Dal 2028 anche i diciassettenni potranno realizzare il sogno di mettersi al volante, seppur con costi assai cari

Quello di prendere la patente di guida, la B per essere precisi, è sempre stato il sogno di tutti quanti noi, indipendentemente dal grado di passione verso i motori. La possibilità di poter guidare autonomamente rappresentava e rappresenta un traguardo importante, una ‘certificazione’ di una maturità non solo scolastica ma di vita.

Ebbene, se fino ad oggi per ottenere questo risultato bisognava, come prima regola, attendere pazientemente di compiere 18 anni, dal 2028 questo desiderio potrà avverarsi già da minorenni. Infatti, Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha approvato un nuovo regolamento che, tra le novità più eclatanti, ha abbassato l’età per iscriversi a scuola guida e ottenere la patente, in conformità con il regolamento europeo. Le nuove norme, inoltre, prevedono un aggiornamento delle tariffe e dei compensi degli esaminatori che sia uniforme su tutto il territorio nazionale.

Ad oggi, i costi per ottenere questa abilitazione, variavano da regione a regione e, per quanto concerne le spese della sessione d’esame, queste erano dettate dalla distanza che l’esaminatore doveva percorrere per raggiungere la sede ove effettuare la prova pratica. Dal primo novembre è entrato in vigore un rimborso forfettario fisso destinato, però, a far lievitare la spesa per ogni allievo.

Il nuovo Codice della Strada vede, inoltre, un’altra novità importante: l’aumento da sei a otto delle ore di guida obbligatorie.

Fonte: Tiscali

Ma proviamo ad analizzare i punti salienti di questa riforma.

Abbiamo parlato di un aumento delle tariffe per quanto concerne gli esaminatori. Su questo fronte, come scritto nelle precedenti righe, il criterio su cui ci si basava fino al 31 ottobre era legato al calcolo dei km percorsi dai coloro preposti a rilasciare o meno la sospirata patente, con notevoli differenze tra una provincia e l’altra. Adesso, si potrà contare su un compenso fisso di 275 euro per ogni sessione di esame pratico, così suddiviso: 100 euro a titolo di rimborso spese e 175 euro per straordinari legati alle sedute con 6-7 candidati.

E se da un lato c’è chi può gioire per la notizia, dall’altro c’è chi avrà l’amaro in bocca poiché il costo medio aggiuntivo per esaminando aumenterà di circa 39-40 euro a cui andranno sommate voci quali le spese per veicoli, la logistica e il personale amministrativo. In sostanza, ogni aspirante automobilista pagherà 10-15 euro in più rispetto alle vecchie tariffe.

Ma i cambiamenti economici non termineranno con la fine del 2025. Da gennaio 2026, in vero, un decreto interministeriale aggiornerà i diritti della Motorizzazione civile. Tradotto: per ottenere la patente B, i costi potrebbero aumentare di altri 5-10 euro, portando il rincaro a circa 20 euro totali.
Anche il numero delle ore di guida obbligatorie muterà ad otto, rispetto alle sei del vecchio codice, avendo al proprio fianco sempre un istruttore abilitato e un veicolo dotato di doppi comandi. Le lezioni dovranno coprire diversi contesti di guida: autostrade, strade extraurbane principali e secondarie, oltre a una sessione in condizioni notturne. Considerando che le autoscuole applicano tariffe che variano tra i 40 e i 60 euro all’ora, la spesa minima per completare le lezioni passerà da 300 a oltre 400 euro.

Per quanto riguarda il momento più difficile ovvero i due esami, teorico e pratico, ci sarà una modifica che includerà nuovi quesiti come l’uso del cellulare alla guida, gli angoli ciechi, i sistemi di assistenza elettronica e la sicurezza di pedoni e ciclisti.

La durata della patente sarà portata a 15 anni nei Paesi UE ma, in Italia, potrà restare fissa al decennio poiché il documento funge anche da carta d’identità.

Ed eccoci giunti al punto, forse più interessante e d’impatto, la patente a 17 anni. Il Parlamento europeo ha approvato due direttive che permetteranno di ottenere la patente già a 17 anni, ma, in questo caso, vi sarà l’obbligo di guida accompagnata fino al raggiungimento del diciottesimo anno. Tali regole mirano a favorire una formazione graduale che, in pura linea teorica, dovrebbe portate ad una riduzione del rischio di incidenti tra i neopatentati. Questi ultimi, avranno un periodo di prova di almeno due anni, durante il quale ci sarà un inasprimento delle sanzioni per infrazioni come l’eccesso di velocità, la guida in stato di ebbrezza o l’uso improprio del telefono.

La scelta di abbassare a 17 anni la possibilità di guidare un veicolo è stata vista con favore da alcuni e con scetticismo da altri. Di certo c’è che la macchina non è un gioco e che, quando ci si mette al volante, si ha in mano la propria vita ma anche quella degli altri.

Ecco perché sanzioni più aspre sono necessarie, considerando la troppa leggerezza che si adotta quando ci si sente dei campioni di F1 e si vuole dimostrare, con bravate assurde, la propria capacità che, in realtà, mette in luce soltanto l’assoluta idiozia.

Buona strada e cervello a tutti!

Stefano Boeris