Alla finale del Roland Garros Flavio Cobolli cede solo al quinto set dopo ben 4 ore e 16 minuti di gara
Il torneo del Roland Garros recentemente disputatosi a Parigi, ha confermato la vertiginosa ascesa del tennis italiano nel panorama internazionale. Assente per infortunio Lorenzo Musetti e fermatosi per malessere Jannik Sinner, sono usciti alla ribalta i due Matteo, Berrettini e Arnaldi, e Flavio Cobolli. Berrettini è tornato ad esprimersi a livelli molto alti, formidabile soprattutto nel match contro il coriaceo argentino Comesana sconfitto al tie break al quinto set dopo oltre cinque ore di gioco. Purtroppo nel corso dell’incontro fratricida con Arnaldi ai quarti di finale, il tennista romano è stato costretto al ritiro per un problema muscolare all’anca sinistra. Matteo Arnaldi ha dato vita a due imprese, sconfiggendo al quinto set dopo maratone lunghissime giocate all’ultimo respiro il belga Collignon e lo statunitense Tiafoe. Dopo aver passato il turno dei quarti per il forfait di Berrettini, il tennista ligure non ha potuto partecipare alla semifinale contro Cobolli per colpa di un virus intestinale probabilmente causato dagli sforzi patiti nei match precedenti.
Con Sascha Zverev vincitore del torneo, Flavio Cobolli è stato il grande protagonista di questa edizione del Roland Garros. Il tennista romano si è presentato a Parigi in condizioni smaglianti a livello sia fisico che mentale. Determinanti per il suo splendido percorso sono stati i primi tre turni, vinti tutti con disinvoltura in soli tre set senza disperdere tante energie. Flavio ha saputo sempre mantenere la giusta concentrazione allontanando lo spettro della tendenza a complicarsi le partite, caratteristica negativa che spesso lo ha accompagnato in passato. Al quarto turno Cobolli ha sconfitto in quattro set il forte statunitense Svajda approdando ai quarti di finale dove ha trovato la testa di serie numero 4 Auger-Aliassime, dato per favorito alla vigilia dell’incontro. Match iniziato in salita con la conquista del primo set da parte del tennista canadese e terminato in trionfo per Flavio che ha inflitto un triplo 6-4 a seguire.

Fonte: Men’s Health
Dopo il ritiro di Arnaldi per virus intestinale, Cobolli è passato in finale trovando Sascha Zverev, considerato dai pronostici della vigilia il grande favorito per la conquista del torneo. Dopo un primo set da incubo vinto dal tedesco facilmente per 6-1, Flavio ha tirato fuori tutta la sua grinta e la sua grande capacità di lottare mettendo il cuore in campo, recuperando l’impossibile, arrivando su ogni palla, giocando ogni punto fino allo stremo delle sue forze. Grazie alla sua caparbietà, si è attirato le simpatie del pubblico francese, di solito assai avaro nel sostenere i tennisti italiani (basti ricordare la storica finale dello scorso anno quando Sinner venne vessato a livello ambientale a vantaggio di Alcaraz a cui i parigini riservarono un tifo calcistico trascinandolo al successo). Cobolli ha conquistato per 6-4 il secondo set, per poi perdere 6-4 il terzo. Il quarto set è stato caratterizzato da un turbinio di emozioni in un testa a testa mozzafiato con i duellanti a sfidarsi senza esclusione di colpi. L’ha meritatamente spuntata al tie break Flavio, irriducibile nel non mollare di un centimetro. Purtroppo, l’atleta romano ha pagato lo sforzo fisico ed emotivo nell’ultimo e decisivo set perso per 6-1 dopo ben 4 ore e 16 minuti di gioco. Il sogno di vedere un tennista italiano conquistare Parigi a 50 anni esatti di distanza dal trionfo di Adriano Panatta purtroppo è rimasto tale.
Con le splendide prestazioni al Roland Garros, che hanno comportato la salita al decimo posto nella classifica mondiale, Cobolli si è definitivamente affrancato dall’immeritato appellativo di “ragazzo senza colpi” a significare il tirare troppo piano e l’incapacità di tirare colpi definitivi. “Doveva continuare con il calcio… Non è capace di giocare ad alti livelli” dicevano i suoi detrattori fino a poco tempo fa. Flavio ha avuto la pazienza di costruire la potenza e la precisione dei colpi unendole alla sua atavica attitudine a lottare. A livello tecnico deve ancora migliorare il servizio che qualche volta lo abbandona nei momenti cruciali e di maggiore intensità emotiva. Ora lo attende Wimbledon nel tentativo di andare oltre i quarti di finale raggiunti lo scorso anno. Il ragazzo senza colpi è pronto alla sfida.
Gian Luca Cocola
