“È compito dell’Istituzione Universitaria combattere quell’appiattimento del pensiero, della visione critica, della capacità di discernere i vari fattori che costituiscono gli eventi del passato e del presente in una proiezione verso il futuro”

Grande successo ad Enna per la VII Edizione di “Civitas Educationis. Visioni, sensi, orizzonti” svoltosi dal 4 al 6 novembre. Il festival organizzato dal Dipartimento di Studi classici, linguistici e della formazione dell’Università Kore, quest’anno ha coinciso con il ventennale della fondazione dell’Ateneo ennese. Istituito e organizzato nel 2019  dalla prof.ssa Marinella Muscarà, e dal prof. Salvatore Ferlita, coordinatore del corso di laurea in Lettere, si è consolidato nel tempo come un appuntamento importante, passando dall’interesse regionale a quello nazionale e internazionale arricchendosi nel tempo sia per i temi proposti che per il coinvolgimento e il contributo di studiosi e docenti di varie discipline, spaziando dalle lettere alla filosofia, dalla psicologia alla sociologia e alla pedagogia, dall’antropologia alla geopolitica consentendo riflessioni e nuove prospettive possibili anche in relazione a tematiche attuali .

Elementi questi ribaditi nell’intervento della prof.ssa Muscarà “Il Festival offre un’opportunità per leggere e osservare la realtà in chiave sistemica, dimostrando come le discipline umanistiche possano contribuire ad affrontare le sfide del presente. La pluralità di linguaggi, prospettive e modelli interpretativi dei nostri ospiti stimola un confronto autentico che, siamo certi, aprirà nuovi orizzonti in prospettiva interdisciplinare.”

Fonte: RegioneLife

Un successo quello del Festival decretato non solo dalla partecipazione di oltre 60 relatori ma soprattutto dall’ampia e attiva presenza di tantissimi studenti dell’Ateneo ennese che hanno avuto modo di ascoltare, dialogare e confrontarsi con esperti dei vari settori contrastando così la diffusione disordinata e confusa di nozioni, convincimenti, teorie facilmente diffuse attraverso i vari social andando spesso a costruire false notizie e informazioni.

“È compito dell’Istituzione Universitaria – ha affermato il prof. Ferlita nell’introduzione al Festival –combattere quell’appiattimento del pensiero, della visione critica, della capacità di discernere i vari fattori che costituiscono gli eventi del passato e del presente in una proiezione verso il futuro. Troppo spesso oggi ci si limita a slogan e messaggi massimizzanti e superficiali che influenzano la percezione della realtà, del ruolo della memoria e della cultura, sia individuale che sociale, sia storica che scientifica”.

Fonte: Enna Live

Una sollecitazione evidentemente raccolta dagli studenti, dai relatori, da tutti i partecipanti esterni al mondo accademico istituzionale, quelli che potremmo definire appartenenti alla società civile che hanno popolato il Festival dal primo all’ultimo giorno.

Appuntamento al prossimo anno quindi, con la consapevolezza che l’Ateneo ennese sta costruendo sempre di più nel tempo una sua qualità e identità. Una Università che mi piace definire come un luogo per una “cultura di prossimità” per il contesto geografico in cui è collocato ma anche come un punto di attrazione e confronto per tutta la comunità nazionale e internazionale, che non vuole e non deve arrendersi di fronte a messaggi generalizzanti, spesso qualunquistici e svilenti di quel pensiero creativo e divergente che rappresenta, da sempre, l’elemento differenziante tra passività rassegnata e desiderio di evoluzione.

Giuseppe Fabiano