I giochi olimpici invernali hanno fatto da contraltare alle nefandezze che siamo costretti ad osservare sui campi di gioco del Calcio

È stata un Olimpiade invernale, quella di Milano-Cortina, dai risultati sportivi straordinari ma soprattutto che ha riportato, negli appassionati sportivi che hanno seguito l’evento, l’etica, la sana passione e lealtà sportiva, al centro della manifestazione, come dovrebbe sempre essere.

Sono stati tanti gli episodi, a questo riguardo, che ci hanno colpito, emozionato e anche commosso a prescindere dalla nazionalità degli atleti, protagonisti di bellissimi gesti. Uno scenario, davvero entusiasmante e gratificante, che si inserisce in un periodo storico non proprio dei migliori, dove instabilità politica e sociale ed insicurezza la stanno facendo da padrone.

Fonte: Sky TG24

Tutto questo però, stride sempre di più, in maniera imbarazzante, su quanto succede all’interno del mondo, del nostro sport più popolare, ossia il calcio. Sono ormai molti anni che, durante le partite del nostro campionato di calcio, succede l’esatto contrario, con episodi e sceneggiate lontane da qualunque valore etico e sportivo; condotte che stanno stravolgendo, in maniera costante e negativa, l’immagine e la credibilità dello sport più popolare e bello del mondo. E fuori dal campo di gioco, la situazione è forse ancora peggiore, se possibile.

E proprio in questo mese di febbraio, i giochi olimpici invernali disputati a Milano e Cortina, hanno fatto da contraltare alle nefandezze che, ogni fine settimana, siamo costretti ad osservare sui campi di gioco. Così si passa da Federica Brignone, che incarna la sportiva, l’atleta talentuosa e virtuosa, la ragazza pulita, la figlia che tutti gli italiani sognerebbero di avere, alla vergognosa sceneggiata del difensore interista, Bastoni, in verità un simulatore e un provocatore, come purtroppo tanti altri suoi colleghi.

Fonte: Avvenire.it

Due facce, apparentemente della stessa medaglia, ma due realtà profondamente diverse che devono essere stimolo di approfondita riflessione. Stiamo trasformando uno sport popolare e seguito da miliardi di persone in tutto il mondo, in un fenomeno da baraccone, dove girano sempre più soldi e interessi economici e non solo, ma dove si è ormai perduta qualsiasi etica e dove i valori tipici di ogni disciplina sportiva, sono stati completamente azzerati.

Io non vedo e non penso al calciatore come un attore protagonista, colpevole di uccidere questo sport, bensì come una vittima, immersa in questo orribile tritacarne che è ormai diventato il mondo del calcio. È stata una grande fortuna, questa olimpiade, ricca di medaglie, di momenti e di episodi che ci hanno riconciliato con i sani valori dello sport, per ricordarci che esiste ed è ancora possibile nel 2026, credere e lottare per un mondo migliore, non solo nello sport.

Filippo Gesualdi