L’Abbazia di San Salvatore di Montecorona rappresenta uno dei tanti luoghi di silenzio umbri
Umbria terra da sempre del silenzio e della meditazione. Testimonianza ne sono le tante chiese, eremi, conventi che si trovano nel cuore verde d’Italia. Ad Umbertide, precisamente ai piedi del Monte Acuto oggi Montecorona, si trova l’imponente Abbazia di San Salvatore dedicata a Nostro Signore Gesù Cristo.
L’abbazia o Badia, che consiste in un complesso di edifici religiosi, venne edificata nell’undicesimo secolo. Fu un importante convento benedettino, eretto nel 1008 da San Romualdo, fondatore dell’ordine dei monaci camaldolesi; nel creare il nuovo ordine si ispirò in modo particolare alla semplicità e lasciò tracce tangibili del suo passaggio erigendo conventi ed eremi lungo l’Appennino umbro tosco marchigiano.
Il periodo di maggior splendore dell’Abbazia fu nel 1271, aveva giurisdizione su 21 chiese, fu un importante luogo di preghiera, di accoglienza dei pellegrini che viaggiavano lungo la via francigena in direzione di Roma. Di notevole importanza era la farmacia che aveva sede all’interno della struttura ed ebbe una grande fama anche fuori dei confini locali per alcune medicine come il Balsamo ed il Fisco per la cura della malaria.

Fonte: S.T.
La farmacia rimase aperta fino al 1860. Attualmente di tutta l’imponente struttura solo la Chiesa è di proprietà dei religiosi, le restanti parti sono state tutte smembrate ed oggi è la sede di un ristorante, mentre i terreni e boschi circostanti appartengono ad una compagnia assicurativa.
L’intero complesso fu completamente ristrutturato nel 1960 riportandolo al suo splendore romanico, oggi è in buone condizioni. All’interno della chiesa si possono ammirare dei magnifici capolavori in legno. Salendo per una strada abbastanza agibile, a 630 metri di quota, si trova l’eremo dell’Assunta.
Costruzione del XVI secolo, attualmente qui vivono 13 monaci, dell’ordine di Betlemme, che risiedono nelle 18 celle che circondano l’ottocentesca chiesa di stile barocco. Il tempo in questo angolo di terra sembra essersi fermato, parla ancora il linguaggio delle pietre, delle preghiere e della meditazione.

Fonte: S.T.
Alcuni monaci passano la maggior parte della giornata nelle loro celle intenti allo studio ed all’ascesi, altri si dedicano all’agricoltura, alla ristrutturazione di alcuni locali ed alla lavorazione del legno. Fonte principale di sostentamento dell’ordine è la fabbricazione dell’incenso che porta il profumo dell’ambra, della lavanda e del sandalo.
Per maggiori informazioni e visite si può contattare il numero +39 075 941 35 48 oppure tramite e-mail: accoglienza.eremo@gmail.com
Sonia Terzino
