L’astronauta Jack Swigert pronunciò una frase destinata a passare alla Storia: “Houston, abbiamo avuto un problema”, sì…quello dell’involuzione della specie!   

L’ultimo giorno di scuola è sempre stato un momento goliardico per dire addio ad un anno (magari anche difficile) e, se si è stati promossi, salutare l’arrivo dell’estate e quindi delle meritate vacanze. Succede, però, che questo ultimo appuntamento sui banchi di scuola possa avere un sapore assai amaro.

Ultimo (per ora) di una lunga serie, l’episodio avvenuto in un complesso scolastico alla periferia capitolina (in via Baccano, zona Labaro) dove, nella notte che precedeva l’ultima campanella, alcuni ignoti si siano infiltrati nell’edificio compiendo un vero e proprio raid, distruggendo tutto ciò che capitava loro a tiro: banchi, armadietti, materiale didattico sparso ovunque, appendi abiti rotti, lavagne danneggiate e anche l’uso di idranti per allagare le aule.

La scuola elementare, dunque, si è presentata l’indomani come se fosse stata investita da un terremoto. Il secondo piano è risultato totalmente inagibile. Naturalmente, quello che doveva essere un giorno di sorrisi si è trasformato in un momento di rabbia, sbigottimento e paura; il saluto di fine anno è stato, ovviamente, annullato.

Fonte: Roma Today

Sul posto anche i rappresentanti politici di zona: il Presidente del municipio, Daniele Torquati, e l’Assessore alla scuola, Tatiana Marchisio. Quest’ultima ha così commentato l’atto vandalico: “Credo di non aver mai visto una cosa del genere, una devastazione di questa portata”. La Polizia è intervenuta per effettuare le indagini, cercando tracce utili per arrivare ai responsabili di tale scempio.

Mauro Gori, ex portavoce del comitato di quartiere Labaro, e membro dell’associazione ‘Fare futuro insieme’ ha affermato: “Quanto accaduto è l’emblema del disagio sociale che dilaga nel quartiere. La devastazione della scuola Baccano è solo l’ultimo di una serie di gravi episodi che si ripetono in zona: lancio di sassi contro i bus, distruzione di pensiline, recinzioni di parchi date alle fiamme, atti di vandalismo in aree ludiche. Bisogna fare qualcosa a partire da attività culturali e di sensibilizzazione ai temi civici”.

Questo episodio mostra come, in molte zone specialmente periferiche, della Capitale vi sia un vergognoso abbandono della cittadinanza da parte delle Istituzioni. La gente vive col quotidiano terrore di cosa può avvenire in termini di violenza, distruzione, spaccio e quant’altro. È in corso un’indagine e, per rispetto della stessa, non entreremo nel merito, ma possiamo affermare che anche certi giudici che infliggono (quando va bene) pene ridicole abbiano la loro parte di responsabilità, almeno morale.

Si pensi, ad esempio, a quanto avvenuto nell’aprile del 2023 in pieno centro, a Piazza di Spagna: tre idioti delinquenti, ‘mascherati’ da attivisti, gettarono all’interno della Barcaccia, il monumento del Bernini, simbolo, assieme alla Scalinata, della Piazza famosa in tutto il mondo, liquido misto a carbone vegetale, tingendo l’acqua di nero. Ebbene, questa bravata si è conclusa con l’assoluzione del trio per, testuali parole, “tenuità del fatto”. Il giudice, ha ritenuto che il danno, di qualche migliaio di euro (4.000 per l’esattezza), non fosse da ritenersi grave fomentando, com’era logico, gli esponenti del movimento ambientalista che hanno esternato la propria soddisfazione con siffatte parole: “Questa sentenza dimostra che la resistenza civile nonviolenta non è e non può essere considerata un reato”.

Fonte: Quotidiano Nazionale

Possiamo dire che, se imbrattare un monumento non è reato, almeno per il togato e i cosiddetti attivisti, resta un gesto che esterna in tutto e per tutto l’imbecillità umana.

Ma questo, come tanti altri episodi, spiega perché certe menti malate e dedite a comportamenti vigliacchi e delinquenziali, si sentano spalleggiate da rappresentanti dello Stato che, anziché intervenire con punizioni esemplari, dissuadendo altri che vorrebbero compiere gesti simili, appoggiano certi soggetti attraverso assoluzioni vergognose.

L’astronauta Jack Swigert nella missione Apolo 13 pronunciò una frase destinata a passare alla Storia: “Houston, abbiamo avuto un problema”, sì…quello dell’involuzione della specie!   

Stefano Boeris