Periferie, parcheggi e mezzi pubblici i luoghi percepiti come più a rischio

La sicurezza continua a essere uno dei temi più sensibili per i cittadini romani.

Gli abitanti della Capitale ammettono di percepire la città come sempre meno sicura, soprattutto nelle ore serali e nelle aree più periferiche. È quanto emerge dall’ultima indagine Changes Unipol, realizzata da Ipsos, che ha analizzato opinioni e timori dei cittadini sul tema della sicurezza urbana e della microcriminalità. Lo studio è stato condotto su un campione rappresentativo della popolazione nazionale tra i 16 e i 74 anni – oltre 44 milioni di individui – e dei residenti delle principali aree metropolitane, pari a più di 13 milioni di persone.

Il campione è stato stratificato per genere, età, area geografica, dimensione del comune, livello di istruzione, tenore di vita, professione e composizione familiare. In totale sono state raccolte 1.720 interviste tramite metodologia CAWI (Computer Assisted Web Interviewing) tra il 3 e l’11 luglio 2025. Di sera aumenta la paura. Di giorno l’81% degli intervistati dichiara di sentirsi al sicuro nelle zone che frequenta abitualmente. Una sensazione che cambia radicalmente dopo il tramonto, quando il 43% ammette di aver paura per la propria incolumità.

Il centro storico risulta l’area ritenuta meno pericolosa dal 64% dei romani, mentre periferie, parcheggi e trasporto pubblico sono i luoghi che suscitano i maggiori timori. Secondo l’indagine, le periferie restano infatti il principale motivo di apprensione: l’83% degli intervistati le considera aree a rischio, una percentuale superiore alla media (79%) delle grandi città italiane. Seguono i parcheggi e i mezzi pubblici (76%), oltre alle fermate di bus, metro e tram (75%).

C’è poi il fattore microcriminalità, considerato in crescita da un romano su due. Circa la metà di loro percepisce infatti un aumento della microcriminalità nel proprio quartiere negli ultimi anni. Tra le principali cause secondo i cittadini, la prima è sicuramente l’uso di droghe (31%), seguono poi lo scarso controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine (28%) e l’immigrazione incontrollata (26%). Incidono anche il degrado urbano (25%), la povertà e l’indebolimento del ruolo educativo della famiglia (24%), così come le disuguaglianze sociali (22%).

Fonte: Roma Today

Sull’efficacia delle forze dell’ordine la città si divide: il 45% sostiene l’importanza del lavoro svolto, mentre il 55% ritiene insufficiente la capacità di prevenire reati e disordini. Riguardo alle baby gang poi, il timore cresce a livello nazionale. Queste ultime preoccupano il 51% dei romani in riferimento al proprio quartiere. Tuttavia, solo il 38% teme che un familiare o un amico possa entrare in contatto con ambienti criminali, dato tra i più bassi d’Italia.

Fonte: ANSA

La percezione cambia radicalmente quando si guarda al quadro nazionale: il 92% ritiene le baby gang un serio fenomeno in preoccupante fase di crescita. Sull’influenza dei Media in riferimento agli argomenti che riguardano la criminalità, si ritiene che troppa attenzione aumenti l’insicurezza. Questo dato è confermato dal fatto che il 61% dei cittadini segue programmi o rubriche dedicati alla cronaca nera, e quasi la metà degli intervistati (46%) è convinta che l’eccessiva esposizione mediatica contribuisca a far percepire la città come più insicura. Il 36% ritiene poi che i media enfatizzino i fenomeni criminali, mentre il 33% non concorda. C’è infine un 40% che trova equilibrata l’informazione giornalistica. Si conferma quindi una situazione che da anni preoccupa cittadini, comitati e amministrazioni: l’aumento dei reati denunciati, la difficoltà nel garantire un controllo capillare su un territorio vasto come quello romano. E poi furti, rapine, borseggi, atti di vandalismo, reati informatici e aggressioni.

Su più di un fronte la città registra livelli superiori alla media nazionale, segno di un tessuto urbano complesso e difficile da monitorare in modo uniforme. A tutto questo si aggiunge la pressione tipica delle grandi metropoli, dove la convivenza tra residenti, pendolari e turisti amplifica le criticità e rende più complicato mantenere standard elevati di sicurezza. Un contesto che impone alle forze dell’ordine un lavoro costante su un territorio molto esteso e caratterizzato da esigenze tra loro molto diverse. La Capitale paga la sua estensione, la densità abitativa, ma anche il peso di flussi turistici continui, grandi eventi e criticità sociali che complicano ulteriormente la gestione dell’ordine pubblico.

Fonte: Il Manifesto

Il quadro che emerge è frammentato e composto da episodi, piccoli e grandi, che incidono direttamente sulla qualità della vita. Non si tratta solo di numeri, ma di esperienze quotidiane: muoversi sui mezzi pubblici, rientrare tardi, attraversare strade poco illuminate o frequentare determinate zone può diventare fonte di preoccupazione per molti. Da tutto questo emerge un disagio generale nel vivere la propria città, nel camminare per strada senza paura di essere aggrediti e derubati o di subire furti in casa propria.

Non è affatto positivo il quadro che viene fuori da questi dati, soprattutto su un campione così vasto e così vario. Significa che la sensazione di vulnerabilità e insicurezza è diffusa e radicata trasversalmente nella popolazione e che c’è davvero ancora molto da fare.

Laura Spadella