La Via della Seta a Roma più che un semplice percorso, è un dialogo tra culture

È stata inaugurata alla Galleria Nazionale di Arte moderna e Contemporanea “Time Garden”, la mostra dell’artista cinese Gulistan, una delle figure più interessanti della scena pittorica contemporanea.

Dal Dunhuang a Roma, da Oriente a Occidente, un’esposizione di 45 opere che mescolano colori accesi e tonalità delicatissime, antico e moderno, una contaminazione di culture e un personalissimo e innovativo percorso che sarà visitabile fino all’8 aprile. Gulistan, il cui nome significa “Giardino di rose”, espone le sue opere per la prima volta nella Capitale, creando un ponte tra civiltà lontane.

Con la sua pittura riesce a mettere in relazione elementi della tradizione orientale con visioni contemporanee e suggestioni provenienti dalla storia dell’arte europea. La sua produzione artistica si distingue per un linguaggio visivo lirico e riflessivo, in cui temi come la memoria, il tempo e l’identità assumono un ruolo fondamentale. Nei suoi dipinti le figure sembrano spesso muoversi tra sogno e ricordo, come presenze delicate che emergono da spazi indefiniti e silenziosi, creando atmosfere sospese e contemplative. In altre opere, invece, prevalgono figure di grandi dimensioni, colori vivaci e toni intensi.

Gulistan, Time Garden 2009 – Fonte: Laura Spadella

La Via della Seta, più che un semplice percorso, è per lei un dialogo tra culture. Gulistan l’ha attraversata, studiando e prendendo parte a varie indagini archeologiche. E Time Garden nasce proprio da queste esperienze, dal viaggio come ricerca interiore. La sua pittura trae ispirazione e prende forma dal camminare attraverso paesi, popoli, rovine, siti antichi e stratificazioni storiche, e soprattutto nella costruzione di ricordi personali. Il passo diventa quindi misura dello spazio e del tempo, un gesto creativo ma anche meditativo, un modo per ascoltare i luoghi e trasformarne l’energia in immagini. Anche la tecnica riflette questa contaminazione tra culture: Gulistan combina spesso colori a olio e pigmenti a base d’acqua, fondendo le diverse pratiche in una convivenza armoniosa e naturale.

Gulistan alla GNAMC – Fonte: Laura Spadella

Le sue figure, sospese tra sogno e memoria, tra apparizione e dissolvenza, emergono sulla tela come presenze leggere, in un equilibrio fragile e poetico tra ciò che è stato e ciò che continua a trasformarsi. Nella visione di Gulistan, la pittura, espressione di un’arte al femminile, non è limitata e circoscritta alla sola “lotta per l’identità e la parità di genere”, come afferma con estrema convinzione, ma al contrario è diretta a “manifestare la verità dell’essere attraverso la sensibilità femminile e i suoi modi unici di percepire il mondo”. Il tempo, secondo l’artista cinese, non è una linea che procede in modo rettilineo e irreversibile, ma assomiglia piuttosto a un giardino, in cui ogni fiore rappresenta un momento della memoria, un frammento di civiltà o un codice culturale che continua a vivere e trasformarsi. La sua pittura si basa quindi su una concezione circolare dell’esistenza, dove passato e presente si intrecciano senza interruzione e dove Oriente e Occidente non sono presentati come realtà opposte, ma si fondono in una convivenza profonda e simbiotica che attraversa temi, immagini e linguaggi.

Gulistan, Time Garden 2009 – Fonte: Laura Spadella

Il percorso della mostra permette di sperimentare l’idea del viaggio attraverso i ricordi e le esperienze che lei è stata capace di trasferire nelle sue opere, restituendo immagini senza tempo, dove storia e creatività si incontrano e si trasformano, tra sogni, ricordi, figure femminili e figure maschili, paesaggi, animali, fiori… C’è tutto nel suo mondo, e lo trasmette con la grazia e la delicatezza data dalla grande sensibilità che la caratterizza, invitando lo spettatore a far parte di un’esperienza visiva e contemplativa, in cui ogni elemento racconta una storia e ogni gesto pittorico diventa memoria, emozione e dialogo tra culture, un viaggio poetico che unisce Oriente e Occidente, passato e presente, memoria e immaginazione, creando un ponte tra culture e generazioni e offrendo uno sguardo attento e profondo sulla bellezza e sulla complessità dell’esistenza.

Laura Spadella