L’idea, degna di rispetto sotto il profilo della battaglia politica referendaria alle porte, è la seguente: dare ad un uomo, ad un giudice, ad una persona di grande credibilità anche una grande popolarità

Grande iniziativa editoriale de “LA7” con un programma intitolato “lezioni di mafie”. La trasmissione sembra anche raggiungere un ottimo odiens. Il giudice antimafia di grande rilevanza dott. Nicola Gratteri è seduto dietro una scrivania e, giustamente, dà lezione. La manovra sembra più politica che editoriale. Gratteri è uno dei più grandi oppositori alla riforma della giustizia voluta da questo Governo che certo non è nelle grazie de “LA7”.

L’idea, degna di rispetto sotto il profilo della battaglia politica referendaria alle porte, è la seguente: dare ad un uomo, ad un giudice, ad una persona di grande credibilità (senza che questo possa essere interpretato in modo ironico) anche una grande popolarità. Popolarità che verrà poi sfruttata nella campagna referendaria. Complimenti. La ANM ha già dichiarato che costituirà comitati referendari per il NO alla riforma e chiaramente, per sue idee, Gratteri sarà in prima fila.

Fonte: LA7

La gazzarra parlamentare all’approvazione del disegno di legge costituzionale in argomento, con la relatrice del PD che vede partire i propri deputati per alzare canizza al centro dell’aula e dice loro: “non ora / non ora / non ora”, lo ripete tre volte, è emblematica. Non dice: state calmi / non così …detta i tempi. Sapendo che l’elettorato è in grande parte a favore della riforma l’idea è quella di portare i cittadini a non giudicare nel merito, ma ad esprimersi su un piano politico, a favore o contro il Governo Meloni. Lì, le opposizioni tutte unite, non sono lontane da una possibile vittoria mentre sul quesito referendario non hanno speranza.

Scusate, ma non mi piacciono le persone ed ancor meno le trasmissioni che parlano senza contraddittorio come fa anche il dott. Gratteri nelle sue “Lezioni di mafie”.

Purtroppo, non sono neanche convinto dell’efficienza, della moralità e dell’imparzialità della nostra Magistratura. Troppi libri (mai seriamente contestati), troppe sentenze politiche, troppe discese di Magistrati nell’agone politico. E senza coinvolgere il dott. Gratteri che sicuramente è persona stimabile, non credo che la nostra Magistratura, intesa come istituzione, possa dare lezioni a qualcuno.

Quindi vorrei porre delle domande, credo legittime, al dott. Gratteri prima delle prossime Lezioni. Diciamo che vorrei una forma minimale di contraddittorio:

  • Perché le mafie, parlo a livello nazionale, nonostante il contrasto della Magistratura, che ha avuto giustamente mezzi di indagine sconosciuti al mondo, si sono espanse a dismisura conquistando il controllo economico anche di larga parte del Noro Italia?
  • Perché boss mafiosi sono stati catturati, dopo decine e decine di anni di latitanza, praticamente a casa loro?
  • Perché dei Magistrati antimafia che hanno avuto grandi successi (es: Maxi Processo) e sono morti (li venereremo sinceramente e doverosamente in eterno) si ricordano i nomi   e di chi condannò Tortora non è rimasta traccia? (non si ricorda neanche il nome se non il fatto che fece carriera).
  • Cosa pensa il dott. Gratteri della magistratura penale che arresta un numero eccessivo di innocenti e spesso li rilascia dopo mesi e mesi, se non anni, chiedendogli di fatto solo scusa?
  • Cosa si può dire dell’infinita quantità di assoluzioni di uomini politici dopo aver grandemente danneggiato il sistema democratico? (ne abbiamo a destra ed in parte anche a sinistra).
  • Perché dott. Gratteri ci sono mafie locali (penso al quartiere di Ostia) di cui i giornalisti sanno tutto, nome, cognome e indirizzo, mentre la Magistratura non riesce in alcun modo a fermarli?

potrei proseguire a lungo ma alla fine la domanda che resta è una sola: siete sicuri di poter dare lezioni?

Ferruccio Zappacosta