La politica ha favorito questa deriva criminale, sottovalutando il problema e non assicurando a chi commette il reato, di scontare tutta la pena in carcere
Non è un film con protagonista l’indimenticabile Maurizio Merli, nelle vesti di un valente commissario, serie di grande successo degli anni 70/80 in Italia. È una ormai triste realtà radicata, ormai da qualche anno a Milano, e in genere nelle città più popolose italiane.
Milano, il capoluogo più “europeo” e all’avanguardia in Italia, una volta simbolo di ordine ed efficienza, ora vive una delle fasi più delicate e critiche della sua recente storia. In città si respira un aria diffusa di paura e di insicurezza, a causa di un aumento esponenziale della criminalità’ di piccoli e medi reati, risse e aggressioni, che oggi la pone al primo posto, come capitale del crimine e malaffare in Italia.
Reati in costante aumento, dai quartieri centrali, fino alle sterminate periferie milanesi, dove bande criminali e baby gang, la fanno da padroni, con continui reati, vili aggressioni, spaccio di droga indiscriminato, soprattutto nei quartieri della movida milanese.

Fonte: Prima Milano
In questo scenario, si inquadra la recente aggressione a un giovane studente della Bocconi da parte di un “branco” di delinquenti che, per rubare 50 euro e un giubbotto, lo hanno accoltellato, massacrato di botte, con conseguenze gravissime per il povero ragazzo, che resterà a vita invalido.

Fonte: Il Giorno
Cosa ugualmente grave, che i ragazzi del branco , nelle giornate successive, si vantassero della bravata commessa, e di non essere stati ancora individuati dalla polizia. Ma questo discorso purtroppo, non è circoscritto solo nell’area milanese, ma riguarda tutta Italia, soprattutto le grandi città dove, una diffusa percezione di insicurezza, pervade la maggior parte della cittadinanza.
Piccoli furti, scippi, baby gang che terrorizzano i loro coetanei e non solo, spaccio di droga indiscriminato, ormai fatto alla luce del sole. Borseggiatori e borseggiatrici indisturbati e sempre più organizzati, negli autobus e nei metrò delle città italiane che, una volta arrestate, dopo poche ore sono già libere e pronte a delinquere nuovamente.
Insomma nel vasto campo del crimine, non ci facciamo mancare più nulla, e oggi nella popolazione italiana, questo forte disagio, questa percezione di insicurezza, è una delle problematiche più avvertite. La politica, negli ultimi decenni, ha sicuramente favorito questa deriva criminale, sottovalutando il problema, non assicurando a chi commette il reato, di scontare tutta la pena in carcere.
Oggi, a mio modo di vedere, di conseguenza, stanno nascendo, sempre più numerosi gruppi di cittadini che si sostituiscono a chi dovrebbe vigilare e garantire l’ordine pubblico sul territorio. Un primo passo di una deriva molto pericolosa, ma anche un indiscutibile segnale di un grave malessere sociale.

Fonte: Redattore Sociale
Sarebbe un grande errore sostituire la gestione dell’ordine pubblico, anche solo in parte, a privati cittadini.
Ristabilire un ordine, una tranquillità, una percezione di sicurezza nella nostra società civile, deve essere una delle priorità, se non un’emergenza, che la politica non può più trascurare. Viviamo in un momento storico complicato, dove si sono perdute molte sicurezze e sono scomparsi molti punti di riferimento.
Le persone ora più che mai, hanno esigenza di sentirsi tutelate e protette, soprattutto nel proprio territorio.
Questa secondo me, dovrà essere la sfida, vincente, della politica italiana, nei prossimi anni.
Una sfida da affrontare e vincere, per il rilancio e il futuro del nostro Paese.
Filippo Gesualdi
