Diventerà la sede istituzionale della Fondazione La Quadriennale di Roma

L’antico complesso dell’Arsenale Pontificio, nella zona di Porta Portese, si prepara a tornare accessibile.

L’area che un tempo ospitava la flotta navale del papa era rimasta a lungo in stato di abbandono. Negli scorsi anni si era ipotizzato di trasformare l’Arsenale, attraverso un importante intervento di restauro e valorizzazione, in un museo navale nazionale dedicato alla storia dell’antica potenza marittima. Diversi progetti e proposte di recupero sono stati avanzati nel tempo, ma nessuno era mai stato portato a compimento.

Oggi, dopo molti anni di attesa, l’antico complesso si avvia finalmente alla riapertura.

Ex Arsenale Pontificio – Foto Laura Spadella

È previsto il recupero dell’intera area, comprese le corderie e il magazzino del sale, in base all’accordo con la FondazioneLa Quadriennale di Roma, firmato nel marzo 2018. L’obiettivo è restituire quanto prima questi spazi al pubblico, trasformandoli in un centro espositivo e culturale in grado di valorizzare un luogo di grande rilevanza storica e architettonica. Entro la primavera del 2029 infatti, al termine di un importante intervento di consolidamento e restauro strutturale, l’edificio sarà destinato a ospitare spazi per mostre ed eventi.  

Il programma di riqualificazione è stato presentato nel corso di una recente conferenza in Campidoglio, durante la quale il direttore generale della Quadriennale, Riccardo Luciani, ha aggiornato sullo stato dei lavori secondo i dati forniti dall’ultimo sopralluogo tecnico, effettuato nei primi mesi del 2026. Le risorse disponibili, pari a sette milioni di euro, sono state stanziate già da diversi anni dal Ministero della Cultura. L’avvio dei lavori ha però subito ritardi a causa di criticità emerse nelle fasi preliminari dell’intervento, tra cui la presenza di materiali contenenti amianto, che hanno richiesto specifiche operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area.

Ex Arsenale Pontificio – Foto Laura Spadella

Il progetto di recupero, già definito sia dal punto di vista tecnico che economico, prevede interventi rispettosi dell’architettura originale, integrati con sistemi tecnologici moderni. È programmata anche la realizzazione di un’area doganale interna, pensata per facilitare la gestione delle opere in entrata e in uscita, con l’obiettivo di rendere il complesso idoneo a ospitare eventi e iniziative di livello internazionale. Le operazioni di rimozione dei materiali residui sono previste entro l’estate, con l’intento di aprire il cantiere tra l’inizio dell’autunno e la fine dello stesso anno. La conclusione dei lavori e l’apertura al pubblico restano fissate per marzo 2029.

Ma qual è la storia dell’Arsenale? Non tutti sanno che in passato il Papa disponeva di una propria flotta navale, la Marina Pontificia, attiva tra l’849 e il 1870. La flotta venne impiegata per la prima volta proprio nell’849, in occasione della battaglia navale di Ostia, quando si affrontarono le forze cristiane e quelle arabe davanti all’antico porto di Roma. Nei secoli successivi si formarono diverse leghe navali e alleanze strategiche, tra cui quella con la cattolica Spagna, che rafforzarono ulteriormente la presenza della marina navale pontificia nel Mediterraneo. Attiva per tutto il periodo medievale, la Marina Pontificia subì un progressivo declino nel 1798, con l’arrivo di Napoleone.

Con la presa di Roma, infatti, le imbarcazioni vennero integrate nella flotta francese e utilizzate nella disastrosa campagna d’Egitto, durante la quale molte di esse furono distrutte. L’ultimo impiego militare delle navi pontificie risale al 1848, durante la Prima Guerra d’Indipendenza. In seguito, con il passare del tempo, il Mediterraneo divenne uno scenario più stabile e le flotte assunsero prevalentemente funzioni di controllo e vigilanza doganale.

Con il recupero dell’Arsenale Pontificio, Roma si prepara così a restituire alla città uno spazio rimasto per decenni in stato di abbandono, trasformandolo in un nuovo centro dedicato alla cultura e all’arte contemporanea. Un progetto che punta a coniugare tutela storica e valorizzazione del patrimonio urbanistico, trasformando un luogo dimenticato in un grande spazio culturale aperto ai cittadini.

Laura Spadella