Dal 21 al 23 novembre a Teatro Trianon di Napoli
Un’ occasione da non perdere per i napoletani e per gli appassionati di Eduardo De Filippo e dell’opera di conservazione e messa in scena curata dal figlio Luca, morto nel 2015. Proprio in occasione della ricorrenza del decennale della sua scomparsa, il Teatro Trianon di Napoli propone la messa in scena di “Penziere Mieje” che mantiene la regia originaria che fu di Luca con la partecipazione attiva di Antonio Sinagra che con lui, nel 1995, aveva scritto l’intero spettacolo dedicato alla poetica eduardiana.
Proprio nel mantenimento di questa originalità anche il cast di questo spettacolo, a parte i musicisti che li accompagneranno nella recita e nell’esecuzione cantata di poesie e brani scritti da Eduardo, è praticamente lo stesso di quel 1995: Mario Castiglia, Massimo De Matteo, Lalla Esposito, Lello Giulivo.

Fonte: napoliateatro.it
Al centro dello spettacolo ci sono le opere più intense, più intime di Eduardo che vuole consegnare agli spettatori le sue riflessioni e i suoi sentimenti più profondi espressi in quella nobile lingua napoletana che sa dipingere come nessun’altra i vissuti intensi, le passioni, i dubbi, le tristezze e l’allegria di un personaggio iconico come Eduardo De Filippo.
Un compito, quello del tramandare la tradizione teatrale napoletana nelle sue varie declinazioni, e per come incarnata dal grande Eduardo, che Luca ha assunto su di sé come compito della sua vita artistica e non solo. Una carriera quella di Luca, sia come attore che come regista di teatro, che ha dovuto fare i conti con una condizione ambigua non sempre facile da gestire: da una parte la consapevolezza di trovarsi in un cono di luce privilegiato rappresentato dall’essere il figlio di Eduardo, dall’altra dal trasformarsi di quel cono di luce in un cono d’ombra al cospetto di uno degli attori, autori e registi più grandi del secolo e non solo a livello nazionale.
“Si racconta – ci confida Massimo de Matteo – che per un certo periodo, Luca quando parlava del padre, emanando un profondo senso di rispetto, lo chiamasse Eduardo, mentre negli ultimi anni diceva mio padre, come se la parte affettiva, nella loro relazione, fosse diventata predominante.”
Questa proposta dal cartellone del Trianon consente quindi di ritrovare non solo la profondità artistica di Eduardo ma di riscoprire anche tutti quegli elementi umani che ne hanno caratterizzato la sua opera e di riscoprire in modo originale e più completo il talento di Luca De Filippo in quanto persona, autore, attore, regista e non solo il figlio di Eduardo.
Giuseppe Fabiano
