Per quanto riguarda la manovra di fine anno si ripete ancora una volta il solito copione

Ogni anno torna alla ribalta la legge di bilancio e si guadagna il palcoscenico del panorama politico, vista la sua indubbia rilevanza. Con quest’ultimo atto, infatti, il parlamento e il governo definiscono la gestione delle risorse finanziarie, allocandole al fine di attuare le scelte più sensibili destinate a realizzare quello che in teoria sarebbe il programma di governo.

Al fine di garantire maggiore certezza relativamente ai tempi di approvazione della legge in questione, i lavori parlamentari sono scanditi da una rigida programmazione, finalizzata a garantire che l’approvazione del bilancio dello Stato avvenga entro il 31 dicembre di ogni anno: entro fine anno, in sostanza, lo Stato deve dotarsi di una nuova legge di bilancio.

Ma cosa accade nel caso in cui tale termine ultimo non sia rispettato? In questo sciagurato caso “scatta” l’esercizio provvisorio di bilancio, vale a dire un periodo provvisorio all’interno del quale, in considerazione dell’assenza di una nuova legge di bilancio, viene imposto un limite di spesa pari a tanti dodicesimi degli stanziamenti previsti dal bilancio precedente, quanti sono i mesi di vigenza dell’esercizio provvisorio: per fare un esempio, se non verrà approvato il bilancio entro gennaio e febbraio dell’anno successivo, il limite di spesa è pari a due dodicesimi della precedente manovra.

Seppur tale situazione evita la completa paralisi della macchina statale, non possono sottacersi gli evidenti effetti negativi che tale meccanismo produrrebbe sull’economia del nostro Paese, dovendo lo Stato fare i conti con un margine di spesa ridotto.

Fonte: informa enti locali

Adesso è evidente che questo scenario è quasi irrealizzabile, ma è altrettanto chiaro che l’apprensione che accompagna alla fine di ogni l’approvazione della suddetta manovra è da inquadrare anche in questo senso, dacché la macchina dello Stato si bloccherebbe parzialmente qualora la manovra non fosse approvata in tempi utili. Sì, perché nel nostro paese l’approvazione della legge di bilancio ha sempre una storia particolarmente complessa e accidentata.

Venendo quindi alle settimane che ci attendono possiamo dire che il testo andrà quest’anno in prima lettura al senato dopo che sono stati presentati 5.500 emendamenti. Il respiro di questa manovra, l’ampiezza della sua visione programmatica sembra essere quella che ha contraddistinto tutte le manovre degli ultimi anni. Gli emendamenti su cui si discute, molti presentati dalla stessa maggioranza, riguardano principalmente temi come l’ampliamento della rottamazione, l’abbassamento degli interessi della rottamazione, il passaggio da rottamazione quater a quinquies, il bonus tombe, il bonus animali domestici, la tassa di 2 euro sui piccoli pacchi, l’innalzamento della soglia di utilizzo dei contanti a 10.000 euro., la no tax area fino a 15.000, solo per citarne alcuni.

La pioggia dei bonus, tanto esecrata durante i governi precedenti dalla attuale maggioranza e in modo particolare dalla attuale inquilina di Palazzo Chigi, sembra, se possibile, aumentata. È talmente fitta che sembra che diluvi!

Alberto Fioretti