Perché i cittadini sono avversi alla patrimoniale quando gli viene promesso che colpirà pochi altri e con quei soldi si risolveranno tutti i loro problemi?

La storia di una tassa patrimoniale in Italia è antica. Parte della sinistra ed i sindacati l’hanno sempre richiesta e l’insistenza è stata sopita solo per il fatto che invocare questo strumento fiscale è stato un viatico certo alla sconfitta elettorale. Allora la nuova formulazione è chiedere una patrimoniale, magari sufficientemente feroce, ma solo per i superricchi. Definire i super ricchi non solo è complesso ma è certamente soggettivo e la ricchezza, anche in un’economia capitalista applicata ad una società come la nostra pervasa dal pensiero cattolico, resta una non colpa.

Fonte: Il Sole 24 ORE

Ci sono fazioni politiche votate all’autolesionismo e tra queste brilla il Partito Democratico che rispolvera il suicida concetto e la suicida richiesta della patrimoniale proprio nel momento in cui va allo scontro muscolare del referendum sulla giustizia. Un referendum che lo vede schierato dalla parte di una Magistratura delegittimata, che sulle inchieste più popolari e recenti sembra votata all’autodistruzione. Magistrati che si accusano a vicenda di brogli e di corruzione, inchieste riaperte dopo cinquant’anni in cui pubblici ministeri di spicco hanno all’epoca condotto indagini senza accorgersi che mancava la prova regina, prova mancante di cui contestualmente si dibatteva in parlamento (caso Piersanti Mattarella).

Il PD in questa battaglia si affianca ad un potere dello Stato oggettivamente indifendibile, corporativo e peraltro menzognero (se è vero come è vero ciò che si dice sulle falsità riportate da Gratteri al quale converrebbe dichiarare di aver mentito. Se così non fosse, significherebbe che il super magistrato anti tutto non è in condizione di accertare neanche una fake new prima di appropriarsene pubblicamente).

Ma perché i cittadini italiani sono avversi alla patrimoniale quando gli viene promesso che colpirà pochi altri ed inoltre con quei soldi si risolveranno tutti i loro problemi: sanità, scuola, sicurezza? Perché sono intelligenti ed hanno memoria. Ricordano, ad esempio, che l’aliquota Irpef del 43 % era nata per redditi molto più elevati e che, crisi dopo crisi, vere o presunte, è arrivata a colpire chi guadagna un euro in più di 50.000,00 lordi (ricchi!?).

L’Italia ricorda la storia dell’ICI / IMU, che già patrimoniale è, e che nacque con aliquote modeste ed oggi grava in modo assolutamente consistente sulle nostre proprietà immobiliari. Potremmo affermare, senza tema di smentita, che la politica ha reso il cittadino, almeno fiscalmente, suddito ma non stupido e c’è chi si lamenta perché non ha intenzione di fare harakiri e non abbocca.

La patrimoniale su redditi già tassati è un obbrobrio e, di patrimoniali sugli immobili, sugli investimenti ed altre ne abbiamo già diverse. Le stesse incidono sulle nostre finanze in modo non inferiore, nel loro complesso, a quelle degli altri Stati occidentali che le hanno applicate. Ed anche far esplodere, come nel desiderio di altri, la tassa di successione (altra patrimoniale) ci riporterebbe ai mille espedienti per eluderla, espedienti già usati e che vengono perpetrati in tutti gli Stati (vedi Trust) che hanno un’alta tassa di successione. 

Torneremo così alla profonda ingiustizia di figli che debbono pagare caro per entrare in possesso dei beni di papà, beni che usano quotidianamente e che sentono loro perché fanno parte del loro stile di vita. Restare nello stile di vita che ci ha permesso la nostra famiglia, spesso e volentieri con sacrifici già fiscalizzati e finalizzati esclusivamente e volutamente a lasciare un futuro sereno, e magari roseo, ai propri eredi non è un furto ed è una volontà che nessuno ci deve togliere. 

Ferruccio Zappacosta