Ora che Roberto Occhiuto ha lanciato la «scossa azzurra» da Palazzo Grazioli, si prepara la seconda a febbraio a Milano

Il presidente della Calabria Roberto Occhiuto, vicesegretario di Forza Italia, ha lanciato da Palazzo Grazioli a Roma «la scossa liberale». Non una corrente, «le correnti sono cose polverose che appartengono al passato» fa notare, ma quello che semmai viene dopo la corrente, cioè «una scossa». La corsa di Occhiuto è partita dai locali di Palazzo Grazioli che furono per oltre vent’anni il crocevia del potere politico, e non solo, in quanto residenza romana di Silvio Berlusconi e che, dopo tanto tempo, sono tornati ad accendersi di quell’atmosfera frizzantina da laboratorio del pensiero liberale di centrodestra. Un evento flash, intitolato “In Libertà”, preannunciato da giorni come l’inizio di un nuovo percorso all’interno del partito berlusconiano.

Occhiuto (56 anni) è coetaneo di Pier Silvio Berlusconi, il quale, in sintonia con la sorella Marina, non fa mistero di voler svecchiare la leadership del partito di famiglia. «Se voglio candidarmi nel 2027 al congresso di Forza Italia? Non è all’ordine del giorno» si schermisce Occhiuto. «Io vorrei aiutare Tajani a portare il partito al 20 per cento, oggi galleggia intorno all’8-9 per cento». Poi aggiunge che Tajani ha svolto una funzione straordinaria, «tutti gli siamo riconoscenti», perché ha permesso a Fi di sopravvivere quando nessuno ci avrebbe scommesso.

Roberto Occhiuto – Fonte: Giornale di Calabria

«Il mio auspicio è che il partito possa aprirsi a imprenditori, giornalisti, persone che magari non hanno mai lavorato nei luoghi della politica, ma che possono dire e fare molto per la politica liberale di centrodestra, perché Giorgia Meloni è molto brava, ma vedo che c’è uno spazio enorme per il berlusconismo». Poi rimarca: «Siamo fortunati ad avere la Meloni, ma basta alla coalizione? Serve una componente liberale per attuare la rivoluzione liberale voluta da Silvio Berlusconi». Fi deve rafforzare l’ala liberale «aprendo una discussione anche sui diritti civili, su temi come il confine tra la vita e la coscienza, un tema che un partito come il nostro deve avere la capacità e il coraggio di affrontare, perché i ventenni che non vogliono votare a sinistra, vedono nel centrodestra una coalizione che ha un’impronta esclusivamente conservatrice».

Nel Paese, prosegue Occhiuto, c’è la necessità di recuperare «la tradizione garantista». In vista del referendum sulla separazione delle carriere «fa bene Meloni a non voler politicizzare il dibattito sul referendum, ma un partito come il nostro deve intestarsi la riforma della giustizia, recuperando quel tratto del suo Dna garantista che può renderlo attrattivo anche per chi in passato ha votato dall’altra parte» chiarisce. Cita il caso di Stefano Esposito, ex parlamentare torinese del Pd, vittima di un calvario giudiziario durato sette anni, finito con l’archiviazione dell’inchiesta Bigliettopoli. Esposito «sarà una delle voci del nostro dibattito sulla giustizia» annuncia Occhiuto. E qui lancia l’affondo alla sinistra: «Se questo lavoro non lo fa adesso il centrodestra, visto che dall’altra parte ci sono la Schlein e l’Albanese, quand’è che lo deve fare? È oggi il tempo di alzare l’asticella».

Sono circa 22 i parlamentari presenti: il 30 per cento dei 72 iscritti ai gruppi di Camera e Senato. La scelta azzeccata della tempistica ha permesso a diversi big di Fi, come Giorgio Mulè (vicepresidente della Camera), Licia Ronzulli (vicepresidente del Senato) e Francesco Paolo Sisto (viceministro alla Giustizia) di partecipare. Fra i presenti anche la vecchia guardia azzurra, rappresentata dai berlusconiani della prima ora, con le parlamentari Rita Dalla Chiesa e Stefania Craxi (presidente della Commissione Esteri e Difesa del Senato), oltre a tanti ex del partito che fu, quello fondato nel ’94 dal Cavaliere.

Numerosa anche la squadra dei rampanti, con Cristina Rossello, Alessandro Cattaneo, Tommaso Calderone, Paolo Emilio Russo, Ugo Cappellacci, Claudio Lotito, Patrizia Marrocco e Francesco Cannizzaro. C’è il tesoriere di Forza Italia, Fabio Roscioli. Più defilati in sala l’ex deputato Elio Vito, la parlamentare di FdI Naike Gruppioni e Manlio Messina, ex del partito di via della Scrofa ora al misto. Ma ci sono anche Mario Occhiuto, il fratello del presidente della Calabria, colpito quest’anno dalla grave perdita del figlio Francesco, e la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento, Matilde Siracusano, che è la compagna del governatore. C’è anche Matilde Bruzzone Berlusconi, nipote di Silvio per parte del fratello Paolo, di cui ha sposato il figlio Billy.

Questa la platea all’evento “In Libertà”, organizzato dal giornalista ed ex parlamentare forzista Andrea Ruggieri con i tempi di un talk-show in stile Mediaset, condotto dallo stesso Ruggieri con alcuni ospiti del mondo imprenditoriale, il conduttore Nicola Porro e il direttore editoriale di Formiche Roberto Arditti.

Daniela Binello