Quando risate e riflessione si fondono in un medesimo spettacolo, questo può considerarsi veramente vincente!

Il mondo del Lavoro, da sempre, è un insieme di situazioni positive e negative che si concentrano nell’arco delle otto ore canoniche (quando non ci sono straordinari in vista) e che, a lungo andare, incidono dei segni profondi nella psiche di coloro che le vivono.

Una fabbrica come tante, e un obiettivo da raggiungere: il Premio Produzione. È questo il punto cardine su cui poggia lo spettacolo messo in scena al Teatro “DamArte” di Capena da Claudia Ferri, David Mastinu (che ne ha curato anche la Regia), Giancarlo Porcari e Martina Zuccarello.

Due operaie (Claudia Ferri e Martina Zuccarello) sono alle prese con un capo (Giancarlo Porcari) che è “ossessionato” dal fare numeri per arrivare a quel traguardo che è appunto il Premio Produzione. La sua insistenza è dettata, come spesso avviene in ambito lavorativo, da un superiore estremamente ansioso che vive solo ed unicamente in funzione di un fatturato che deve crescere sempre di più. A nulla servono le proteste di una delle due lavoratrici che vorrebbe far emergere i diritti secondo quella logica comunista volta a sostenere e proteggere la classe operaia.

Fonte: Facebook – DamArte

Il fatturato procede nella crescita ma ciò non basta: occorre di più, molto di più! E così, ecco che il diretto responsabile delle ragazze si presenta con tabelle, numeri e aumenti di compiti impossibili da realizzare per quattro braccia. Come fare a motivare le dipendenti? Basta parlare di soldi e di un aumento in busta paga fatto passare come il riconoscimento dell’impegno messo ma che, in realtà, si basa su parametri di sfruttamento i cui vantaggi sono solo per l’azienda e le briciole per le operaie.

A complicare la situazione, la manomissione da parte di un tecnico informatico (David Mastinu) di una fotocellula la cui funzione è la messa in sicurezza di un rullo, macchinario che serve per l’imballaggio dei colli che, davanti ad una qualunque anomalia, fermerebbe il meccanismo. Attraverso l’estromissione di questo “controllore elettronico” si possono dimezzare i tempi di produzione e aumentare il numero dei colli da spedire.

Fonte: Facebook – DamArte

La vita lavorativa di questi personaggi è farcita di battute che portano il pubblico a ridere di cuore ma anche di profonde riflessioni su ciò che è oggi il mondo del lavoro con i suoi lati oscuri. Non spetta a noi svelare il finale di questo racconto ma, certamente, ogni spettatore si è rivisto e potrà rivedersi nella propria dimensione professionale. Spesso, infatti, si è costretti ad accettare compromessi e sforzi ai limiti dello sfruttamento in nome di uno stipendio che serve a mantenere sé stessi e la propria famiglia. Le ribellioni sindacali sembrano essere inutili e anzi, spesso controproducenti.

Fonte: Facebook – DamArte

Un ritmo nella narrazione da applausi. Sì, perché Claudia, David, Giancarlo e Martina sono riusciti a dare una giusta velocità allo svolgimento dei fatti che spinge lo spettatore a sentirsi parte del racconto e ad avere sempre alta l’attenzione, dall’inizio alla fine. Molto ben studiati anche i tempi di durata dello spettacolo che, in totale, tocca l’ora e trenta (intervallo compreso).

Ci auguriamo di tutto cuore che “Premio Produzione” possa essere portato in scena in moltissimi teatri perché, quando risate e riflessione si fondono in un medesimo spettacolo, questo può considerarsi veramente vincente!

Ad maiora semper!

Stefano Boeris