Riapre l’Antica Biblioteca senza libri, un tesoro sui tetti di Roma

Dopo un lungo restauro, la storica biblioteca del Convento dei Minimi torna accessibile al pubblico, restituendo alla Capitale uno spazio di grande valore storico e artistico. Una biblioteca che riapre senza i suoi libri. È questa la particolarità dell’Antica Biblioteca di Trinità dei Monti, tornata ad accogliere i visitatori dopo un lungo intervento di restauro.

Situata sopra il presbiterio della chiesa, all’interno del complesso conventuale dei Minimi, la biblioteca rappresenta uno degli ambienti storici più suggestivi della Capitale, un luogo che conserva ancora le tracce del proprio passato nonostante la perdita del patrimonio librario che un tempo custodiva. A inaugurare la riapertura dello spazio è stata Hypothèse de lecture, un’esposizione collettiva curata da Gaia Bobò e Teresa Ranchino, che ha riunito artiste e artisti delle scene italiana e francese, con particolare attenzione alla ricerca emergente e ai contesti culturali di Roma e Parigi. Il progetto ha rappresentato il primo capitolo di un nuovo percorso dedicato all’arte contemporanea e alla rilettura della memoria storica del complesso. Un nuovo capitolo per Trinità dei Monti.

L’apertura dell’Antica Biblioteca si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione culturale di Trinità dei Monti. Fortemente voluto dalla direttrice Marie-Pierre Dabadie, il programma intende mettere in dialogo la storia del convento con le espressioni artistiche contemporanee, attraverso iniziative che spaziano dalle arti visive al teatro, dalla musica ad altre forme di ricerca. La riapertura segna così una nuova fase per il complesso, restituendo alla città uno spazio di grande valore storico e artistico, destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per la ricerca e il dialogo culturale.

Trinità dei Monti dalla Biblioteca – Fonte: Laura Spadella

Un patrimonio perduto. Situata sopra l’altare della chiesa di Trinità dei Monti, una delle cinque chiese francesi di Roma appartenenti ai Pieux Établissements de la France à Rome et à Lorette, l’Antica Biblioteca apparteneva al convento dei Minimi, l’ordine religioso fondato da san Francesco di Paola.

Fino alla fine del XVIII secolo, la biblioteca custodiva circa novemila volumi. Nel 1798, durante l’occupazione del convento da parte dell’esercito napoleonico, il patrimonio librario venne disperso o distrutto, segnando profondamente la storia del luogo. Quello che oggi rimane è uno spazio privo della sua funzione originaria, ma ancora capace di raccontare la propria storia attraverso la bellezza dell’architettura e del patrimonio decorativo che ne caratterizzano gli ambienti, come il grande soffitto ligneo dipinto, tra i più monumentali conservati a Roma. La sua presenza contribuisce a restituire l’immagine di quello che doveva essere un luogo di grande prestigio, nonostante la perdita dei libri che un tempo ne animavano gli scaffali.

Il restauro. Il recupero dello spazio è il risultato di un lungo intervento di restauro, avviato nel 2003 anche in collaborazione con i Laboratori dei Musei Vaticani. I lavori hanno permesso di intervenire sulle decorazioni e sul soffitto, compromesso nel corso dei secoli da infiltrazioni d’acqua, deformazioni del legno e alterazioni della superficie pittorica.

L’antico soffitto ligneo della Biblioteca – Fonte: Laura Spadella

L’intervento ha restituito maggiore leggibilità agli elementi ornamentali e consentito di acquisire nuove informazioni sulla storia dell’ambiente, preservando un patrimonio architettonico e artistico di particolare valore, e restituendo alla sala parte della sua originaria ricchezza decorativa. Una nuova vita per l’Antica Biblioteca. La riapertura dell’Antica Biblioteca segna così l’inizio di una nuova fase per Trinità dei Monti. I novemila volumi che un tempo riempivano gli scaffali non sono più lì, ma la loro assenza continua a raccontare una storia fatta di perdita, memoria e trasformazione. La conclusione di Hypothèse de lecture, il primo progetto espositivo, ha lasciato spazio a una prospettiva più ampia: fare dell’Antica Biblioteca un luogo di incontro tra patrimonio storico e ricerca contemporanea.

L’obiettivo è fare di questo contesto così particolare non soltanto uno spazio da visitare, ma anche un ambiente destinato ad accogliere mostre, incontri e occasioni di approfondimento, favorendo il confronto tra la storia del complesso e i linguaggi artistici contemporanei. Un progetto che punta ad ampliare l’offerta culturale di Trinità dei Monti e a valorizzare un patrimonio che, dopo un lungo periodo di chiusura, torna finalmente ad essere accessibile. Perché recuperare un luogo storico significa non soltanto conservarne le testimonianze, ma anche restituirgli una funzione nel presente e renderlo parte attiva della vita culturale della città.

Laura Spadella