Acli Terra promuove azioni di sviluppo sociale degli associati tramite interventi mirati di sostegno in diversi ambiti: informazione, assistenza ed educazione alla imprenditorialità
Uno dei fattori più trainanti dell’economia italiana è senz’altro l’Agricoltura. Il Bel Paese, da nord a sud, ha una ‘ricchezza’, definiamola pure così, che molte altre Nazioni ci invidiano. Un comparto assai complesso che vede un numero importante di operatori rurali, imprenditori agricoli e intere famiglie fungere da motore per lo sviluppo tanto delle persone quanto dei territori.
Acli Terra si prefigge di raggiungere obiettivi di promozione, tutela e rappresentanza di questa forza lavoro. Abbiamo intervistato il suo Presidente, Nicola Tavoletta, per farci comprendere meglio cosa sia questa realtà, la sua importanza nel settore dell’Agricoltura e i suoi programmi di sviluppo.
Di seguito, pubblichiamo l’audio integrale dell’intervista:
Nicola Tavoletta, Presidente di Acli Terra. Innanzitutto, che cos’è Acli Terra?
È l’associazione professionale, quindi un sindacato, di tutte quelle professioni dell’agroalimentare che fanno riferimento alle Acli (Associazione Cristiana Lavoratori Italiani). Nasce nel 1946 e da allora si occupa di agricoltura, pesca, ambiente e zootecnia.
Un settore, quindi, molto importante per la nostra economia…
Sì, è un sindacato agroalimentare.
Voi vi occupate anche di azioni volte alla crescita sociale, quindi c’è una formazione, un’informazione, un’assistenza ecc. Avete un aiuto pubblico, in termini economici, o dovete rimboccarvi le maniche e andare avanti con le vostre forze?
Acli Terra è una parte sindacale rappresentativa. Ci dobbiamo rimboccare le maniche però è anche vero che, come tutti i sindacati, siamo presenti nell’assistenza previdenziale alle lavoratrici e lavoratori quindi anche in parte finanziati dal pubblico. Poi noi siamo proprietari di una società, assieme ad altre organizzazioni, che si chiama Caa Acli, il centro di assistenza agricolo che è, in parte, finanziato da Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura n.d.r.)
Mi parli un po’ di lei. Da quanto tempo fa parte di questa realtà e come c’è arrivato?
Io ne faccio parte dal 2011 poiché sono stato il fondatore di Acli Terra Latina. Nel 2013 sono diventato presidente di Acli Terra Latina e nel 2017 divento presidente regionale di Acli Terra Lazio. Mi sono dimesso quando presi un incarico alla Regione Lazio e nel 2022 sono stato eletto Presidente nazionale di Acli Terra, primo mandato. Secondo mandato nel 2026.
Tra gli obiettivi raggiunti quali sono stati quelli che le hanno dato maggiore soddisfazione come presidente?
In assoluto quello legato alla territorialità. Abbiamo riacquistato una presenza importante nel nord Italia, abbiamo fondato quattordici province che erano chiuse nel centro-nord. Siamo cresciuti nel tesseramento e abbiamo riarticolato l’organizzazione in tutta Italia anche con un comitato scientifico. Inoltre, c’è stato un incremento importante di aziende assistite; quindi, i numeri sono dalla parte dell’impegno di questa presidenza. Acli Terra è cambiata tantissimo in questo mandato. Eravamo un’organizzazione prevalentemente legata all’olivicoltura. Abbiamo ancora a cuore questo settore ma siamo avanzati tanto sulle nuove colture seguendo il mango, l’avocado, l’olivicoltura nel nord Italia e faremo una conferenza proprio su questa nel nord-ovest ma anche nel Mediterraneo abbiamo una voce autorevole dato che siamo parte dei grossi enti di ricerca e siamo tra i primi ad aver fatto delle sfide propositive sulle specie aliene: lionfish, granchio blu, granchio rosso e il gambero della Louisiana. Inizialmente tanti ci prendevano in giro ma poi s’è visto che è stato un lavoro effettivo così come tanti hanno voluto mortificare il lavoro di questa organizzazione rispetto al Principato di Monaco, quando lo si considerava solo un posto per ricchi ma poi le Acli e Acli Terra hanno impiantato una rappresentatività importante che è stata premiata visto che il Pontefice è stato nel Principato da poco tempo e noi lo abbiamo accompagnato. Anche il Presidente della Repubblica sarà prossimo lì, per la prima volta nella Storia e poi noi torneremo nel Principato con la Pastorale sociale del lavoro della CEI il prossimo 17 dicembre dato che ci sono 9000 lavoratori italiani presenti ogni giorno.
