Monica Zoe Innocenti è Direttrice artistica del caffè Santa Zita (Lucca) e del Festival Parole in villa
Monica è una donna vulcanica, una persona solare. Sono contenta di presentarla perché ha una grande passione per il suo lavoro e una profonda attenzione per le persone con le quali collabora, qualità che mi hanno colpito dal principio. Ho avuto l’occasione di conoscerla tre anni fa durante un evento molto prestigioso in Lucchesia: Il Charity event – Lucca.
L’amicizia è maturata nel tempo grazie a molti interessi comuni, tra i quali, il primo tra tutti, l’amore e il rispetto per le varie forme artistiche. Abitando a Lucca da qualche anno, molto volentieri frequento i suoi eventi, notando che riesce a dare luce a persone e a sensibilità che altrimenti resterebbero nascoste, è coraggiosa in questo. Le sue scelte spaziano sia nel genere, sia nel profilo delle persone coinvolte, oltre ad invitare artisti di dichiarato spessore riesce a coinvolgere tanti personaggi, scegliendo in base al suo intuito. Qualche mese fa Monica era a casa mia per una tisana e continuava a fissare le pareti alle quali sono appesi i quadri del mio adorato papà. Sono molto belli effettivamente, un genere naif, quadri colorati, per me preziosissimi anche perché mio padre e venuto a mancare nel 2022.
Durante il pomeriggio con grande entusiasmo mi dice: “Perché non organizziamo un’esposizione al caffè Santa Zita? Potresti farla la prima settimana di ottobre e poi verso fine mese allestiamo la tua, presentando anche la tua performance sociologica sulla pluralità delle Identità culturali?”. Io rimasi perplessa e felicissima. In poco tempo mi sono data da fare e sto mettendo tutto in piedi, con il suo costante aiuto. Quando mi mandò la presentazione del mese di Ottobre del Caffè Santa Zita non ci potevo credere, ero sullo stesso flyer con papà. Il cuore si è riempito di gioia e gratitudine, una bellissima esperienza.

Fonte: F.C.
Questa è la mia avventura con lei, ora ve la farò conoscere meglio.
Lucca è una piccola città dove si organizzano eventi molto noti e importanti anche a livello internazionale come: Il Summer Festival e Lucca Comics & Games: si tratta, in generale, di una realtà culturalmente vivace?
Senza dubbio! I grandi eventi e la straordinaria storia musicale e artistica della città fanno da traino al fiorire di numerosissime iniziative, che animano il centro storico e i dintorni, praticamente tutto l’anno, con eventi di varia natura come festival, tavole rotonde, spettacoli, concerti di vario genere musicale e chi più ne ha, più ne metta.
Come si inserisce la tua attività in questo contesto, di cosa ti occupi in particolare?
Organizzo eventi di ogni tipo, come ad esempio la selezione delle modelle per appuntamenti come Lucca Fashion Week e Boulevard by Feder Moda, ma collaboro continuativamente con due realtà lucchesi: una è il Festival Parole in Villa, che si tiene in una storica dimora del 1600, Villa Bernardini e dove sono Direttrice Artistica insieme a Rugiada Salom Ferretti supervisor ospiti e Massimo Fanizza Bernardini proprietario della villa. La manifestazione è caratterizzata da presentazioni di libri e incontri con artisti di grande rilievo, come Alessandro Haber, Giovanni Veronesi, Francesco Niccolini e Alessio Boni.
Negli spazi eleganti, ma più intimi e raccolti del Caffè Santa Zita invece, sempre in qualità di Direttrice Artistica e al ritmo di due a settimana, creo eventi di vario genere come workshop, mostre d’arte, spettacoli musicali, presentazione di libri, conferenze, interviste e così via, sia con ospiti locali, che provenienti da diverse parti della Penisola.
Inoltre, insieme alla cantante e musicista Maria Elena Lippi, scriviamo spettacoli teatrali incentrati su personaggi della storia lucchese come la poetessa Teresa Bandettini: il prossimo, dedicato agli inventori del motore a scoppio Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, andrà in scena a ottobre, nel museo a loro dedicato.
Raccontami la parte che più ti appassiona nella tua attività?
Il titolare del Caffè Santa Zita Michele Tambellini e la Responsabile Valentina Scidà ripongono grande fiducia nel mio lavoro; mi concedono carta bianca e la libertà che ho nel gestire la mia creatività è fondamentale. L’atmosfera del locale è unica, non solo per la bellezza del luogo, per le prelibatezze gastronomiche dello chef Davide Manfredi e del pasticcere Matteo Mazzoni e per il pubblico sempre interessato e partecipe – in molti casi composto da habitué ormai affezionati ai nostri appuntamenti – ma anche per i colleghi e i titolari del locale, che sono come una seconda famiglia. Inoltre, il legame con gli ospiti-artisti è davvero speciale, si creano sempre magnifiche connessioni: rimaniamo spesso in contatto, diventando talvolta amici.
So che ti cimenti anche come scrittrice e hai all’attivo diverse pubblicazioni: ce ne vuoi parlare?
Ho realizzato quattro libri di interviste e approfondimenti: il primo dedicato alla nostra Costituzione che uscì in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il secondo al cinema, una delle mie grandi passioni, il terzo alla mia città e al suo territorio e l’ultimo ai cambiamenti che, negli ambiti più svariati, hanno rivoluzionato la nostra quotidianità negli ultimi decenni. Questa attività mi ha dato l’opportunità straordinaria di intervistare moltissimi personaggi noti e provenienti da consessi diversi come Margherita Hack, Dacia Maraini, Mario Monicelli, Marcello Lippi, Giancarlo De Cataldo, Monica Guerritore, Eros Pagni, Stefano Bartezzaghi solo per citarne alcuni: ogni intervista è stata un’esperienza arricchente e piena di suggestioni.
Puoi raccontarmi un episodio che, durante una di queste interviste, ti è rimasto particolarmente impresso?
Un episodio piacevole in modo particolare e che mi viene da definire pieno di tenerezza è stata l’intervista con il Maestro Antonio Ballista, pianista classico di fama planetaria e uomo dotato di vivissima intelligenza e smisurata cultura. L’appuntamento era nella casa milanese del Maestro e la durata prevista dell’intervista era di circa un’ora; ma si è stabilita tra di noi una connessione imprevista e graditissima al punto che, tra scambi di opinioni, un pranzo etnico, chiacchiere rilassate, dissertazioni assortite e una lunga passeggiata, mi ha dato la possibilità unica di scoprire una Milano inedita e lontana dalle rotte turistiche, il tempo è letteralmente volato e, quando ci siamo salutati con la promessa di rivederci, la tarda mattinata era diventata sera: un’esperienza indimenticabile.
Prima di salutarci: hai qualche anticipazione sulle tue attività future?
Risposta: In autunno sono in programma gli ultimi due appuntamenti di Parole in Villa e a partire da settembre, avrà inizio la nuova stagione di eventi al Caffè Santa Zita, lavoro che porto avanti con passione, dedizione e grande entusiasmo. Poi c’è in cantiere un progetto tutto al femminile che, essendo ancora in fase embrionale, non posso anticipare nei dettagli: dico solo che si tratta di un Festival e si svolgerà in un luogo particolarmente suggestivo del centro storico di Lucca, probabilmente nell’autunno del 2026.
Francesca Chiarantano
