Con Baudo ci lascia l’ultimo testimone e ideatore di una TV che ha dato tanto a questa Nazione e che ha segnato la vita di tutti noi
Difficile parlare di certi personaggi la cui vita è stata un insieme di avventure, invenzioni e successi che hanno dato lustro al mondo a cui sono appartenuti. In questo caso parliamo di Spettacolo (quello con la S maiuscola) e di colui che è stato l’ultimo testimone di una rosa di Nomi che hanno fatto la Televisione: Pippo Baudo.
Il noto presentatore si è spento all’età di 89 anni dopo un lungo periodo di silenzio per via dell’età, certamente, ma anche delle condizioni di salute non buone che lo avevano portato a vivere i suoi ultimi anni su una sedia a rotelle. Ha chiuso gli occhi serenamente presso il Campus Biomedico di Roma, circondato dagli affetti delle persone care e dal conforto dei Sacramenti.
Nato a Militello in Val di Catania (provincia di Catania ma come ci permettiamo di dire per scherzare ‘provincia di Pippo Baudo’), Giuseppe Raimondo Vittorio (questi i suoi tre nomi) aveva ottenuto una laurea in Giurisprudenza e la sua strada sembrava quella dell’Avvocatura. Suo padre Giovanni, avvocato, avrebbe voluto instradarlo nella professione forense ma per il futuro Pippo nazionale le strade erano ben altre. E proprio la sera prima di discutere la tesi, salì sul palcoscenico per presentare il concorso di bellezza “Miss Sicilia” a Chiaramonte Gulfi, (Ragusa). Ripartì all’alba grazie ad un passaggio su un camioncino, sdraiato in mezzo a frutta e verdura, per giungere a Catania appena in tempo per la discussione.
La sua attività televisiva ebbe inizio negli anni ’60, in quel decennio che rappresenterà il boom economico della nostra Nazione e che vide lo sviluppo di programmi di Varietà destinati a passare alla storia. Quel mondo fatto di bianco e nero catturava un numero impressionante di telespettatori. Era un’Italia assai diversa da quella che possiamo concepire oggi: più semplice, certamente, ma anche più genuina e con una professionalità nel costruire spettacoli, canzoni, intrattenimento che non si conoscono più. La sua figura, snella e alta andava a prendere, pian piano, spazio in una realtà già segnata da un altro Gigante, Mike Bongiorno. Tra i due scoppierà una “rivalità” vera ma anche molto ingigantita sulla quale i due protagonisti giocheranno fino all’ultimo.

Fonte: Quotidiano Nazionale
Tra le trasmissioni più in voga in quel periodo ricordiamo “Settevoci”, “Eccetera, Eccetera”, “Un disco per l’estate” fino ad approdare agli anni ’70 con “Canzonissima”, il noto spettacolo musicale divenuto un ‘cult’ del mondo televisivo. In quel periodo Baudo fu anche interprete dei cosiddetti “Musicarelli”, film costruiti sul successo di una canzone del momento che vedevano il/la cantante protagonista e nomi celebri prender parte alla pellicola. E così il nostro giovane Pippo si trovò accanto a interpreti come Al Bano, Little Tony, Orietta Berti e attori come Peppino De Filippo, Enzo Cannavale, Dolores Palumbo, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e tanti altri. Celebre anche la canzone “Donna Rosa”, sigla del programma “Sette Voci” che Baudo portò al successo per proporla, di tanto in tanto, negli anni avvenire in maniera goliardica nei suoi spettacoli.

