Tra Alchimia e mitologia l’eredità che Caponi lascerà è un infinito intrecciarsi di sensazioni ed emozioni
C’è un luogo in Umbria dove il tempo sembra che si sia fermato. Dove il silenzio è scandito dal rumore dello scorrere dell’acqua. Qui, tra dolci colline dal sole accarezzate e sorgenti incontaminate, si erge la Domus Octavia, dimora di epoca romana, appartenuta alla suocera di Plinio il Giovane, la nobildonna Pompea Celerina, adesso atelier ed abitazione del Maestro Alvaro Caponi.
Come è stato definito dal Prof. Vittorio Sgarbi, grandissimo amico ed estimatore del Maestro, “Signore indiscusso di una storia che ha saputo salvare e tramandare”. Il Maestro Caponi, nativo di Narni in provincia di Terni, è uno degli esponenti di spicco nel panorama dell’arte contemporanea.

Fonte: Archivio del maestro Alvaro Caponi
Poliedrico, dotato di innate doti pittoriche, ma anche grande studioso dell’archeologia etrusca e romana. Grazie a lui ed alle sue ricerche oggi la Domus possiede un ricco museo di reperti di epoca antica, di inestimabile valore.

Fonte: Archivio del maestro Alvaro Caponi
Ma non solo, ha anche dato vita ad un museo di arte contemporanea, tra le opere si possono annoverare lavori di Picasso, Dalì, Guttuso, Kokocisky, Calabria, solo per citarne alcuni. Caponi è tutto ciò che il passato ci ha donato ed il presente tramandato.
Nelle sue opere, materiche, introspettive, filosofiche, che viaggiano al di là del tempo e dello spazio, vivono le atmosfere magiche della Roma Imperiale, caput mundi, delle feste e dei baccanali.
Bianchi capelli, e ricci ribelli incorniciano un volto che il passare degli anni non ha intaccato, un’anima bambina, curiosa, che ha fatto della ricercatezza e bellezza la sua cifra stilistica.
Davanti ai lavori di Caponi possiamo citare Dostoevskij “la bellezza salverà il mondo”.
Il Maestro punta alla perfezione, con quel felice gioco alchemico, esoterico, speculativo che lo porta ad andare oltre i confini dello scibile. La Domus vive grazie al Maestro. Gli spiriti ribelli delle anime che vi hanno abitato, imprimono le loro effigi, il loro esserci ed esserci stati. Come affermava Shakespeare “Ci sono più cose tra cielo e terra, di quanto voi umani potete sapere”.

Fonte: Archivio del maestro Alvaro Caponi
Ed in realtà non sappiamo dove il creativo attinge, quali siano le fonti, l’ispirazione che muovono la sua mano durante la creazione. Sono quadri intensi, dai caldi colori dell’oro, del rosso, verde, azzurro, sono i riflessi delle bianche, impalpabili nuvole che incontrano le cime degli alberi che svettano silenti. Le opere del Maestro fanno parte sia di collezioni pubbliche sia private.

Fonte: Archivio del maestro Alvaro Caponi
La più grande eredità che Caponi lascerà ai posteriori, oltre ai suoi lavori, è un infinito intrecciarsi di sensazioni ed emozioni che renderanno la sua Domus Octavia eterna
Sonia Terzino
