Nella sua nuova veste si possono visitare due mostre fino al 15 febbraio 2026: The Exhibition dedicata alla fotografa statunitense Vivian Maier, di cui ricorre il centenario, e Pop Air di Ugo Nespolo
Un altro grande palazzo iconico della capitale apre le sue porte al pubblico per la prima volta dalla sua costruzione negli anni ’30. Si tratta del Museo del Genio, ovvero dell’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio, un immenso complesso che con i suoi 4 mila metri quadrati si affaccia sul lungotevere della Vittoria 31, nell’omonimo quartiere di Roma a due passi dal Foro Italico.
Aperto ai visitatori nella sua nuova veste di Centro culturale si potranno visitare due esposizioni fino al 15 febbraio 2026: la mostra The Exhibition dedicata alla fotografa statunitense Vivian Maier, di cui ricorre il centenario, e Pop Air di Ugo Nespolo, presentata in anteprima nazionale, con le sculture gonfiabili del celebre artista piemontese che reinterpretano in chiave ironica alcuni capolavori dell’avanguardia contemporanea internazionale.

Fonte: Arthemisia
La particolarità del Museo del Genio è che qui i visitatori potranno ammirare anche le prime grandi invenzioni italiane in campo tecnologico e scientifico, come l’attrezzatura radiotelegrafica originale di Guglielmo Marconi, che era un inventore, ma anche un capitano del Genio. Guglielmo Marconi con l’invenzione della radio cambiò per sempre la storia della comunicazione mondiale e una piccola teca custodisce inoltre uno dei primissimi telefoni, invenzione dovuta ad Antonio Meucci, nelle sue prime evoluzioni dai telefoni da campo alle centraline militari.
Nel corso della presentazione alla stampa, l’ex parlamentare Gioacchino Alfano, che presiede Difesa Servizi (società in house del ministero della Difesa che valorizza gli asset del dicastero), ha spiegato che l’iniziativa di dare nuova vita ad alcuni edifici del mondo militare, restituendoli alla cittadinanza con funzioni differenti, è un progetto sostenuto dal ministro Guido Crosetto che ha già visto la “rinascita” di un totale di cinque edifici a Roma e quindici in tutta Italia.

Fonte: Arthemisia
Alessandra Taccone, presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale (main partner del progetto con Poema) ha detto che l’apertura al pubblico del Museo del Genio è forse il progetto più importante realizzato insieme a Iole Siena, presidente di Arthemisia (gruppo leader nella produzione e realizzazione di mostre), dopo quelli splendidi e di grande successo che hanno visto Palazzo Bonaparte ospitare le mostre di Botero, Munch, Erwitt, e Mucha. La presidente Taccone ha poi aggiunto: «Da un lato, gli scatti della street-photographer americana Vivian Maier, che ha documentato per decenni la quotidianità delle persone comuni tra New York e Chicago, trovano un’ideale consonanza e coerenza filologica con la sala del museo dedicata alle prime enormi macchine fotografiche della storia italiana, oltre che all’aerofono, precursore del radar, e alla radio. Dall’altro, le colorate installazioni gonfiabili di un’artista iconico, poliedrico e instancabile qual è Ugo Nespolo, che ripercorrono con un linguaggio giocoso e iper-moderno la storia della scultura internazionale, impreziosendo gli spazi riqualificati del Museo, la cui architettura è, essa stessa, un’opera d’arte».


Fonte: Arthemisia
Una testimonianza sull’artista Ugo Nespolo si deve invece al mecenate e filantropo Emmanuele F.M. Emanuele che ha raccontato: «Negli anni ’60 mi dividevo tra Roma e Milano. Milano era una città in cui gli artisti si confrontavano in maniera soggettiva e personale con le avanguardie europee. Penso a Baj, Crippa, Dova, Nespolo, e al movimento della Patafisica in cui io stesso entrai a far parte con Virgilio Dagnino e Paride Accetti. Nespolo entrò in contatto con il frizzante ambiente artistico milanese nei tardi anni ’60, interagendo con i protagonisti dell’Arte Nucleare, Baj su tutti, e tessendo rapporti con i maggiori esponenti del Dadaismo e del Nouveau Réalisme, come ad esempio Duchamp e Arman. Soprattutto, realizzò il compito di essere, in giovane età, il protagonista di un’inesauribile attività d’interlocuzione culturale con gli esponenti delle diverse tendenze artistiche nella Milano dell’epoca. Un compito che ha assolto in maniera mirabile per decenni e in virtù del quale continua a essere, di fatto, testimone vivo e attivo di quell’epoca indimenticabile».

Fonte: Arthemisia
Le sezioni del Museo del Genio aperte al pubblico comprendono la Sala delle Colonie e dell’Architettura Militare con riproduzioni in scala delle fortificazioni realizzate in epoca coloniale. Tra queste spicca il fortino scomponibile in lamiera tipo Spaccamela, un esempio di architettura militare modulare e a rapida installazione. La Sala della Fotografia, delle Trasmissioni e delle Fotoelettriche, che contiene oggetti importantissimi, a volte imponenti, che recano in sé l’elemento sorpresa. La Sala dell’Aeronautica e del Reggimento Genio Ferrovieri che documenta la fase pionieristica dell’Aeronautica Militare Italiana, nata come specialità del Genio.

Fonte: Arthemisia
Il Museo del Genio è aperto tutti i giorni eccetto il lunedì. Per informazioni e biglietteria: https://www.arthemisia.it/it/mostra-vivian-maier-ugo-nespolo-roma-informazioni/
Daniela Binello
