Al Teatro San Carluccio di Napoli dal 16 al 18 gennaio

Sarà in scena a Napoli, al Teatro San Carluccio dal 16 al 18 gennaio, la pièce “Il sindaco scomparso”interpretato da Nicola Acunzo con la regia di Giancarlo Sammartano e già presentato a Roma con grande successo. La storia ripercorre le vicende connesse alla scomparsa di Lorenzo Rago, sindaco socialista di Battipaglia, avvenuta misteriosamente ben settantadue anni fa, il 20 gennaio del 1953, dopo una riunione politica. Di Lorenzo Rago, da allora non si è saputo più nulla: il corpo non è stato ritrovato, le indagini non hanno portato alcun risultato e le piste seguite, o forse senza anticipare nulla, sarebbe meglio dire quelle non seguite, hanno lasciato un interrogativo sul destino di Rago. Una vicenda che sarebbe finita nel vortice dell’oblio se, di tanto in tanto, come in questa occasione, non si riprendesse in mano la storia della scomparsa e i suoi misteri. Certo è che Rago si era distinto per il suo impegno politico e sociale a favore delle classi meno abbienti e potrebbe con la sua azione politica, ma soprattutto etica, aver arrecato “disturbo” ai potenti del tempo: organizzazioni criminali, Servizi Segreti deviati (già da allora!), potentati economici, avversari politici in sede locale, nazionale e forse anche internazionale.

Quella di Acunzo e Sammartano quindi si propone come qualcosa di più di una semplice rievocazione teatrale. Partendo da documenti, articoli di giornale e utilizzando tutte le fonti possibili, oltre ad un lavoro di raccordo e di identificazione di personaggi potenzialmente coinvolti, intende ridare vita ad una storia personale e sociale prima ancora che ad un mistero. Non è solo una riesumazione di quello che oggi ,con un inglesismo linguistico mutuato dalle serie TV, si potrebbe chiamare un cold case, ma certamente si colloca in quella scia tristemente famosa dei “misteri d’Italia”, taluni anche coperti dal segreto di Stato o da connivenze e complicità di altissimo livello.

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Acunzo diventa quindi testimone appassionato, dando vita ad un personaggio e ad una storia certo, ma soprattutto ad una persona e ad un mistero che necessita dell’attenzione della pubblica opinione. Una piece, quindi, che si colloca nell’area del teatro di impegno civile e che rappresenta un’occasione da non perdere per chi vede e vive il teatro anche nella sua espressività etica e non solo nella dimensione dello svago. Acunzo, con questa scelta, conferma la sua duttilità recitativa, (come ad esempio l’interpretazione di Ponte nella fiction Il commissario Ricciardi, o le esperienze nel cast di opere di Vincenzo Salemme) e prende linfa anche dalla sua esperienza politica come ex parlamentare e certamente da quegli elementi umani e di impegno sociale che lo caratterizzano.

Giuseppe Fabiano