Sinner guarda avanti, verso un tennis di domani rimanendo competitivo ora e sempre
Partito da Sesto, da giugno 2024 è il numero 1 del mondo, non era mai successo per un italiano. Jannik incarna il modello dell’atleta contemporaneo: essenziale, diretto, fedele a sé stesso prima che allo sport. Se deve rifiutare qualcosa, lo fa, senza troppe esitazioni. L’obiettivo è rimanere competitivo non solo ora, ma anche negli anni futuri.
Con Federer e Nadal che hanno detto addio e Djokovic alle prese coi suoi 37 anni, Sinner guarda avanti, verso un tennis di domani, fianco a fianco con il suo amico-rivale Carlos Alcaraz che ha già conquistato Roma e di recente pure il Roland Garros, dove Jannik invece si è fermato.
Il loro primo incontro fu nei Futures M25 di Alicante: Sinner perse in tre set. Quell’anno Jannik chiuse il 2019 alla posizione 78 ATP, il più giovane dal 2003 a entrare nella top 80 (prima di lui ci riuscì un certo Nadal, all’epoca diciassettenne, salito al 47° posto).
Dopo otto anni di lavoro insieme, nel 2022 arriva l’addio a Piatti, il coach che ne ha forgiato la tecnica. Il giorno dopo, Sinner annuncia i nuovi tecnici: Vagnozzi e Chaill.
Il suo primo trionfo sulla terra rossa arriva il 31 luglio a Umago, dove domina Alcaraz con il punteggio di 6(5)-7, 6-1, 6-1. Ma la rivincita di Carlos arriva presto: l’8 settembre 2022, a New York, il bolzanino cede 3-6, 7-6, 7-6, 5-7, 6-3 dopo oltre cinque ore di battaglia epica.
l 14 novembre del 2023 è una data da scolpire nella carriera di Jannik, idolo di casa alle ATP Finals di Torino. Trascinato da 12mila tifosi impazziti e dai suoi ‘carota boys’, l’azzurro piega per la prima volta il n° 1 del mondo Djokovic regalando al Pala Alpitour tre ore di tennis galattico, sublimato con un tie break da urlo: 7-5, 6-7, 7-6 al serbo nel 2° turno del girone e il merito di aver interrotto la serie di 19 vittorie consecutive inanellata da Nole, che non perdeva dalla finale di Wimbledon.
Il 4 giugno del 2024 è una data che resterà scolpita per sempre nella storia dello sport italiano. La scalata all’Olimpo è compiuta: con il ritiro di Djokovic dal Roland Garros, Sinner (già in semifinale a Parigi grazie al netto 3-0 su Dimitrov) diventa il primo azzurro di sempre a salire in cima alla classifica mondiale, è il nuovo numero uno! A nemmeno 23 anni, Jannik è già una leggenda del nostro tennis. “È il sogno di tutti essere il n°1 del mondo”, le prime parole a caldo dell’azzurro, informato appunto della super notizia al termine del match con Dimitrov. “Mi spiace per il ritiro di Novak, spero si riprenda presto. È un momento speciale, sono felice di condividerlo con voi”.

Fonte: ATP Tour
Dopo la gioia, la grande paura per il coinvolgimento in un caso doping e infine il sollievo: Sinner è innocente. Il mondo ne è venuto a conoscenza soltanto il 20 agosto, ma gli ultimi mesi di Jannik devono essere stati tremendi, dopo che lo scorso aprile a Indian Wells l’azzurro è risultato positivo a una sostanza proibita, il Clostebol, un agente anabollizzante. Tracce minime, trovate nelle urine del giocatore, per un totale di meno di un miliardesimo di grammo: contaminazione avvenuta casualmente attraverso un massaggio del suo fisioterapista. “Ho continuato a giocare perché so di non aver fatto niente di male, sono sempre stato un giocatore pulito e chiunque mi conosca bene sa che non farei mai qualcosa contro le regole”.
In finale a New York è un dominio: l’idolo di casa Fritz deve inchinarsi allo strapotere di Jannik, padrone assoluto dell’incontro, chiuso 6-3 6-4 7-5 in appena due ore. Dopo il trionfo di Flavia Pennetta nel 2015, Sinner diventa così il primo italiano della storia a vincere gli US Open nel singolare maschile.

Fonte: Euronews.com
“La gioia di essere arrivato in finale più forte della delusione di aver perso contro Carlos Alcaraz”. Le parole di Jannik Sinner, rilasciate durante le premiazioni sul Campo Centrale del Foro Italino, raccontano questo, le difficoltà affrontante nei tre mesi lontano dal campo e il desiderio di puntare al Roland Garros per rincontrare lo spagnolo, il più forte sulla terra, in finale. “Sinceramente due settimane fa avrei firmato per arrivare fino all’atto conclusivo dove, non posso non dirlo, ho trovato il giocatore al momento più forte sulla terra e che a Parigi sarà l’uomo da battere. In questo torneo e ancor di più oggi in finale ho provato a dare tutto quello che avevo ma non è bastato per raggiungere il premio più ambito”.
La notte del 9 giugno 2025, il Roland Garros ha assistito a una finale leggendaria: un duello titanico tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Questo incontro, durato oltre cinque ore, ha superato ogni aspettativa, lasciando il pubblico con il fiato sospeso fino all’ultimo punto. Nonostante la sconfitta, Jannik Sinner ha dimostrato maturità e sportività encomiabili, elevando l’evento ben oltre la semplice contesa per un titolo. La partita è stata una celebrazione dello spirito competitivo, della tenacia e della bellezza dello sport stesso. Finisce con il punteggio 6-4 7-6 4-6 6-7 7-6.

Fonte: Raiplay
Qualche ora a casa con la famiglia e gli amici, tra una partita a ping-pong e una grigliata, e una visita lampo agli stabilimenti Ferrari sono state le medicine per guarire dalle cinque ore e 29’ di una settimana fa a Parigi. «Cose normali, niente di speciale, quando succede qualcosa a casa mi sento sicuro, perché tutti sanno come sono e com’ero prima. Mi sono rilassato, pronto a ripartire». Lo farà da una superficie su cui si gioca poco durante l’anno e contro un giocatore che si chiama quasi come lui, il qualificato tedesco Hanfmann, di nome Yannick. Jannik ripartirà dalla Germania, Alcaraz prenderà confidenza con l’erba dal Queen’s: la destinazione è Wimbledon.
Maria Sole Capone
