Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre nell’anno giubilare 2025
Il giorno del Lunedì dell’Angelo, alle 7.35, Papa Francesco è tornato alla Casa del Padre. L’annuncio al mondo della triste notizia è stato dato dal Cardinale Camerlengo, Kevin Joseph Farrell. Un comunicato che, possiamo dirlo, ci si aspettava a causa delle sue condizioni fisiche dovute ad una polmonite bilaterale che lo aveva obbligato a rimanere presso il Policlinico Gemelli per oltre un mese.

Fonte: La Stampa
E, volendo dare una chiave di lettura spirituale a questa scomparsa, possiamo dire che la dipartita del Santo Padre nel Lunedì dell’Angelo (che quest’anno è coinciso col Natale di Roma, Città di cui era Vescovo), il giorno dopo Pasqua, momento in cui si festeggia la Resurrezione di Nostro Signore che rappresenta la punta massima del Credo Cristiano, sia l’ultima ‘sorpresa’ portata nel corso del suo pontificato. Avviene in un anno particolare, quello del Giubileo; anche questo ha, forse, un senso. Parole di cordoglio sono giunte da tutto globo.
Il pontificato di Papa Jorge Mario Bergoglio ebbe inizio nel 2013 e fu subito segnato dal nome: Francesco. Una scelta importante e significativa perché andava a riprendere la figura del ‘Poverello di Assisi’, patrono d’Italia. Da lì, una serie di cambiamenti emblematici in ambito ecclesiale destinati a portare con sé divisioni interne, stupori, dubbi, entusiasmi, gioie e critiche. Prendendo l’altra estremità della sua vita di Uomo e Pontefice, Bergoglio ha subito scelto come dimora eterna la Basilica di Santa Maria Maggiore, ove era solito recarsi prima e dopo ogni viaggio o evento importante. L’ultima visita, all’uscita dal Gemelli. Una decisione giunta dopo oltre un secolo, dato che l’ultimo Papa ad essere sepolto fuori la Basilica Vaticana fu Leone XIII (1878-1903), le cui spoglie riposano nella Basilica di San Giovanni in Laterano, che è la cattedra del Vescovo di Roma.
Il segno più evidente del suo pontificato, almeno in ambito storico e normativo, resterà la ‘convivenza’ con il Papa emerito Benedetto XVI. Infatti, l’elezione di Francesco avvenne proprio a seguito della rinuncia di Joseph Aloisius Ratzinger che, da quel momento assunse il titolo di ‘emerito’. L’abbraccio tra i due Pontefici rimarrà impresso nella storia della Chiesa e del Mondo.

Fonte: Vatican News
E ancora, il drammatico periodo del Covid con le immagini di una Piazza San Pietro vuota e sotto la pioggia in cui il Vescovo di Roma apparve solo ma circondato dall’amore del Popolo di Dio. E poi, la parte più gioiosa del suo Ministero: l’attenzione per le donne, gli ultimi (ossia gli emarginati), la scelta di vivere nel complesso di Santa Marta anziché nel Palazzo Apostolico per “non sentirsi solo”, come affermava. Ancora, i selfie con i fedeli e tutti i fuori programma che andavano ad infrangere quell’etichetta a cui i Leader mondiali sono troppo spesso legati.

Fonte: ANSA
Oggi siamo chiamati a vivere una porzione del Giubileo con una ‘Sede Vacante’ e anche questo rientra tra le novità e i cambiamenti che hanno fatto parte del pontificato di Francesco.
Chi scrive ha avuto il privilegio di avvicinare il Santo Padre in un contesto particolare: la Messa a Santa Marta nel 2016. Aver servito la Celebrazione ed essere rimasto a parlare con Sua Santità per un tempo giusto, né troppo corto, né troppo lungo ha sicuramente rappresentato la realizzazione di un sogno che, per la maggior parte dei fedeli è destinato a rimanere tale.

Sicuramente il nome di Francesco resterà impresso nella memoria della Chiesa e dei Fedeli come il Papa ‘rivoluzionario’ che, nel bene e nel male, ha lasciato un’impronta indelebile. E visto che siamo in epoca di intelligenza artificiale, ci piace pensare ad un’immagine frutto della fantasia virtuale che, lo speriamo, possa essere Realtà nel Paradiso celeste.

Fonte: Alver Metalli Blog
Che il Signore lo accolga nel Suo Regno!
Stefano Boeris
