Un documentario che svela un lato nascosto della società, mostrando i volti e le emozioni dei pazienti in dialisi

Esistono al mondo alcune malattie invisibili, che passano inosservate agli occhi della gente, dimenticate e ignorate, fino ad arrivare al punto in cui non si conosce nulla di loro, delle cause o delle cure, delle pene che questi pazienti devono subire. Acqua Benedetta racconta la storia di tre pazienti costretti a sottoporsi a dialisi, ovvero Fabio Bomberini, Carlo Alberto Cecconi e Serena Scaramella.

Il documentario segue i tre personaggi all’interno delle loro vite, delle loro case e delle loro malattie. Si tratta dell’opera prima del regista Antonio Petrianni, scritta da quest’ultimo insieme a Luca Lardieri e Christin Mastrillo e prodotto da Dreamcatchers Entertainment. Il viaggio parte da Fabio, il Deus Ex Machina della storia, colui che ha ispirato il regista e gli sceneggiatori attraverso il suo racconto, la sua esperienza e le sue testimonianze. Accanto a lui la madre Olise, che intreccerà un rapporto stretto con Serena e Carlo Alberto, gli altri due protagonisti di questo percorso tortuoso.

Acqua Benedetta volge uno sguardo diverso e maturo nei confronti della dialisi e della malattia in generale, una malattia che fin troppo spesso rimane all’oscuro, ignorata e poco conosciuta, surclassata da qualche altro morbo. Una patologia che ti uccide lentamente o, nel migliore dei casi, ti costringe a continue cure e processi stressanti per fisico e mente. Petrianni ha deciso di raccontare queste tre storie, che poi si incroceranno e si intersecheranno, senza volgere il tutto nel lato patetico e drammatico, ma dimostrando che, nonostante le difficoltà che la vita ci pone dinanzi, ci può sempre essere un sorriso.

Fonte: Filmitalia

Fabio si dimostra una persona estremamente sensibile, che sa ridere e scherzare di sé e della malattia, ma che in fondo al cuore nasconde una dolcezza infinita. Proprio di cuore si parla quando l’uomo, raccontando di un possibile trapianto, si dichiara non tanto spaventato dall’operazione in sé, ma dal fatto di poter in qualche modo assumere al suo interno i sentimenti di qualcun altro. Un pensiero ingenuo, ma profondamente toccante che dimostra come i pazienti come lui riescano a vedere il positivo e i colori della vita nonostante tutto. Ne sono una prova anche Serena e Carlo Alberto. Meravigliosa la sequenza in cui il film mette in luce il contrasto tra la dialisi, operazione lunga e stressante, e la serenità del paziente.

Carlo Alberto si vede mentre scherza e chiacchiera con le infermiere, ride e canticchia allegramente, quasi come non si trovasse su quel lettino, in quell’ospedale e in quelle condizioni. Uno sguardo leggero, che si distingue dai documentari simili che trattano la materia e che farà sorridere lo spettatore. Un mondo per urlare al mondo quanto i pazienti in dialisi sentano la necessità di esorcizzare il male che li divora e, nonostante tutto, mantengono con forza un atteggiamento positivo e quasi rilassato. Questo si rispecchia anche in Serena, dalla personalità dolce e delicata, che passa le giornate con il figlio, con cui sembra avere un rapporto estremamente profondo e giocoso.

Tre pazienti, tre storie diverse, ma legate da una stessa malattia che, però, non è riuscita a farli perdere d’animo. Acqua Benedetta si rivela un ottimo prodotto sia dal punto di vista tecnico che di scrittura. La fotografia è carica di pathos, potente e luminosa quando inquadra i tre protagonisti e cupa e fredda nel momento in cui interviene nella visione la natura. Esiste all’interno del documentario un filo rosso che crea un parallelismo tra il lavoro che la dialisi svolge nel corpo di paziente e l’impianto di depurazione dell’acqua del Lazio. Entrambi i processi purificano e ripuliscono, dove da una parte abbiamo un singolo corpo, dall’altra abbiamo un elemento fondamentale alla vita umana. Il tutto in un’atmosfera di splendide e potenti riprese aeree effettuate col drone, che mostrano tutta la maestosità della natura e delle acque che fluiscono e confluiscono.

Fonte: Barz and Hippo

Acqua Benedetta è un documentario che svela un lato nascosto della società, mostrando i volti e le emozioni dei pazienti in dialisi, che hanno deciso di non arrendersi alla malattia.

Laura Maddalozzo