Fonte: Titanus
Furono però gli anni ’80 che videro la produzione “Baudesca” al massimo livello. Infatti, in questo decennio il nostro ormai affermato presentatore fu al timone di spettacoli come “Fantastico”, “Domenica In”, “Serata d’onore” e, per il mondo del Pentagramma, il Festival di Sanremo (1984, 1985 e 1987). In questo decennio Baudo fu anche scopritore di nomi come Heather Parisi, Lorella Cuccarini, il Trio Lopez-Marchesini-Solenghi e ancora, Alessandra Martines, Manlio Dovì, Tosca D’Aquino, Carlo Frisi, Nina Soldano e molti altri. Programmi di grande professionalità e curati in ogni dettaglio che registravano cifre di ascolti oggi impensabili. Quel decennio, infatti, vedeva milioni di spettatori incollati il sabato sera davanti al piccolo schermo e ciò che oggi, in temini numerici appare come un successo, se riportato in quegli anni, sarebbe stato un flop clamoroso. E molti di questi programmi avevano proprio la firma di Pippo Baudo. Nel 1987 vi fu una parentesi anche a Mediaset (Fininvest come si chiamava allora) con un programma dal nome “Festival”, accanto alla sua creatura artistica Lorella Cuccarini. In questo caso, in vero, il successo fu assai inferiore alle aspettative prefissate e così, nel gennaio 1988, terminata la trasmissione, Baudo decise di rescindere il contratto in esclusiva che aveva con la Società di Silvio Berlusconi, pagando una cospicua penale e restando inattivo per un anno, come prevedeva una clausola del contratto in caso di rescissione.

Fonte: Corriere

Fonte: RaiPlay
Negli anni ’90, tornato in RAI, fu protagonista sempre di “Domenica in”, del quiz “Luna Park” e di varietà come “Gran Premio”, “Fantastico 90”, “Partita doppia”, “Numero Uno”, “Papaveri e Papere”, “Mille lire al mese” e delle kermesse sanremesi (dal 1992 al 1996). Proprio nel panorama musicale nomi come Giorgia, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Biagio Antonacci debbono a lui il proprio successo. E, infatti, il celebre tormentone del “ti ho inventata/o io” era proprio indice di questa sua capacità di talent scout.

Fonte: Eurofestival News
Gli anni 2000 lo videro presente sul piccolo schermo in realtà “differenti” da quelle del primo canale. Nel 2003, condusse, su Rai3, “Cinquanta. Storia della TV di chi l’ha fatta e di chi l’ha vista” e nel 2007 eccolo ancora a Sanremo diventando, di fatto, il presentatore con il maggior numero di Festival alle spalle (ben 12, contro gli 11 di Bongiorno). Il nuovo millennio però rappresentò anche l’inizio della discesa: una televisione che andava sempre più mutando i suoi palinsesti e i tempi di presentazione dei vari programmi; concezioni nuove e in “contrasto” con quell’idea di spettacolo che aveva accompagnato il conduttore nei vari decenni. Ecco, quindi, i primi significativi insuccessi a cominciare proprio dalla tredicesima edizione sanremese per poi passare al programma “Serata d’onore” battuto dalla concorrenza targata Maria De Filippi, “C’è posta per te”. Anche nel decennio 2010, le sue apparizioni furono assai più sporadiche e in diverse reti di RAI e Mediaset con ruoli che, diciamocelo, mal si addicevano ad un personaggio del suo calibro. Ma il mondo dello spettacolo, si sa, non fa sconti a nessuno, nemmeno a Pippo Baudo.

Fonte: Leggo.it
Così, a poco a poco, il nome del Presentatore è entrato sì nella Storia della Televisione ma anche in un passato destinato a rimanere tale. Certo, oggi che ci ha lasciato (guarda caso proprio di sabato, il giorno più importante della settimana per chi fa televisione) , possiamo dire di essere stati fortunati ad aver avuto un professionista di questo calibro come altri Mostri Sacri quali Mike, Corrado, Enzo Tortora, Sandra e Raimondo, Gino Bramieri e tanti altri. Con Baudo ci lascia l’ultimo testimone e ideatore di una TV che ha dato tanto a questa Nazione e che, forse, meriterebbe di essere conosciuta meglio per poter sfornare più professionisti e meno dilettanti.
Stefano Boeris
