Dietro il pranzo di Ferragosto, sopravvive così un’antica tradizione romana: interrompere per un momento il lavoro e celebrare la bellezza dell’estate

Per milioni di italiani il Ferragosto coincide con il cuore dell’estate: una giornata di vacanza, gite fuori porta, pranzi all’aperto e momenti di svago. Pochi sanno però che questa ricorrenza affonda le sue radici nell’antica Roma e porta ancora nel nome il ricordo dell’imperatore Augusto.

Le origini del Ferragosto risalgono infatti al 18 a.C., quando Ottaviano Augusto istituì le Feriae Augusti, letteralmente le “ferie di Augusto”, una ricorrenza dedicata al riposo e alle celebrazioni che si inseriva nel già ricco calendario festivo della Roma antica. La festività era originariamente celebrata il 1° agosto. La ricorrenza cadeva al termine dei principali lavori agricoli estivi e offriva alla popolazione una pausa dopo le fatiche nei campi. Le giornate erano scandite da feste religiose, spettacoli e banchetti. Anche gli animali andavano in vacanza. Durante le Feriae Augusti, infatti, gli animali impiegati per il lavoro nei campi, come cavalli, muli e buoi, venivano lasciati a riposo. Per l’occasione erano decorati con fiori, nastri e ghirlande colorate. Il mese di agosto era caratterizzato da numerose celebrazioni in onore delle divinità romane. Tra queste vi era la festa dedicata a Diana, dea della caccia, celebrata il 13 agosto. Le Feriae Augusti si inserirono dunque in una stagione già ricca di festività, contribuendo a fare di agosto un lungo periodo di celebrazioni e di riposo.

Il culto imperiale. La scelta di legare la ricorrenza al nome di Augusto aveva inoltre un preciso significato politico e simbolico. L’appellativo di Augustus conferito a Ottaviano dal Senato nel 27 a.C. aveva il significato di “venerabile”, “sacro”, “degno di venerazione”. La scelta di questo nome sottolineava la nuova centralità politica e religiosa del principe, destinato a diventare il primo imperatore romano. Il calendario religioso romano non era infatti separato dalla vita pubblica: nel corso dell’età imperiale furono introdotte diverse festività legate alla figura dell’imperatore e al culto imperiale. Tra queste vi erano le Augustalia, istituite nel 19 a.C. in suo onore. Le celebrazioni si inserirono così nella complessa politica religiosa di Roma, dove il culto dell’imperatore si intrecciava con le tradizioni e le festività pubbliche.

Ottaviano Augusto – Fonte: Wikipedia

Dalle Feriae Augusti alla Festa dell’Assunzione. Con la diffusione del Cristianesimo, molte delle antiche festività pagane furono progressivamente sostituite o reinterpretate. Il 15 agosto si affermò come giorno dedicato alla Dormizione e alla Assunzione della Vergine Maria. La celebrazione nacque nelle comunità cristiane d’Oriente e si sviluppò già tra il V e il VI secolo, per diffondersi successivamente anche in Occidente. A Roma la festa è attestata nel VII secolo, durante il pontificato di Sergio I (687-701). Il dogma dell’Assunzione, proclamato da papa Pio XII nel 1950, stabilisce che Maria, al termine della sua vita terrena, fu assunta in cielo con l’anima e con il corpo. Una curiosità che non tutti conoscono è quella dei “Treni popolari di Ferragosto”. Nell’agosto del 1931 furono inaugurati i primi collegamenti ferroviari a tariffe fortemente agevolate che permettevano a molti italiani di raggiungere, con una spesa contenuta, località di mare, montagna e le principali città italiane.

Le iniziative, promosse nell’ambito delle politiche di turismo popolare del regime fascista, contribuirono a rendere il viaggio accessibile anche a fasce della popolazione che fino ad allora avevano avuto poche possibilità di trascorrere le vacanze lontano da casa. Per molti italiani fu anche la prima occasione di viaggiare in treno e di raggiungere una località di villeggiatura. Il Ferragosto cominciò così ad assumere un significato sempre più vicino a quello che gli attribuiamo oggi: una giornata di svago, viaggio e vacanza. Dalle Feriae Augusti dell’antica Roma alle vacanze al mare, il Ferragosto ha attraversato più di duemila anni di storia, cambiando volto, ma conservando un elemento essenziale: il desiderio di fermarsi e concedersi una pausa. È passato dalle celebrazioni in onore dell’imperatore alle festività cristiane, fino a diventare nell’Italia del Novecento il simbolo delle vacanze estive e, ancora oggi, una giornata dedicata al tempo libero, alla convivialità e alla scoperta di nuovi luoghi.

Dietro il pranzo di Ferragosto, una gita fuori porta o una giornata trascorsa in spiaggia sopravvive così un’antica tradizione romana. Quella di interrompere per un momento il lavoro e celebrare, insieme agli altri, la festa, il riposo e la bellezza dell’estate.

Laura Spadella