La Galleria Purificato.Zero di Roma continua il suo percorso che, ogni anno, premia i migliori suoi artisti

I tempi dell’arte è una mostra, in tre appuntamenti, nata per viaggiare nel tempo, con più tappe, in un’esperienza che intreccia memoria e contemporaneità, tradizione e innovazione.

Le opere in esposizione dialogano con gli spazi che le accolgono, trasformando Musei e Antiche Dimore in luoghi dove la storia si dilata e diventa una riflessione senza confini. Tre sedi di Musei ospitano di volta in volta tre artisti selezionati per la loro capacità di coniugare radici e visioni future. Le loro opere, saldamente ancorate al presente, custodiscono un’eredità che trascende il tempo e invitano lo spettatore a guardare la realtà non solo per ciò che è, ma anche per ciò che è stata e per ciò che potrebbe diventare.

La Galleria Purificato.Zero di Roma continua il suo percorso che, ogni anno, premia i migliori suoi artisti.

Fonte: Galleria Purificato.Zero

Dopo il Museo Umberto Mastroianni di Marino, presenta altri tre artisti selezionati questa volta da Andrea Celeste Peronti, Presidente dell’Istituzione Palazzo Rospigliosi nella cui sede c’è anche il
Museo Demoantropologico del Giocattolo. Gli artisti vincitori sono Giovanni Giordano – Eugenio Orciani – Antonella Squillaci.

La mostra sarà aperta dal 13 settembre 2025, data della sua inaugurazione e vernissage, fino a domenica 28 settembre. Non si tratta di un semplice incontro tra epoche, ma di una spinta verso il futuro: le opere, tra pittura e scultura, non si limitano a rievocare storie già scritte, ma pongono domande, aprono scenari inesplorati e stimolano una visione nuova del domani. Ogni artista diventa così testimone del proprio tempo e custode di un futuro possibile che l’arte contribuisce a plasmare.

I tre artisti, con tre visioni e una personalità comune, provengono da percorsi diversi, ma condividono una sensibilità che li porta a rielaborare il passato attraverso linguaggi contemporanei. Le loro opere si confrontano con le collezioni permanenti, dando vita a un racconto che unisce tradizione e innovazione.

Quello che li accomuna è la personalità declinata in modi differenti ma sempre riconoscibile: un filo rosso che attraversa il loro viaggio artistico e la loro poetica. L’arte ancora una volta si presenta come segno nel tempo le cui proiezioni naturali esaltano la voce di ciascun artista che, forte della propria autenticità, incide il suo momento con un graffio profondo capace di lasciare traccia, memoria e futuro.

Francesco Zero