico, tagliato su misura degli under 30, e va in giro a dire di Giuseppe Conte che «il M5s delle origini era tutta un’altra cosa, oggi invece è in mano al reverendo Jones, l’uomo che sussurrava ai cavilli». Alcuni giorni fa Grillo ha cambiato il proprio logo su WhatsApp con la scritta «Movimento Zero Stelle». Anche se al momento non risulta che Grillo abbia intenzione di formare una coalizione con “qualcuno”, è lecito pensare che il suo progetto (coerentemente rivolto al suo passato di grillino antisistema) potrebbe collocarsi nell’area progressista, ma fuori dal campo largo dove c’è Conte e il M5s. È stato lo stesso Grillo a dire che in quell’area «di progressista c’è solo la paralisi della mente progressiva». Il problema poi è anche giuridico: Grillo ha avviato una causa contro il M5s per rivendicarne nome e simbolo.

Fonte: Corriere della Sera
Il nuovo soggetto politico di Grillo potrebbe collocarsi più a sinistra dell’attuale campo largo per attrarre una parte del vecchio elettorato grillino delle origini, più una quota di ex progressisti delusi e naturalmente anche i giovani under 30, a cui arrivare con modalità social completamente diverse da quelle usate dai partiti tradizionali. Ai format dedicati ai giovani ci starebbe pensando, anche se l’interessato lo nega, il consulente della comunicazione digitale di Elon Musk per l’Italia, Andrea Stroppa, oltre all’assistente storica della comunicazione di Beppe Grillo, Nina Monti (l’antagonista di Rocco Casalino durante il periodo del durissimo scontro tra Grillo e Conte).
Ora, se la fotografia di quanto si sta muovendo verso le elezioni politiche 2027 è corretta, ai lati estremi del bipolarismo politico italiano spuntano rispettivamente: a destra della coalizione di maggioranza l’avanzata orgogliosa della “feccia dei vannacciani” di FnV, dati come ben messi nei sondaggi; all’estrema sinistra (anche se non è ancora nato ufficialmente) il nuovo soggetto antisistema di Beppe Grillo che si rifà ai “Vaffa-Day” della prima ora. Qui potrebbe collocarsi anche Alessandro Di Battista con il suo movimento Schierarsi, anche se non ci sono elementi per poter dire che potrebbe coalizzarsi con Grillo. Ricordiamoci infatti che Di Battista lasciò i 5s soprattutto per il sostegno che Grillo diede alla nascita del governo Draghi.
Daniela Binello