Allo stato attuale non è molto importante capire le ragioni storiche e le cause che hanno scatenato questi conflitti, quanto fermare queste inutili e sanguinose guerre
L’estate è ormai in dirittura d’ arrivo e non si intravedono all’orizzonte autunnale incoraggianti segnali per un raggiungimento di una pace o di una tregua nei territori insanguinati da guerre o di altre situazioni belliche che speravamo di non vedere mai più.
In Ucraina, i bombardamenti russi, con missili e droni sembrano negli ultimi giorni addirittura aumentare di intensità e di potenza. È stata anche colpita pesantemente il centro città di Kiev e alcuni palazzi sede di uffici dell’Unione Europea. Si contano decine di morti tra i civili e la popolazione è di nuovo precipitata nel terrore dei bombardamenti indiscriminati.

Fonte: Eunews
In Palestina, la situazione è, per certi versi, ancora più drammatica. Gaza City è circondata dall’esercito israeliano e in tutta la striscia di Gaza, in questo momento, esiste una incontrollata emergenza umanitaria, a mia memoria, senza precedenti. Soprattutto la popolazione civile, in particolare donne e bambini, ogni giorno lottano per la sopravvivenza: mancano medicine, cibo, acqua potabile e gli aiuti umanitari sono impossibilitati a portare soccorso, bloccati dall’assedio dell’esercito Israeliano.

Fonte: Actionaid Italia
Netanyahu e Putin, nei due fronti mediorientale e ucraino-russo, nonostante le pressioni e i tentativi di tutti i leader mondiali, Trump in testa, di arrivare ad una fine delle ostilità non sembrano arretrare di un centimetro.
Ci si era illusi troppo presto, dopo l’elezione di Trump alla presidenza degli Stati Uniti e qualche accenno di distensione tra le parti, poi rivelatasi solo un fuoco di paglia, che si potesse raggiungere quantomeno ad una tregua.

Fonte: Agenda Digitale
Ma nonostante tutti gli sforzi in questi ultimi giorni di agosto, sia a Gaza che a Kiev la situazione sembra nuovamente degenerare. Forse si è perso troppo tempo ad inizio delle ostilità; forse si è “traccheggiato” in azioni diplomatiche e sanzioni che non hanno portato ai risultati sperati o, peggio, si è sottovalutato il pericolo che la situazione imponeva.
E ora ci ritroviamo a fine agosto 2025 con due pericolosissime polveriere che esplodendo, potrebbero incenerire tutto il pianeta. Finalmente sembra che tutte le parti in causa, anche da noi in Europa, si siano rese conto della estrema delicatezza della situazione sia in terra ucraina, dove si continua a bombardare indiscriminatamente, distruggendo città e uccidendo civili, sia nella striscia di Gaza, dove la popolazione è costretta a vivere in condizioni inumane e dove si contano, anche qui, distruzioni e migliaia di morti tra i civili.
Tutto questo senza voler prendere in considerazione le ragioni politiche, culturali e ambientali che hanno portato a questa terribile situazione. Perché’ allo stato attuale non è molto importante capire le ragioni storiche e le cause che hanno scatenato questi conflitti, quanto fermare queste inutili e sanguinose guerre che, come la storia ci insegna, provocano soltanto lutti e distruzioni a tutte le parti in causa, a prescindere da vincitori e vinti.
E Netanyahu e Putin, i due leader sordi al richiamo del buon senso e della pace, più che con le loro coscienze, che sembrano totalmente scevre a qualsiasi impulso di umanitario, dovranno fare i conti con il giudizio della Storia, quella che tra cent’anni sarà studiata nelle scuole di tutto il mondo e che nessuno più potrà cambiare.
Filippo Gesualdi
