Un intreccio non ancora delineato, di cui neanche i protagonisti conoscono fino in fondo i possibili risvolti
Quella che si va sviluppando sulla Borsa Valori italiana è una battaglia di potere ancor più e ancor prima che economica. Un tutti contro tutti per mettere il proprio sigillo sulle Assicurazioni Generali, una delle più antiche, importanti ed autorevoli istituzioni economiche d’Italia.
Così il Monte dei Paschi di Siena, istituto bancario per molti anni chiacchierato, in odore di essere fortemente schierato a vantaggio della sinistra politica, poi di fatto vicino al fallimento, salvato con intervento dello Stato che ne diviene azionista, delibera un’OPA (Offerta Pubblica d’Acquisto) su Mediobanca. Quest’ultima, cresciuta nelle mani del suo grande manager e patron dott. Cuccia, che per lunghissimi anni ha gestito, fra luci ed ombre, tutta la finanza delle grandi famiglie industriali italiane, salvandone alcune ed affondandone altre, subisce l’OPA (se vi interessa sapere cosa significa il termine “Poteri Forti” e l’opera di Mediobanca vi invito a leggere il libro di Carlo Sama “La caduta di un impero”. Dopo la lettura non avrete più dubbi sul termine “Poteri Forti” e sul loro spesso nefasto operato).

Fonte: Pensalibero
Ma perché Mediobanca subisce l’OPA? Perché è proprietaria di un importante pacchetto di azioni, nonché prima azionista, di Assicurazioni Generali e, ove alcuni azionisti di MPS acquisissero potere e voti nel Consiglio di amministrazione anche di questo istituto diverrebbero, se pur per interposta persona, i veri proprietari di Assicurazioni Generali. Ma Mediobanca non vuole perdere la propria autonomia e dichiara l’OPA subita un’azione ostile e non concordata.
Per tentare di disinnescarla mette in atto la mossa del cavallo. Propone uno scambio di azioni al fine di cedere alle Generali il proprio pacchetto azionario della stessa compagnia d’assicurazioni in cambio delle azioni di Banca Generali, una importante partecipata della compagnia assicuratrice. L’idea è che, estromettendo dal proprio patrimonio il rilevantissimo pacchetto azionario delle Assicurazioni Generali, vengano meno gli appetiti dei grandi azionisti del Monte dei Paschi.

Fonte: Adnkronos
Se la questione non vi è chiara non vi preoccupate, è un intreccio non ancora delineato, di cui neanche i protagonisti conoscono fino in fondo i possibili risvolti, con regie da dietro le quinte note a pochissimi e certamente non ai giornalisti. Basta comunque percepire i complessi bracci di ferro tesi più che a regolare questioni economiche a rimescolare gli assetti e le posizioni di potere dell’intero mondo della finanza italiana. I poteri forti o fortissimi, appunto, con implicazioni in ogni campo, non ultima l’editoria e l’influenza politica. Tutto questo senza comunque tralasciare l’aspetto industriale.
Dalla ipotizzata fusione (o acquisizione) tra Mediobanca e Banca Generali verrebbe fuori un gioiello dell’imprenditoria bancaria forte sia come banca d’affari che, come Istituto retail. Le Assicurazioni Generali si troverebbero in possesso di un importantissimo pacchetto di azioni proprie che potrebbero essere cedute sul mercato o, più probabilmente, in blocco ad altre mani Forti. Questo ingolosisce tutte le più importanti famiglie e gruppi finanziari d’Italia, dai Benetton a Banca Intesa.
Un risiko con pochi precedenti. Staremo a vedere chi la spunterà
Ferruccio Zappacosta
