Un itinerario dove il silenzio si fa poesia
Non siamo in Spagna e nemmeno nelle terre nebbiose della Galizia, eppure quel silenzio rarefatto – interrotto soltanto dal respiro del vento tra i rami e dal canto solitario di un uccello in volo – porta l’anima immediatamente lungo i sentieri di Santiago di Compostela.
Invece, la meraviglia si compie nell’Umbria del Sud. Ci troviamo lungo il Cammino dei Borghi Silenti, un abbraccio ad anello di 90 chilometri che nasce e custodisce i suoi segreti a partire da Tenaglie, una frazione del Comune di Montecchio, in provincia di Terni.

Fonte: Cammino dei Borghi Silenti
Sono novanta chilometri di passi e di stupore, sospesi in un tempo senza tempo, dove l’uomo e la natura riscoprono il loro linguaggio più intimo, antico e primordiale.
Il cammino si svela e si concede nell’arco di cinque giorni, unendo come perle di una collana i Monti Amerini e antichi borghi arroccati sui pendii e sulla storia, come Melezzole, Morre, Civitella del Lago e Baschi.
Un viaggio in cui i confini tra i paesi sfumano nel verde dei boschi e nell’azzurro del Lago di Corbara. Il periodo perfetto per ascoltare questa sinfonia della natura è la primavera, tra marzo e maggio, quando la terra rinasce, oppure l’autunno, nei mesi di settembre e ottobre, quando i boschi si tingono d’oro.

Fonte: The Wom Travel
È fondamentale, per affrontare l’itinerario, una buona predisposizione del corpo e delle gambe, e un allenamento costante, per toccare i 1000 metri del Monte Croce di Serra. Lungo la via, l’ospitalità si fa calda e autentica tra B&B, piccoli ostelli, rifugi pubblici e accoglienze a donativo. È raccomandabile prenotare i propri punti di sosta prima di partire e portare con sé del denaro contante. In queste terre dove il passato si fa storia, non sempre la tecnologia funziona.
Perché, in fondo, il Cammino dei Borghi Silenti non si misura a chilometri, ma a respiri. Un viaggio per svuotare la mente, riempire gli occhi di meraviglia e ritrovare lentamente il ritmo perduto della nostra anima.
Sonia Terzino
