Cosa ci insegna retrospettivamente la battaglia per i diritti delle minoranze etniche negli USA?
Il 2 luglio del 1964, esattamente 61 anni fa, entrò in vigore il Civil Rights Act che rappresentò una definitiva svolta per la società americana. Questo ha rappresentato probabilmente il primo passo decisivo nella lunga strada che ha successivamente portato le società occidentali a intestarsi una lunghissima serie di battaglie per i diritti civili.
Il concetto di diritti civili può essere raffigurato come un contenitore all’interno del quale possono annoverarsi una serie di diritti che prendono forma diversa in base al periodo storico di riferimento. Pensiamo, solo per fare un esempio, al fatto che seppur oggi si sente parlare di diritti civili in riferimento alle istanze provenienti dalla comunità LGBT, storicamente le battaglie che hanno avuto a oggetto tali diritti hanno riguardato per l’appunto, specialmente negli Stati Uniti d’America, l’abolizione delle discriminazioni razziali.
In questo senso fondamentale è stato proprio il Civil Rights Act del 1964: legge degli Stati Uniti d’America che vietò la discriminazione nelle strutture pubbliche e in materia di occupazione, abrogando anche le c.d. leggi Jim Crown (complesso di atti normativi che consolidarono la segregazione razziale negli Stati del Sud).

Fonte: NPR
Non può negarsi l’impatto rivoluzionario che il Civil Rights Act del 1964 ebbe nell’ordinamento USA. Impatto che accese anche il dibattito politico del tempo: il Senatore repubblicano Barry Goldwater dell’Arizona, a esempio, motivò la sua contrarietà al suddetto disegno di legge spiegando come fosse scorretto per uno Stato “legiferare sulla moralità” (motivazioni che ritroviamo anche nell’attuale dibattito politico).
Nonostante ancora oggi la questione dei diritti delle minoranze etniche sia al centro del dibattito americano con enormi settori dell’opinione pubblica a stelle e strisce che ritiene che si sia fatto troppo poco nell’equiparazione dei diritti di fatto, specialmente nei confronti degli afroamericani, con punte raggiunte in questo senso nell’estate 2020 con il movimento Black Lives Matter, questo lungo cammino ha portato a tantissime conquiste per le comunità americane non discendenti dai coloni europei che per primi si stabilirono in Nordamerica, scalzando le varie tribù amerindie.
Il fatto che oggi queste enormi conquiste siano revocate in dubbio e si arrivi ad affermare il sostanziale fallimento delle battaglie decennali in questa direzione deve fare riflettere.
Cosa dobbiamo capire da questo avvenimento? Semplicemente quanto il concetto di diritti civili sia dinamico e suscettibile di cambiamento, riflettendo le diverse sensibilità politiche della società civile in un dato momento storico.
Alberto Fioretti
