Portaria: un invito alla meditazione. Passeggiare tra i suoi vicoli significa fare un viaggio a ritroso nei secoli
C’è un punto in cui l’Umbria smette di essere cartolina e diventa storia scritta sulla pietra. Ci troviamo a Portaria, nella provincia di Terni, lentamente il paesaggio cambia, dalle verdi colline vira verso la roccia. Questo borgo incantato, sospeso nel tempo e protetto dai boschi dei Monti Martani, custodisce un segreto millenario. Non è semplicemente nato accanto alla storia; è stato letteralmente costruito con i reperti romani della vicina Carsulae. Quando la gloriosa città romana sulla Via Flaminia fu abbandonata, gli abitanti del luogo ne riutilizzarono i blocchi di pietra, trasformando le antiche vestigia nel tessuto vivo di un nuovo insediamento medievale.
La magia si scopre davanti alla chiesa dei Santi Filippo e Giacomo. Il portale è un capolavoro di architettura di reimpiego: un arco che porta ancora incise lettere latine, realizzato assemblando colonne, capitelli e frammenti preziosi delle antiche domus per dare vita a un raffinato e austero romanico. L’interno è altresì un incrocio di luci e ombre che accarezzano l’abside, le creazioni lignee e gli affreschi, regalano al visitatore un’atmosfera di assoluto silenzio e spiritualità.

Fonte: Wikipedia
Ma Portaria non è solo un museo minerario a cielo aperto; le sue strade hanno visto scorrere i grandi intrighi del Rinascimento. La storia narra che qui abbia fatto tappa Lucrezia Borgia. Nell’autunno del 1499, a soli diciannove anni, la leggendaria figlia di Papa Alessandro VI era in viaggio verso Spoleto, di cui era stata nominata governatrice. La nobildonna decise di sostare proprio all’interno del castello di Portaria, un evento che colpì così profondamente l’immaginario locale da essere rievocato ancora oggi, ogni anno, dagli abitanti in splendidi abiti d’epoca.
Raggiungere questo scrigno nascosto è un viaggio che si snoda attraverso il cuore verde d’Italia. Per chi si sposta in auto, il punto di riferimento principale è la superstrada E45: sia arrivando da Nord (direzione Perugia) che da Sud (uscendo a Orte dall’Autostrada A1 e proseguendo verso Terni), l’uscita da imboccare è quella di Acquasparta. Da qui, bastano circa sei chilometri di strada panoramica tra colline e rocce per raggiungere il borgo. Se si preferiscono i mezzi pubblici, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Acquasparta, da cui è possibile proseguire per l’ultimo tratto sfruttando i collegamenti dei bus extraurbani locali.
Oggi Portaria è un invito alla meditazione. Passeggiare tra i suoi vicoli stretti significa fare un viaggio a ritroso nei secoli, scoprendo il volto più autentico e nascosto di una regione che non smette mai di sorprendere chi sa guardare oltre la superficie.
Sonia Terzino