Il campionato appena concluso è stato modesto a livello tecnico con un netto livellamento verso il basso delle formazioni più blasonate

Sulla scia dei precedenti, il campionato appena concluso è stato modesto a livello tecnico con un netto livellamento verso il basso delle formazioni più blasonate. Le emozioni sono derivate dalla situazione di incertezza per l’altalena delle squadre nel salire e scendere i gradini della classifica. In merito alla lotta per lo scudetto il Napoli, in un duello durato fino all’ultima giornata, ha avuto la meglio sull’Inter dato per favorito alla vigilia. Ottimo il terzo posto per l’Atalanta che con maggior convinzione poteva inserirsi nella corsa al vertice. Grande interesse ha destato la lotta per conquistare un accesso in Europa che ha visto il coinvolgimento di tante squadre, come appassionante è stata la competizione per non retrocedere. Facendo le veci della befana, assegniamo caramelle e carbone ai protagonisti, in positivo e in negativo, della stagione calcistica.

Fonte: pianetazzurro.it

CARAMELLE A SCOTT MC TOMINAY- emblema dello scudetto napoletano, il calciatore rivelazione di questo campionato. Dalla stampa venne criticato il suo acquisto la scorsa estate in quanto troppo oneroso, più di 30 milioni di euro per una riserva del Manchester Utd. A fronte di tale scetticismo, il calciatore scozzese ha risposto dimostrandosi centrocampista completo, un “tuttocampista” capace di trascinare al successo i compagni e di realizzare ben 12 reti in campionato.

CARBONE A SIMONE INZAGHI – ha mancato gli obiettivi della stagione, compreso il campionato dove non ha saputo sfruttare le doti tecniche della squadra notevolmente superiori a quelle delle avversarie. Non hanno convinto le rotazioni, inspiegabile l’impiego ridotto di Frattesi.

CARAMELLE A MATEO RETEGUI E MOISE KEAN – rispettivamente il capocannoniere (25 gol) e il vicecapocannoniere del campionato (19 reti). Il centravanti italo argentino ha confermato di possedere le doti di goleador messe in mostra a Genova con un bagaglio formato da forza fisica, tiro potente e ottimo colpo di testa. Kean, andando oltre le aspettative, ha giocato una stagione fantastica in termini sia di prolificità che di “uomo squadra” contribuendo a portare la Fiorentina al sesto posto valido per l’accesso in Conference.

CARBONE A DUSAN VLAHOVIC – ha deluso fortemente le aspettative segnando 10 reti, pochi per un calciatore della sua levatura. Il calciatore serbo in molte partite è apparso abulico, spento e poco lucido nelle conclusioni forse anche a causa del lavoro di copertura a cui lo costringeva Thiago Motta. La situazione non è migliorata con l’approdo di Tudor sulla panchina bianconera.

CARAMELLE A CLAUDIO RANIERI – a coronamento della sua straordinaria carriera di allenatore, ha compiuto un miracolo prendendo a novembre la Roma distante solo due punti dalla terz’ultima in classifica e portandola in Europa League dopo aver totalizzato 56 punti in 26 gare e inanellato ben diciannove risultati utili consecutivi.

CARBONE AL MILAN – Un campionato da dimenticare in fretta in cui hanno fallito tutti: società, tecnici e calciatori. La stagione è stata salvata dalla conquista della Supercoppa Italiana e dall’approdo in finale di Coppa Italia dopo aver eliminato l’Inter nella doppia sfida della semifinale.

CARAMELLE A GIOVANNI SARTORI E CARBONE AD ANGELO FABIANI – direttori sportivi rispettivamente del Bologna e della Lazio. Sartori si è confermato scopritore di talenti ed ha avuto il grande merito di ovviare alle cessioni di calciatori del calibro di Calafiori e Zirkzee portando in maglia rossoblu giocatori emergenti come Pobega e Odgaard che hanno garantito il mantenimento della forza dell’organico. Fabiani ha lasciato a desiderare nell’opera di rinnovamento della Lazio, i suoi acquisti, tranne Tavares, hanno fortemente deluso. Nel mercato di gennaio il ds non ha puntellato la squadra con rinforzi invocati dal tecnico e i biancocelesti si sono afflosciati su sé stessi.

CARBONE AL VAR – Anno orribile con tante decisioni errate, incongruenze nelle valutazioni tra episodi analoghi, regole non chiare, confusione nelle interpretazioni, interventi ad azioni abbondantemente concluse, inspiegabili assenze di chiamate. I punti derivanti da decisioni errate del VAR hanno influito nella classifica finale.

Gian Luca Cocola