Fino al 22 marzo si terrà nella Basilica l’ostensione delle ossa del Santo degli ultimi
Quest’anno ricorrono gli 800 anni dalla morte del poverello di Assisi. Il Santo che continua a portare unione, dove c’è divisione. È il Patrono d’Italia che ancora scuote i cuori e chiama pellegrini da ogni parte del mondo. Un amore incondizionato ha lasciato San Francesco, e quell’amore gli e’ sempre tornato, moltiplicato, pregato, supplicato, osannato.
Assisi per l’occasione ha fatto le cose in grande, come la Porziuncola di Santa Maria degli Angeli e la Regione dell’Umbria. Non poteva essere diversamente Francesco è il cuore verde d’Italia sparso in tutti gli altri continenti, è l’amore che si è fatto carne, è il canto degli uccelli, il saper parlare con il lupo, è il roseto senza spine. Ricco il calendario degli eventi.
Fino al 22 marzo si terrà nella Basilica l’ostensione delle ossa del Santo degli ultimi. Un evento unico nel suo genere è la prima volta nella storia che le spoglia vengono esposte ai fedeli per così lungo tempo. La cerimonia è stata ufficialmente aperta il 22 febbraio alla presenza delle autorità politiche ed istituzionali sia nazionali che regionali.

Fonte: Repertorio dell’artista Simone Cristicchi
Sono state presenti le testate giornalistiche di tutto il mondo, con diretta RAI per due giorni consecutivi, seguita da Lorena Bianchetti. Inoltre, all’interno delle cerimonie, si terranno una serie di concerti a cui si potrà prendere parte senza prenotazione e con ingresso gratuito.

Fonte: Repertorio dell’artista Simone Cristicchi
“Sapevamo che il nostro Santo fosse amato- ha detto Padre Enzo Fortunato, che per anni è stato portavoce del Sacro Convento – ma tutto questo è andato oltre le nostre aspettative. Per poter partecipare all’ostensione del corpo di San Francesco, le persone si mettono in fila dalle prime ore della mattina”.
Intanto nella Regione fervono gli incontri. Al teatro Nuovo Gian Carlo Menotti di Spoleto si è tenuto lo spettacolo del cantautore Angelo Branduardi ed il giornalista Aldo Cazzullo, autore del saggio Francesco il Primo Italiano. Forse è proprio questo il grande mistero del poverello di Assisi di far convergere tutte le religioni, ed anche gli gnostici ed i non credenti si inginocchiano davanti a lui.
“Assisi è un ponte tra Kiev e Gaza – afferma Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo e Vescovo di Assisi, Norcia, Gualdo Tadino e Foligno – che il messaggio di San Francesco sia un monito di Pace”.
Sonia Terzino
