Un viaggio sensoriale tra arte, natura ed ulivi secolari
L’Umbria è bella in ogni stagione dell’anno, ma in autunno diventa pura magia. Le strade sembrano alabastro e rame, la luce attraverso i rami riflette l’oro del sole, i tramonti sono un sipario che si apre verso l’infinito. Il cuore verde d’Italia in ottobre si trasforma e veste la poesia.
Ci troviamo nel Borgo di Trevi, in provincia di Perugia, la terra degli ulivi secolari, dei frantoi, dell’olio che ogni anno sgorga nuovo. Uno scrigno di tesori racchiude il borgo, tutti gelosamente custoditi tra le sue possenti mura medievali. Arroccata su un colle, Trevi si mostra al visitatore come una chiocciola di pietra sospesa sul mare d’argento degli alberi di ulivi. Camminare tra i suoi vicoli tortuosi significa perdersi in un labirinto di silenzio, interrotto solo dal profumo delle olive portate alla frangitura.
Ottobre e novembre sono i mesi della raccolta: i frantoi aprono le porte, le macine girano senza sosta e l’olio extravergine d’oliva, dal colore verde brillante e dal retrogusto intenso, diventa il protagonista assoluto di ogni tavola. È l’oro liquido della Valle Umbra, il simbolo del legame indissolubile tra l’uomo, la tradizione e questa terra generosa.

Fonte: Bella Umbria
Ma Trevi non è solo natura ed eccellenza olearia. Il borgo racchiude gioielli storici straordinari, pronti a svelarsi a chi sa guardare con attenzione. Camminando verso il centro si incontra la splendida Piazza Mazzini, cuore della vita cittadina, dominata dal duecentesco Palazzo Comunale e dalla sua imponente torre. Poco distante, il Complesso Museale di San Francesco raccoglie secoli di arte e archeologia, mentre la Chiesa della Madonna delle Lacrime custodisce un celebre dipinto del Perugino, capace di incantare chiunque con la grazia dei suoi colori eterei. Ogni angolo racconta di famiglie nobiliari e di una devozione antica che si respira ancora oggi.
Uscendo dalle mura, lo sguardo spazia sulla pianura del Clitunno, un paesaggio bucolico che ha ispirato poeti, da Virgilio a Giosuè Carducci. A breve distanza spicca l’Ulivo di Sant’Emiliano: con i suoi oltre millesettecento anni di vita è un monumento vivente e simbolo di resilienza. Quando il sole autunnale cala dietro i colli, il borgo si accende di una luce calda, le ombre si allungano sui ciottoli millenari e l’aria si fa frizzante.
Trevi, in questo istante, smette di essere solo una meta geografica per trasformarsi in uno stato dell’anima, il rifugio ideale per chi cerca l’essenza più autentica dell’autunno umbro.
Nel cuore di questa terra il tempo si ferma, lasciando spazio alla meraviglia di un ottobre eterno.
Sonia Terzino