Al tavolo dei dazi Trump ha sparato cifre che sembravano uscite dal cilindro. La vicenda si è chiusa con un senso di liberazione dei tartassati spostando ogni critica sulla povera Von Der Leyen   

La narrazione che i media sviluppano sull’uomo del momento è un racconto a senso unico. Sembra di vedere quei giocatori che al tavolo verde perdono continuamente e criticano i vincenti accusandoli di non conoscere le tecniche di gioco. E sia ……

Al tavolo dei dazi il nostro Donald ha sparato cifre che, veramente, sembravano numeri usciti dal cilindro. Il risultato è stato che ha prima terrorizzato gli interlocutori e poi gli ha imposto un dazio pesantissimo (15 %) alla cui firma gli europei, sue controparti, hanno tirato un sospiro di sollievo. Quindi, non solo ha tennisticamente vinto 6 -0 / 6- 0, ma la vicenda si è chiusa con un senso di liberazione dei tartassati che hanno immediatamente spostato ogni critica sulla povera Von Der Leyen.   

Fonte: Capital

Mi sarebbe piaciuto vedere quali critiche la mediatrice europea avrebbe ricevuto se non avesse firmato (non sempre la storia dà la possibilità di far bene). Quindi il buon Donald ha fatto una trattativa fuori da ogni protocollo ed ha ottenuto il massimo del risultato. Noi quindi possiamo dirci certi che, in modo un po’ ridicolo e certamente vecchio ed antiquato, posiamo la nostra attenzione non sul risultato ma sul rispetto dei protocolli. Forse ci sarebbe da imparare. Così come nelle elezioni americane lo abbiamo dato per spacciato, sconfitto, rimontato e sappiamo come è andata a finire. Ma qual è il vero progetto del selvaggio affarista? A me sembra evidente. Con l’avvento dei dazi, che oggettivamente pagheranno gli americani, incasserà miliardi.

La grancassa dell’opposizione degli europei, che è andata dall’indignazione all’implorazione, ha convinto gli americani che il sig. Trump ha piegato al suo volere mezzo mondo ed in particolare l’Europa. Ora lo squilibrato, estemporaneo, inadeguato e barbaro Presidente si accinge a varare la riforma fiscale. Una riforma che abbasserà in modo assolutamente consistente le tasse a tutti gli americani ed in particolar modo al ceto medio. Lo farà compensando i mancati introiti proprio con le entrate determinate dai dazi. Per chi voterebbe un italiano, cari amanti del protocollo, se gli venisse promesso di pagare il 10 % in più su parte dei propri acquisti ed in compenso gli venissero ridotte le tasse del 30 %? Ve lo dico io: voterebbe anche il partito dei sorci verdi pur di realizzare tale sogno! E con questo, pur se passando il guado delle elezioni di medio termine, si presenterà alle prossime presidenziali.

Fonte: Exportiamo.it

Non mi sembra giusto poi paragonare questa strategia a quella dei suoi detrattori. È oggettivamente impietoso. Ho la sensazione che non sappiano cosa dicono. Trovano assurdo che l’Europa paghi le armi per difendersi e per difendere l’Ucraina. Risulta al mondo intero che il sig. Putin sia una minaccia per l’Occidente ma in particolare per l’Europa. Ma se qualcuno vi minaccia chi comprerà le armi, gli antifurti e quant’altro necessario per difendersi? Non credo chiederete i soldi allo zio d’America.

Altra critica di cui vergognarsi. Sento gente, parlamentari e politici, ricordarci che, se investiremo in armi non avremo più soldi per la sanità. Benissimo, vero. Voglio ricordare che il popolo che ha usato le proprie armi e le proprie vite per liberarci dal nazismo e poi ha investito in armamenti a livello mondiale per 80 anni al fine di difenderci non possiede un sistema sanitario nazionale pagato dal pubblico. Questa critica, vi prego, non la facciamo più, non vorrei che qualcuno rispondesse che si è stufato di comprare difese per noi e che si è determinato ad investire gli stessi soldi nella propria sanità. Vorrei sapere cosa si potrebbe rispondere. In questi casi il silenzio è d’oro.

Tutto questo a meno che non si voglia accettare e riconoscere all’America un ruolo primario ed imperialista nei nostri confronti. Allora sì che gli americani avrebbero l’obbligo morale e materiale di difenderci. Ma da quando il mondo è mondo l’imperatore ha sempre imposto tasse ai sudditi e quindi non potremo più né lamentarci dei dazi né discutere la geopolitica della Nato. La storia insegna che al re si può solo ubbidire.

Credo che il sig. Donald stia facendo il più grande regalo si potesse fare all’Europa. Sta scoprendo tutti i punti deboli del nostro farraginoso sistema politico, economico e la nostra insussistenza militare. Bene. Se l’Europa sarà in grado di riparare a tali profonde debolezze (ed è ancora in tempo per farlo) unendosi negli Stati Uniti d’Europa, con un’unica politica estera ed economica, mettendo insieme un esercito sotto un’unica direzione, unendo i debiti ed integrando i piani di sviluppo industriale, allora si salverà e riacquisirà la propria centralità storica, altrimenti decadrà definitivamente ed entrerà in un oblio irreversibile dettato, cercato e voluto dalle proprie politiche.

Fonte: DIE ZEIT

Ferruccio Zappacosta