Quindi una bella soddisfazione. E obiettivi futuri?
Continuare a crescere in rappresentanza, soprattutto sull’arco alpino dove siamo ancora deboli e fra poco ci sarà la nuova classe dirigente di Acli Terra Friuli-Venezia Giulia e questo è il primo aspetto. Il secondo, avere ancora di più una voce in capitolo nei tavoli internazionali dove già oggi siamo accreditati in tanti di questi ma ancora di più vogliamo crescere in quest’ambito.
In questo settore, vista la situazione che viviamo oggigiorno, come stiamo messi in campo economico? Ci sono delle difficoltà, delle speranze per una ripresa…
Se dovessimo fare uno spot potremmo dire: l’agricoltura è in evoluzione. In questo momento si trova davanti a un bivio: un’agricoltura naturale, sostenuta dalla tecnologia va verso uno sviluppo sociale-economico favorevole. La pesca è in un momento difficile, e dobbiamo lavorare alla riforma di tutto il suo sistema. Acquacoltura: siamo all’anno della ricostruzione del comparto e dell’incremento dello stesso in Italia. Ristorazione: bisogna raggiungere un obiettivo ossia l’identificazione di tale lavoro come “usurante”.
Voi avete anche un giornale, “Valori in Campo”. Di che si tratta?
È un magazine che esiste dal 2022. Come mi sono insidiato come presidente abbiamo fondato questo giornale che proprio oggi ha avuto una svolta perché lo stiamo registrato al Tribunale di Padova e abbiamo fatto un ticket di direzione formato da una giornalista italo-spagnola Giulia Frigo e da un direttore editoriale calabrese Pino Campisi.
Senta, abbiamo detto che Acli sta per Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani ma oggi, portare avanti dei programmi basandosi sulla dottrina cristiana, in un mondo che sembra essere cieco e sordo davanti a certi valori, quanto è difficile?
Oggi le persone sono insicure rispetto alle formazioni aggreganti quindi l’affidabilità, la credibilità (che ancora esiste) e l’importanza dei valori del Cristianesimo sono invece attraenti, quasi liberatori. Dunque, a volte, è più facile che difficile.
Quindi l’uomo al centro di una realtà che però oggi sembra vederlo quasi spodestato dall’Intelligenza Artificiale. E mi piacerebbe trattare anche con lei questo aspetto.
Il Papa pone la dignità dell’uomo nella sua aggregazione sociale al centro dell’ambiente e della natura e questo è il nostro messaggio. L’Intelligenza Artificiale è un’opportunità ma è uno strumento quindi noi dobbiamo semplicemente utilizzarlo come tale. Non bisogna averne paura né abusarne.
Un’ultima domanda: un augurio per il futuro per Acli e per la realtà economica di questo settore.
Per le Acli, in generale, l’auspicio è di essere sempre più presenti accanto alle lavoratrici e ai lavoratori che tutti i giorni hanno bisogno di un sostegno e di tutte le categorie, da quelle meglio remunerate a quelle peggio ed essere capaci di tutelare la dignità dei lavoratori. Per quanto riguarda l’economia, beh, noi dobbiamo essere l’autorizzazione del benessere. Alzare i valori del benessere è il nostro obiettivo e non dobbiamo vergognarci di collocare al centro del nostro programma la ricchezza intellettuale ed economica.
In bocca al lupo! Grazie presidente.
Grazie.
Stefano Boeris