“Povera Roma mia de travertino, t’hanno vestita tutta de cartone pe’ fatte rimira’ da ‘n’imbianchino venuto da padrone” (Pasquino)
In conseguenza dell’annessione di Vienna alla Germania la visita di Hitler in Italia cadeva in un momento nel quale le tensioni fra i due paesi erano ancora evidenti si doveva rispondere in qualche modo agli onori che la Germania aveva tributato a Mussolini durante la sua visita del settembre 1937. La macchina del regime aveva sapientemente organizzato la visita di Hitler in Italia, svoltasi dal 3 al 9 maggio 1938, onorando il transito del Führer, dal Brennero a Roma con ali di folla acclamanti e suntuosi picchetti d’onore; la visita si estese toccando le città di Roma, Napoli e Firenze.
La sera del 3 maggio il capo del nazismo giunge alla stazione Ostiense, opportunamente allestita con tralicci e cartone per mascherare le opere non ancora ultimate. Si era preferita la stazione Ostiense a quella di Termini perché la principale stazione della capitale era all’epoca un cantiere a causa dei lavori di restauro e riassetto urbanistico di piazza dei Cinquecento. Nonostante la diffidenza del re e l’assenza del papa, si tennero cene di gala e visite ai principali musei e siti archeologici, accompagnate dall’archeologo Ranuccio Bianchi Bandinelli (1900-1975), convinto antifascista, decisamente insofferente all’incarico di accompagnatore ufficiale che il Ministero gli aveva conferito, scelto come massimo esperto d’arte romana ma anche come interprete, per la sua ottima padronanza della lingua tedesca.
Scopriremo dai suoi diari il desiderio del giovane archeologo di uccidere in questa circostanza i due tiranni facendosi saltare in aria mentre salivano sul predellino dell’automobile o approfittando, durante la visita a Firenze, del passaggio tra gli Uffizi e Palazzo Pitti. La vicenda è stata ricostruita nel documentario di Enrico Caria del 2016, ‘L’uomo che non cambiò la storia’, liberamente tratto da ‘Il viaggio del Fuhrer in Italia’, di R. Bianchi Bandinelli.
Affinché tutti potessero seguire il viaggio di Hitler in Italia venne impiegato ogni mezzo, dai giornali alla radio, dal cinema alla fotografia, impegnando duecentosettantaquattro giornalisti italiani, centotrenta tedeschi e centosettanta di altri paesi. L’Istituto Luce sarà presente con centoventi tra operatori, fotografi, operai specializzati, quattro veicoli mobili dotati di apparecchi per la registrazione sonora, venti automobili attrezzate per la ripresa dall’alto o in movimento e un reparto speciale per le riprese a colori; a cominciare dalla partenza da Berlino tutti gli spostamenti saranno seguiti e ampiamente documentati dall’Ente Italiano Audizioni Radiofoniche (E.I.A.R.) tramite una speciale radiocronaca.
Dopo aver visitato a Roma il Pantheon e l’Altare della Patria Adolf Hitler, Mussolini e un largo seguito di gerarchi fascisti e nazisti, nel pomeriggio del 4 maggio 1938, si recano sulla pista dell’Aeroporto di Centocelle dove, su progetto dell’architetto Mario De Renzi (1897-1967), era stato predisposto l’imponente apparato celebrativo del campo militare “Roma” per la visita del capo nazista. Nel 1931 l’architetto De Renzi era stato il progettista del monumentale condominio di Viale XXI Aprile, altrimenti noto come Palazzo Federici, il principale nonché unico luogo di ambientazione del film del 1977 del regista Ettore Scola ‘Una giornata particolare’, probabilmente tra i più noti della cinematografia romana.

Hitler accompagnato da Mussolini al Campo “Roma” di Centocelle – Fonte: Collezione privata G.Mulas

1938 Campo “Roma” all’Aeroporto di Centocelle. L’arengario – Fonte: Collezione privata G.Mulas
Al civico 29 di questo stabile Scola ambienta il suo film che racconta la storia di un particolare incontro avvenuto tra i due protagonisti interpretati da Sophia Loren e Marcello Mastroianni, proprio nel giorno della visita di Hitler a Roma. Per le ore 16,00 era prevista una parata, di decine di migliaia di giovani fascisti e avanguardisti, ed evoluzioni di cavalieri e motociclisti. Per più di un’ora e mezza vengono mobilitati oltre cinquantaduemila ragazzi della Gioventù Italiana del Littorio, Balilla Moschettieri, Moschettieri del Duce e Avanguardisti Moschettieri inquadrati da duemilaseicento ufficiali della Milizia Volontaria di Sicurezza Nazionale.
Gli apparati erano stati ideati da una speciale Commissione Governatoriale, l’appalto per la sistemazione della strada di accesso all’aeroporto dalla via Tuscolana e dalla via Casilina, allo scopo di agevolare lo scorrimento del traffico, viene affidata con trattativa privata all’Impresa Vaselli Romolo. I lavori di potenziamento della rete di illuminazione pubblica vengono eseguiti dall’Azienda Governatoriale Elettricità ed Acque (A.G.E.A.), sotto la direzione dell’ingegnere Ferdinando Bordoni. Per queste costruzioni effimere e in particolare per la realizzazione del podio e del grande arengario in forma di fascio littorio stilizzato vengono utilizzate canne di ferro tubolari, fornite dalla Ditta Biffani David, rivestite con pannelli di populit, un conglomerato di sostanze vegetali, generalmente fibre di legno truciolato, alghe marine, impastati con cemento ad alta resistenza.

Planimetria generale del Campo “Roma” a Centocelle – Elaborazione grafica: G.Mulas
L’appalto dei lavori di nolo, montaggio e smontaggio delle tribune viene affidato alla Società Anonima Legnami Pasotti, mentre per la fornitura delle antenne porta bandiera in legno è incaricata la Ditta Unione Legnami Gustavo Casciotti – Società Anonima. Terminate le manifestazioni a Centocelle, alle 18,00, Mussolini e Hitler si recano in visita alla Basilica di Massenzio dove si svolge l’adunata dei nazionalsocialisti residenti in Italia.
Così in una Roma effimera di cartapesta si rappresentavano e celebravano i fasti del Regime nel lontano maggio del 1938.
Giovanni Mulas
