Il diluvio dei bonus non si ferma, anzi aumenta

Negli ultimi anni i nostri governi hanno fatto sempre più ricorso ai bonus. Quello che inizialmente sembrava essere un modo per incentivare una categoria sociale o un settore specifico, è diventato ormai uno strumento utilizzato per condurre una sempre più scoperta e smaccata propaganda elettorale.

A partire dal bonus ristrutturazioni, passando per i vari bonus per l’acquisto di monopattini, auto, bici, fino alla dote per i diciottenni proposta dal Pd, per capire come queste mosse siano finalizzate esclusivamente ad accrescere il “sentiment” e così a venire in soccorso di partiti completamente sprovvisti di impianti ideologici solidi e visioni prospettiche serie, insomma di idee concrete. Il corollario è che gli effetti di questi sgravi e sovvenzioni, spesso dissennate, sul futuro a lungo termine del paese, non interessano affatto.

Fonte: NexumStp

Infatti, in Italia si discetta ininterrottamente di temi come la sburocratizzazione, la disoccupazione giovanile e la fiscalità, ma rigorosamente senza costrutto e senza alcun riverbero pratico apprezzabile. Di questioni importanti e sistemiche non si discute praticamente mai. In questo senso il bonus è l’ingrediente perfetto nella ricetta della terribile poltiglia che ci viene presentata ogni giorno.

Tornando a noi il rischio, se non la certezza, della politica dei bonus è ovviamente quello di sperperare tantissime risorse disponibili per avviare una ripresa economica concreta che si fondi sulla realizzazione di opere piccolo-medie e sulla manutenzione di quelle dissestante esistenti (o, per meglio dire, fatiscenti), solo per fare un esempio. In Italia invece si assiste a interminabili e insoffribili vaniloqui su enormi opere ingegneristiche che farebbero impallidire quelle di paesi come il Giappone, che, tuttavia, non si limitano ad annunciarle.

Sui bonus, concludiamo ricordando che si tratta di interventi di svariate decine di miliardi di euro, per i quali, prima o poi, sarà necessario trovare una copertura finanziaria.

Questo stesso governo di centro-destra, in modo particolare Fratelli d’Italia, che aveva tuonato contro la pioggia dei bonus dei precedenti governi, sembra invece aver superato i suoi predecessori per numero e estensioni di questo strumento, producendo un ovvio, ma consueto effetto comico.

Alberto Fioretti