Il successo della mostra si spiega anche con la sua capacità di tenere insieme rigore scientifico e accessibilità, offrendo a un pubblico ampio strumenti di lettura trasversali

La mostra “Artisti alle Biennali 1900-1960. Dialoghi e silenzi nella pittura tra Ottocento e Novecento”, allestita al Palazzo Vescovile di Portogruaro, ha registrato un riscontro di pubblico particolarmente significativo. Il successo, evidente già dalle prime settimane, ha infatti portato alla proroga dell’esposizione fino al 10 maggio prossimo, offrendo così un’ulteriore opportunità per visitare un percorso che si è rivelato tra i più apprezzati della stagione culturale.

Promossa dal Distretto Turistico Venezia Orientale e resa possibile grazie al contributo della Regione Veneto, della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo e di Banca Prealpi Sanbiagio, la mostra si inserisce in un progetto culturale sostenuto anche da importanti realtà del territorio e arricchito da collaborazioni come quella con la Fondazione Musicale Santa Cecilia, il MUPA Museo del Paesaggio e il partenariato con Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027.

In un contesto in cui il rapporto tra pubblico e arte non è mai scontato, la risposta della mostra evidenzia anche il bisogno di rileggere le radici della contemporaneità attraverso uno sguardo storico consapevole. Il progetto espositivo, curato da Stefano Cecchetto insieme al comitato scientifico, costruisce infatti un racconto articolato e rigoroso dei primi cinquant’anni della Biennale di Venezia, fondata nel 1895 e ancora oggi una delle principali occasioni internazionali di confronto artistico, restituendo il clima di trasformazione che ha attraversato la pittura tra la fine dell’Ottocento e la metà del Novecento.

Ettore Tito: Piazza San Marco. Olio su tavola – Fonte: Collezione privata, Courtesy Gallerie Enrico, Milano

Non si tratta di una semplice successione di opere, ma di un vero e proprio sistema di relazioni, dove dialoghi e silenzi – come suggerisce il titolo – diventano chiavi interpretative. Le sale del Palazzo Vescovile accompagnano il visitatore in un percorso che mette in luce affinità, divergenze e tensioni tra artisti e movimenti, dal rinnovamento del vedutismo veneziano alle avanguardie del secondo dopoguerra.

Particolarmente efficace è la struttura in sezioni tematiche, che consente una lettura chiara ma non semplificata. Si passa dalle esperienze legate alla Scuola di Burano, nate anche grazie all’intuizione di Nino Barbantini, fino al confronto con le avanguardie internazionali degli anni Venti e Trenta, per arrivare infine alle sperimentazioni del dopoguerra, tra astrattismo, informale e spazialismo. In questo quadro emergono figure centrali come Felice Casorati, Filippo de Pisis, Mario Sironi, Emilio Vedova e Giorgio de Chirico, protagonisti di una stagione che ha ridefinito il linguaggio dell’arte italiana.

Giorgio De Chirico: Cavallo scalpitante nel paesaggio anni ’50. Olio su tela – Fonte: Collezione privata

Il successo della mostra si spiega anche con la sua capacità di tenere insieme rigore scientifico e accessibilità, offrendo a un pubblico ampio strumenti di lettura trasversali. È un equilibrio non scontato, che qui si traduce in un’esperienza coinvolgente, capace di parlare sia agli appassionati sia a chi si avvicina per la prima volta a questo periodo storico.

La proroga fino al 10 maggio diventa quindi non solo una risposta alla forte affluenza, ma anche un segnale della vitalità di un progetto che ha saputo intercettare un interesse reale. Un’occasione in più per visitare un’esposizione che, attraverso circa cento opere, restituisce il senso di una stagione cruciale per l’arte europea, e che conferma Portogruaro come un punto di riferimento sempre più riconoscibile nel panorama espositivo.

La mostra è visitabile al Palazzo Vescovile, in via del Seminario 19 a Portogruaro, con apertura dal martedì al giovedì dalle 14:30 alle 18:30, il venerdì fino alle 19:30 e nel fine settimana dalle 10:00 alle 19:00. I biglietti sono disponibili anche in prevendita su VivaTicket, mentre per gruppi e scuole sono possibili visite guidate su prenotazione. Un appuntamento che, anche alla luce della proroga, vale davvero la pena di non perdere.

Elena Francescangeli